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"io sono cultura"

Non mollano, ma che fatica. La foto delle aziende cultura e spettacolo

In foto: la manifestazione del 23 febbraio dei lavori della cultura e dello spettacolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 11 ago 2021 13:56 ~ ultimo agg. 14:04
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Non mollano, ma sono in grande difficoltà nel garantire posti di lavoro e produrre fatturati che permettano di sopravvivere. Si potrebbe sintetizzare cosi la fotografia del 2020 del sistema produttivo culturale in provincia di Rimini che emerge dal Secondo il Rapporto “Io sono cultura”, reso noto dalla camera di Commercio della Romagna. In particolare lavoro e ricchezza prodotta dalle aziende di questo settore hanno registrato decrementi superiori a quelli fatti segnare dall’intera economia. Nonostante ciò dai dati emerge la volontà di resistere, nonostante il blocco quasi totale delle attività dell’anno analizzato.

Alcuni dati

Nel 2020 in provincia di Rimini le imprese del “core cultura” ammontano a 1.811 unità, il 4,6% del totale: il 50,5% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 37,1% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,2% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,2% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Nonostante la crisi, rispetto al 2019, in provincia si rileva un incremento dello 0,7% delle imprese, a differenza della diminuzione regionale (-0,5%) e della sostanziale stabilità a livello nazionale (+0,2%); in aumento le industrie creative (+2,1%), stabili sia le industrie culturali (-0,1%) sia le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico, mentre calano le attività di performing arts e arti visive (-2,6%).

Riguardo al lavoro, si riscontrano 5,3 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 4,1 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti). I 9,4 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in calo annuo del 4,2% (-3,9% il totale economia), hanno un peso, sul totale degli occupati provinciali, del 6,0% (5,7% in Emilia-Romagna, 5,8% in Italia).

Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, nel 2020 Rimini si piazza al 16° posto per incidenza degli occupati del sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale, in miglioramento di una posizione rispetto al 2019 (17°).

Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 230 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 196 milioni di euro. I 426 milioni di valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo, in diminuzione annua del 9,8% (-8,8% il totale economia), hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto provinciale, del 5,0% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, nel 2020 Rimini occupa il 27° posto per peso della ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale, in miglioramento di una posizione rispetto al 2019 (28°).