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divario tra nord e sud del mondo

A proposito di Vangelo e vaccini. La riflessione del Vescovo Francesco

In foto: il vescovo Lambiasi
di Redazione   
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mar 10 ago 2021 15:07 ~ ultimo agg. 11 ago 13:58
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San Lorenzo, Santa Chiara, la solennità dell’Assunta. Sono giorni di festa importanti per i cattolici e il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi prende l’occasione per lanciare un messaggio importante sul divario tra sud e nord del mondo emerso in modo drammaticamente ancora più evidente sul tema delle vaccinazioni contro il covid. “Fratelli tutti, tutti fratelli. Ma come ci si può dire fratelli se anche in un periodo di emergenza sanitaria globale, come quello che stiamo attraversando a causa della pandemia, le differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri si acuiscono ulteriormente, generando un divario tra le persone sempre più discriminante e drammatico?”

In occasione delle celebrazioni questa sera a San Lorenzo a Riccione, Santa Chiara domani alla Chiesa di San Bernardino a Rimini la solennità dell’Assunta a Saiano, il Vescovo di Riminiproporrà durante le omelie anche una riflessione a proposito di Vangelo e di vaccini.

  “Mentre nei Paesi occidentali si litiga sul diritto di non vaccinarsi, al resto del mondo si nega, di fatto, il diritto di vaccinarsi. È bene ricordare che i Paesi industrializzati già da tempo si sono accaparrati l’80% delle dosi disponibili. Certo, va riconosciuta la legittimità della preoccupazione dei governi occidentali di garantire la salute dei loro cittadini. “Però – ha dichiarato il direttore generale della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Pedros Adhanon Ghebreyesus – “non possiamo accettare che Paesi che hanno già utilizzato la maggior parte dei vaccini vogliano utilizzarli ancora di più, mentre le popolazioni più vulnerabili del mondo continuano a rimanere senza protezione”. (citazione di Papa Francesco) Sta di fatto che nei Paesi ricchi risulta già vaccinato il 51% della popolazione, a fronte dell’1,36% dei Paesi poveri. In tutta l’Africa solo il Marocco dispone di vaccini per più del 20% della popolazione”

Un pensiero particolare per lo Zimbabwe,  dove a Mutoko è attivo l’ospedale per tanti anni sotto la guida di Marilena Pesaresi e attualmente diretto dal riminese Massimo Migani: “si arriva appena al 5,9 %. Noi che osiamo dirci cristiani possiamo ritenerci tali solo a condizione che non ci vergogniamo del Vangelo della fraternità: ‘Sorelle e Fratelli tutti!’ (Papa Francesco). Altrimenti come facciamo a dirci cristiani?””

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