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giovedì 21 ottobre 2021
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Calcio Giovanile

Con l'ingresso in Polisportiva del Riccione Calcio 1926 la Scuola Calcio diventa parte del progetto unitario

In foto: Firmino Pederiva
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 5 ago 2021 17:23 ~ ultimo agg. 17:31
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Per il calcio a Riccione è cominciata una nuova era. Con l’ufficializzazione dell’ingresso del Riccione Calcio 1926 nella Polisportiva Riccione, la Scuola Calcio della Polisportiva, che conta circa 220 bambini iscritti, fa ora parte di questo progetto unitario. Un passo importante soprattutto per i bambini del settore giovanile, di cui Firmino Pederiva è il direttore tecnico, che adesso hanno la possibilità di vestire un giorno i colori della squadra della propria città.

“Questa era la strada più giusta da percorrere – commenta Pederiva -. Fare le cose per bene, puntando sempre alla crescita di qualità, è molto importante perché significherà far acquisire valore al lavoro svolto sotto, alle basi, con la Scuola Calcio. L’obiettivo che ci poniamo tutti insieme è quello di alzare in pochi anni il livello della Scuola Calcio e conseguentemente quello della prima squadra. Per un ragazzino di 15-16 anni che si affaccia per la prima volta nel campionato dei “grandi”, un conto è infatti fare un campionato di serie D e un altro conto giocare in Prima Categoria. Intanto abbiamo gettato le basi”.

E di risultati, la Scuola Calcio della Polisportiva Riccione, ne ha già ottenuti di importanti: “Considerato il momento attuale – continua Pederivache ci ha portati a non poter fare allenamenti tutti i giorni, direi che in due anni di esperienza siamo riusciti a tirare fuori sette ragazzi che sono stati richiesti da società professionistiche del circondario, due a Cesena, due a Rimini e tre a Pesaro. E questo non è certo un traguardo, ma un punto di partenza, perché abbiamo altri ragazzi con le possibilità tecniche per percorrere quella strada. Tutto sommato è bel risultato per una Scuola Calcio dove prima di tutto vengono educazione ed istruzione, perché da noi sport e scuola seguono un unico binario. Quando i nostri ragazzi vengono al campo devono aver già studiato. La nostra più grande ambizione è quella che a 20-25 anni, questi ragazzi possano giocare nel Riccione o comunque in qualche società del circondario: significherà averli portati via dalle cattive tentazioni o da altre problematiche”.

Nuovi stimoli per i ragazzi, ma anche per i tecnici. E a questo proposito Pederiva annuncia qualche novità nello staff: “La prossima settimana arriveranno due nuovi allenatori e comunque mi sento di sottolineare l’importanza di Salvatore Micale come responsabile organizzativo della Scuola Calcio. Una persona di grande esperienza, totalmente affidabile e che tutti conoscono e stimano profondamente. Con lui abbiamo fatto un grosso passo avanti. Ci tengo anche a ribadire che i nostri tecnici sono tutti in possesso almeno del patentino Uefa mentre gli altri componenti in ruoli specifici come ad esempio i preparatori atletici, sono tutti laureati in Scienze motorie”.

Il nuovo assetto societario ha inoltre reso ancora più solida l’affiliazione con l’Atalanta: “A Bergamo l’hanno presa come un successo. Senza una prima squadra al di sopra della Scuola Calcio, c’era il rischio di perdere i ragazzini all’età di 12-13 anni. Ora invece Riccione può dare loro continuità e senso di appartenenza, ingredienti fondamentali per stare bene anche nella vita. Il legame con l’Atalanta è forte e ci dà modo di rinfrescarci continuamente le idee e migliorare quello che facciamo, anche grazie al contatto settimanale con un membro della società nerazzurra”.

Nuovo assetto, nuovi tecnici, ma il discorso di base resterà sempre lo stesso, anche e soprattutto nei metodi di allenamento: “Ogni ragazzino vorrebbe fare il calciatore. Non è semplice riuscirci ma di certo se non si impara da piccoli a mettere palla a terra, tutto diventa ancora più difficile. Questo per dire che i fondamentali nel calcio sono tutto e i nostri ragazzi lo sanno. Non si può essere da 10 in tutti i fondamentali, ma almeno sopra il 6. E i nostri tecnici sono lì per formare i ragazzi con i propri insegnamenti”.

Molto importante il recupero del campo di Spontricciolo, rimesso in ottime condizioni a tempo di record: “A giugno era messo male, ma in poche settimane è stato letteralmente rivitalizzato e ora dà veramente gusto e soddisfazione guardarlo e soprattutto andarci sopra a giocare. Sarà utilizzato anche dalla Scuola Calcio, ma è chiaro che tutti quanti siamo consapevoli che bisognerà prestare la massima attenzione e soprattutto rispetto per salvaguardare questo impianto perché aver un bel campo è sintomo di buona salute per la società”.

Sono state due stagioni difficilissime, in cui i bambini si sono potuti incontrare poco sui campi a causa della pandemia. Ma le cose stanno lentamente migliorando anche dal punto di vista mentale: “Il calcio e lo sport in generale hanno la capacità di nascondere parecchie cose perché quando si va in campo non si pensa ad altro. Però è innegabile che in questo lungo periodo ho visto i ragazzini più preoccupati. Arrivare al campo e doversi sottoporre a misurazioni della febbre, disinfettanti, mascherine, certificati vari non è certo una cosa normale, anche se queste precauzioni sono giuste. Senza partite non è così facile lavorare perché sono la sintesi di quello che si fa in settimana. Però il calcio li ha aiutati a cercare di superare questo momento con meno danni possibili, sperando che presto si possa tornare alla normalità”.