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Giovani e cooperazione: le storie personali di 4 giovani cooperatori

di Emiliano Violante   
Tempo di lettura lettura: 8 minuti
mer 4 ago 2021 16:58 ~ ultimo agg. 26 ago 10:54
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Parlare del coinvolgimento dei giovani nella cooperazione sociale pone una considerazione molto importante, che parte da un paio di domande inevitabili: che tipo di cooperazione sociale si vuole costruire per il prossimo futuro e quale ruolo di innovazione deve avere nel territorio in cui esercita la propria attività?

Una duplice prospettiva che sottintende una duplice suggestione. Da una parte è ben noto infatti che il futuro della cooperazione è legato al ricambio generazionale per far fronte alle nuove sfide che pongono esigenze di innovazione a tutto campo: transizione ecologica, transizione digitale, sviluppo di nuovi mercati. Dall’altra parte la scelta del modello cooperativo, è un’ottima prospettiva per affrontare e risolvere problemi occupazionali e reddituali dei giovani, che decidono di mettersi in gioco anche con ruoli di maggiore responsabilità e valorizzazione. Un impegno concreto per l’affermarsi di una nuova imprenditorialità con un forte spirito di solidarietà, sostenibilità ambientale, attenzione alla qualità della vita e qualità del lavoro.

E’ un’esigenza molto sentita anche fra le cooperative sociali riminesi, che si interrogano – a distanza di 30 anni da quel 1991 che le ha viste costituirsi grazie alla legge n. 381- sul come promuovere quel ricambio generazionale necessario per la continuità di questo importante ambito imprenditoriale.

Un settore che ha dimostrato non solo di saper essere autonomo e sostenersi da solo, ma anche di saper organizzare in maniera professionale un ambito aziendale capace di garantire la solidarietà sociale. Una funzione importante, come si è visto anche in questa emergenza sanitaria – di affiancamento agli enti pubblici nei servizi di pubblica utilità e anche nella difficile prospettiva del lavoro alle persone più fragili, che solo con un’occupazione stabile possono sperimentare la vera inclusione sociale.

Questo tema è molto sentito da La Formica che da anni nel territorio riminese, si pone l’obiettivo di coinvolgere tra i suoi collaboratori sempre più giovani cooperatori. Sono tanti infatti gli studenti delle scuole superiori che intraprendono percorsi di alternanza scuola- lavoro, stage lavorativi, oppure tirocini rivolti agli universitari che si alternano in cooperativa e che hanno l’unico obiettivo di far vivere e far conoscere il mondo dell’impresa sociale quale possibile alterativa di scelta professionale.

Alcuni di essi rimangono e scelgono di provare a fare i cooperatori, mettendo in gioco le proprie capacità, competenze e un grande entusiasmo com’è accaduto anche in Formica a 4 ragazzi che da qualche mese sono impegnati su differenti fronti ma con la medesima energia. Una presenza che rappresenta una vera spinta motivazionale in ciascuno degli ambiti in cui i ragazzi sono inseriti: dalle funzioni di amministrazione in ufficio, a quelle di responsabile coordinatore, fino a quelle di operatore ecologico dell’igiene ambientale. Per la Formica è importante parlare di loro per ringraziarli del lavoro che stanno svolgendo e del valore aggiunto che stanno portando con il loro impegno. Li presentiamo uno ad uno.

Giulia, 26 anni riminese, in cooperativa da circa 17 mesi,Giulia, 26 anni riminese, in cooperativa da circa 17 mesi, si occupa della contabilità, della gestione del parco mezzi e della rendicontazione dei servizi. Non è stato facile per lei che si è inserita al lavoro proprio nel periodo più difficile dell’emergenza sanitaria, un momento in cui fra smart-working e prospettive incerte non sempre si riusciva a definire bene la propria formazione e il proprio addestramento alle mansioni assegnate. Ma per lei questo non è stato un problema anzi un incentivo, l’occasione per dimostrare la sua tenacia e la sua perseveranza nel raggiungere comunque tutti gli obiettivi che le sono stati assegnati. Valori da premiare e custodire a cui rispondere con altrettanta serietà. La stessa serietà con cui la cooperativa, nonostante il delicato periodo dovuto all’emergenza sanitaria, ha deciso di mantenere la sua promessa di assunzione nei suoi confronti, permettendole di inserirsi nell’ufficio amministrativo, formandola al meglio per svolgere diversi tipi di attività.

“Sono felice del mio lavoro – ci tiene a precisare Giulia – del rapporto con i colleghi ed i dirigenti, in quanto è molto diretto e trasparente. L’aspetto che più mi stimola è la valorizzazione individuale, poiché viene posta attenzione alla crescita professionale ed al raggiungimento di obiettivi comuni.”

Filippo, 24 anni riccionese, al terzo anno di università per la laurea di scienze e tecniche psicologicheFilippo, 24 anni riccionese, al terzo anno di università per la laurea di scienze e tecniche psicologiche. In cooperativa da oltre un mese, ha voluto provare l’esperienza stagionale dell’operatore ecologico nel settore igiene ambientale, un lavoro che aveva già fatto l’estate scorsa presso un’altra cooperativa. In inverno studia e d’estate si mantiene svolgendo un lavoro che è vicino alla sostenibilità ambientale e nello stesso tempo ‘vicino alle persone’, guarda infatti con interesse i temi della cooperazione sociale, come l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, perché in linea con il percorso scolastico che sta facendo. Un’esperienza di lavoro operativo ma che lui sta facendo con uno sguardo differente e che magari, dopo la magistrale che lo aspetta, potrebbe fargli scegliere anche di diventare un cooperatore. Intanto, con uno spirito di grande collaborazione, si occupa dello spazzamento di alcune aree verdi nella zona del centro storico di Rimini dentro cui si muove con un furgoncino ecologico. Un lavoro che gli ha consentito anche di conoscere le dinamiche e i processi interni alla cooperativa, che si orientano al tutoraggio e al monitoraggio di un percorso d’inclusione, un’area formativa che potrebbe diventare per lui un possibile tirocinio universitario da svolgere nei mesi invernali. Filippo infatti sta valutando la possibilità, da definire dopo la stagione, di svolgere presso la Formica le 250 ore previste dal percorso accademico che sta frequentando.

“Sono molto contento di questa esperienza – conferma Filippo – mi piace quello che faccio e sono felice delle conoscenze e delle opportunità formative che mi si stanno aprendo per il futuro. Sono interessato al mondo della cooperazione perché è vario. Mi fa sempre piacere conoscere persone nuove perché sono convinto si possa imparare da tutti di tutto. L’area della cooperativa è un contesto eterogeneo di personalità, nella cooperazione sociale siamo tutti diversi, questo rende il posto di lavoro molto interessante, non è solo l’occasione per sostenersi ma diventa per me anche un modo per interagire, crescere personalmente e professionalmente nell’ambito degli studi che sto portando avanti.”

Mario - 24 anni - ha conosciuto La Formica tramite un’agenzia di lavoro, da li la decisione di trasferirsi a Rimini dalla provincia di Lecce.Mario – 24 anni – ha conosciuto La Formica tramite un’agenzia di lavoro, da li la decisione di trasferirsi a Rimini dalla provincia di Lecce. Da aprile svolge il lavoro di autista con patente CQC e operatore ecologico addetto alla raccolta differenziata negli alberghi del lungomare di Rimini, un lavoro stagionale che lo vede impegnato fino alla fine dell’estate. Una voglia di lavorare ed un’energia contagiosa che lo ha convinto a spostarsi da casa per la prima volta nella sua vita, nonostante il rimpianto per non aver terminato gli studi. Un rammarico che però non gli ha impedito di concludere lo stesso il percorso scolastico che aveva iniziato con la scuola serale nel suo paese per diplomarsi. Già l’anno scorso aveva incominciato a recuperare l’ultimo anno di scuola superiore e la DAD (didattica a distanza), gli ha consentito di seguire le lezioni anche stando a Rimini. Un impegno che è coinciso con il suo inserimento lavorativo e che lo ha portato a fare l’esame di maturità lo scorso 17 giugno. E’ stata una sorpresa piacevole per i suoi responsabili quando, alcune settimane fa, Mario è andato in direzione a chiedere alcuni giorni di permesso per sostenere l’esame di stato. Prova di maturità dalla quale è uscito con un ottimo voto, conseguendo il diploma in economia aziendale e ragioneria, dove ha portato come caso di studio proprio La Formica, parlando del bilancio sociale, dell’economia del terzo settore e dei percorsi d’inclusione sociale che a Rimini si riescono a sostenere con imprese solide e professionalmente inserite nel tessuto del territorio.

Ma Mario non si è fermato qui. Grazie a questo traguardo raggiunto e all’esperienza in Formica adesso ha la forza di guardare anche più avanti, mettendo a fuoco nuovi obiettivi come quello di continuare gli studi in un percorso universitario nel ramo scientifico.

“In questo lavoro ci metto molto impegno – sottolinea Mario – e mi sento molto orgoglioso a fine giornata, perché svolgo un servizio pubblico per questa città, anche se non è la mia, a cui comunque mi sono già affezionato. Sono contento di partecipare per renderla pulita e che questo lavoro venga apprezzato dalla gente e dagli operatori turistici con cui ho stabilito un rapporto di reciproco rispetto. Non conoscevo questo tipo d’impresa sociale prima, perché nella mia terra la forma cooperativa non è molto diffusa ma devo dire che mi sono sentito sin dall’inizio come se fosse una grande famiglia, sono stato accolto dai colleghi e responsabili con grande entusiasmo e per me ha fatto la differenza. Ho avuto anche modo di fare delle belle amicizie e di conoscere i percorsi d’inclusione della cooperativa che aiuta anche chi nella vita a volte può rimanere indietro, senza giudicare nessuno. Una forma di solidarietà preziosissima per una comunità che riesce a dare una seconda possibilità per ricominciare da capo, dopo un trauma oppure un’esperienza negativa. Una possibilità, attraverso il lavoro che, sono d’accordo, non si dovrebbe negare a nessuno.”

Filippo - 25 anni - riminese, in cooperativa dall’agosto 2020 come coordinatore del settore operativo de La Formica.Filippo – 25 anni – riminese, in cooperativa dall’agosto 2020 come coordinatore del settore operativo de La Formica. Anche lui entrato in pianta stabile dopo il primo periodo dell’emergenza sanitaria e dopo aver fatto uno stage di 3 mesi in quanto studente della facoltà di “ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni” dell’Università di Bologna.

Il suo ruolo in cooperativa è quello di coordinare la gestione e la pianificazione dei servizi, controlla e organizza le partenze e gli arrivi degli operatori dall’ufficio al piano terra. Condivide la scrivania con gli altri 2 responsabili (Marco e Segundo), e collabora con gli altri 4 coordinatori (Omar, Maurizio, Michael e Marcello) che hanno compiti di coordinamento sul territorio. Attualmente si occupa principalmente di seguire il cambio turno pomeridiano che si svolge a partire dalle ore 12.00 fino alla chiusura dei servizi della cooperativa: dall’organizzazione dei turni del giorno seguente, al controllo delle scorte e delle attrezzature, alla preparazione delle cartine per gli operatori, fino alla verifica dell’assegnazione dei mezzi e della copertura dei servizi. Ogni giorno attende il rientro dell’ultimo operatore e l’ultimo mezzo per poter comunicare a tutti i coordinatori che “si può andare a dormire”. Filippo è diventato in poco tempo una figura preziosa per la cooperativa occupandosi di funzioni delicate come la rendicontazione dei servizi svolti, la registrazione dei pesi di scarico e la chiusura di tutte le timbrature aziendali. Ogni giorno “passano” sotto la sua supervisione più di 100 dipendenti, che svolgono mansioni diverse. Oltre a questo, per le sue doti da “smanettone informatico”, assiste di frequente anche gli uffici al piano di sopra per consulenze tecnico/informatiche su PC e smartphone e si occupa della formazione dei nuovi dipendenti sulle strumentazioni tecniche di Hera.

“Anche se non lo sapevo – precisa Filippo – in un certo senso forse ero già vicino al mondo della cooperazione sociale perché da anni sono attivo nel mondo del volontariato, nell’ambito dell’associazionismo cattolico. Mi interessano molto le tematiche di prossimità, di educazione e di inclusione sociale che mettono al centro l’importanza della persona. L’esperienza alla Formica mi ha aperto gli occhi verso una realtà nuova: l’attenzione agli ultimi della società, ai più svantaggiati, agli stranieri è una visione che mancava nel mio bagaglio di esperienze umane, in aggiunta all’esperienza professionale del coordinamento di un sistema complesso fatto da centinaia di operatori in centinaia di servizi. Mi sento appagato da questa esperienza sia dal punto di vista professionale che umano.”

Queste storie personali confermano come la cooperazione sociale sia un modello organizzativo capace di dare risposte concrete anche alle istanze dei più giovani, perché adottando soluzioni innovative, favoriscono una maggiore sensibilità alla responsabilità sociale nei processi produttivi e di servizi che vanno a beneficio delle comunità. Un modello che ha bisogno della genuinità e dell’entusiasmo dei ragazzi per continuare a esaltare la sua funzione sociale rispetto ai bisogni emergenti della società, espressi dalla sostenibilità ambientale, sociale e della cultura del territorio.

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