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Il progetto di Confindustria

Città Romagna si presenta. Le proposte per ridurre il gap infrastrutturale

In foto: Bernardis, Corsini, Maggioli e Bastianini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
gio 15 lug 2021 19:20
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“Una visione, una suggestione di tutto ciò che manca per consacrare la Romagna tra le grandi aree europee a livello economico, istituzionale e sociale”. E’ il ritratto che è emerso dall’evento “Città Romagna, una nuova prospettiva” che si è svolto oggi a Milano Marittima, dove è stato presentato il progetto lanciato tre anni fa da Confindustria Romagna e a cui si è unita Confagricoltura di Forlì-Cesena e Rimini, “per immaginare come dispiegare tutto il potenziale di una terrà già ricca di energia, passione e talenti”.

A raccontare l’idea di una Città Romagna unitaria e coesa è il presidente dell’associazione promotrice, Paolo Maggioli. E’ stato poi presentato uno studio curato da ITL (Istituto trasporti e logistica) e Tplan Consulting, illustrato da Andrea Bardi (ITL) e Enrico Maria Bernardis (Tplan). Ha concluso i lavori l’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Andrea Corsini.

“Il focus di questo primo evento è sulle connessioni, perché crediamo che siano la priorità delle priorità – spiega Maggioli – ma le infrastrutture sono solo uno dei tanti aspetti in cui si declina la nostra idea di Romagna: a partire dall’assetto istituzionale, che manca. Oggi ci troviamo a interloquire con le singole Province o con la Regione, mentre pensiamo che siano maturi i tempi per un nuovo ente intermedio che rappresenti la Romagna, modello città metropolitana”.

Tra i temi sostenibilità, welfare, conoscenze: “La Romagna è un vero e proprio marchio di qualità, fatto daformidabili realtà: un settore turistico di valore mondiale, un patrimonio monumentale e culturale con pochi pari, zone di grande interesse paesaggistico, eccellenze agroalimentari e enogastronomiche, distretti industriali di primaria importanza – elenca Maggioli – Uniamo tutti i tasselli di questo mosaico, e metteremo in moto un processo virtuoso di crescita non solo economica, ma anche di sviluppo sociale e culturale: avremo un territorio che davvero saprà competere a livello internazionale, a beneficio di tutti. E’ ora di una Romagna più forte in una regione più forte”.

“Ringrazio Confindustria – sottolinea l’assessore Corsini – per gli stimoli e la visione strategica che ci consegna sulla Romagna. Un territorio che proprio a partire dalle infrastrutture strategiche e sostenibili, può dare un contributo decisivo, all’interno delle politiche e degli indirizzi delineati nel Patto per il lavoro e il clima, alla ripartenza della nostra regione”. 

L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Intesa SanPaolo, con il sostegno della Camera di Commercio di Ravenna e con il patrocinio di Unioncamere Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Rimini.


Proposte per ridurre il gap infrastrutturale della Romagna

Premessa. Nell’ambito dell’iniziativa “Città Romagna”, Confindustria Romagna ha affidato alla Fondazione ITL e alla società Tplan Consulting S.r.l. uno studio inerente l’analisi delle reti e dei servizi di trasporto della Romagna e la formulazione di proposte di interventi finalizzati al potenziamento del sistema della mobilità a servizio del territorio.

Obiettivi dello studio. Con questo studio, effettuato tra aprile e giugno 2021, Confindustria Romagna si è posta l’obiettivo di analizzare lo stato dell’accessibilità di ampia scala al territorio della Romagna ricompreso tra le provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini (Città Romagna), valutando possibili criticità e identificando soluzioni per rendere più accessibile il territorio, con riferimento a tutti i modi di trasporto.

Criticità identificate. Lo studio illustra le caratteristiche territoriali e socio-economiche della Romagna e ne descrive la dotazione infrastrutturale, con riferimento a tutte le modalità di trasporto. Rispetto alla situazione regionale e nazionale, il sistema mobilità di Città Romagna presenta gap che riguardano in particolare il sistema ferroviario, che presenta carenze infrastrutturali, di accessibilità e capacità. Laddove gli indicatori socio-economici assumono generalmente per la Romagna valori intorno al 25% di quello regionale, la dotazione infrastrutturale ferroviaria di Città Romagna si colloca al di sotto del 20% per ciò che riguarda l’estensione della rete e il numero di stazioni. Le province della Romagna sono inoltre prive di linee e fermate Alta Velocità. Eppure, il territorio romagnolo, oltre a rappresentare ¼ della popolazione residente in Regione, registra il 56% degli arrivi turistici e il 70% delle presenze, buona parte delle quali proveniente dalle regioni servite dalle linee AV Torino-Milano-Bologna. L’analisi dell’indicatore dell’accessibilità passiva delle principali stazioni ferroviarie in Romagna, rispetto alle stazioni di Bologna e Firenze, dimostra che esiste un gap di accessibilità connessa al trasporto ferroviario. L’accessibilità è di un terzo inferiore rispetto a Bologna e Firenze per le città localizzate sulla direttrice ferroviaria adriatica e addirittura inferiore della metà per la stazione di Ravenna. A ciò va inoltre aggiunto un problema di capacità esistente sulla linea adriatica tra Bologna e Castel Bolognese, già satura o prossima a saturazione in numerose fasce orarie, in particolare nella fascia mattutina e serale verso Bologna e nella fascia pomeridiana verso Rimini. Le carenze del sistema ferroviario spiegano in parte come mai si continui ad utilizzare l’auto in modo preponderante per accedere alla Città Romagna. L’analisi degli spostamenti annui non abituali dei residenti in Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia verso le province di Bologna, Firenze e Città Romagna dimostra come laddove verso Bologna e Firenze il treno è utilizzato per oltre il 25% degli spostamenti, lo stesso dato è appena poco superiore al 6% per la Romagna.

Investimenti già programmati e pianificati. I programmi e i piani di investimento vigenti prevedono oltre alla velocizzazione della direttrice adriatica, peraltro già in corso, anche interventi di quadruplicamento selettivo della tratta Bologna–Castel Bolognese. Sono inoltre previsti sulla linea Ravenna–Castel Bolognese interventi funzionali tra Ravenna e Russi e il potenziamento della tratta Russi–Castel Bolognese. Infine, sulla linea Rimini–Ravenna si prevedono interventi di efficientamento degli itinerari ed eliminazione del passaggio a livello presso la stazione di Cervia-Milano Marittima, oltre al potenziamento della linea stessa nell’ambito dell’iniziativa Trasporto Rapido Costiero, attualmente in fase di definizione. Per quanto questi interventi siano utili a risolvere il problema della capacità/regolarità dei servizi, non contribuiscono a superare in maniera significativa i gap infrastrutturali e di accessibilità esistenti della Città Romagna, in particolare per la lunga percorrenza.

Nuova proposta progettuale: Linea AV/AC della Romagna e Metro Romagna. Lo studio ha contribuito a identificare una serie di interventi e proposte per il miglioramento dell’accessibilità a scala vasta al territorio Città Romagna, con riferimento alle diverse modalità di trasporto oggetto di analisi. Gli sforzi principali al riguardo si sono concentrati sul sistema ferroviario, in ragione delle carenze identificate in sede di analisi di tale modalità di trasporto. Tra le proposte elaborate e discusse dal gruppo di lavoro, Confindustria Romagna ha identificato l’idea progettuale Nuova Linea AV/AC della Romagna e Metro Romagna quale intervento più significativo per ridurre le criticità esistenti e rilanciare lo sviluppo economico della Romagna. Innovativa e dirompente allo stesso tempo, questa iniziativa riduce i gap di Città Romagna puntando sul trasporto ferroviario e la mobilità sostenibile e si pone in totale sinergia e piena coerenza con i principi e i progetti contenuti nelle strategie e nei piani internazionali, nazionali e regionali (Green Deal, PNRR, PRIT…).

Il progetto prevede la realizzazione di una Nuova linea AV/AC tra Rimini e Bologna, con la costruzione di una nuova stazione AV/AC «Città Romagna» localizzata in posizione baricentrica rispetto alle città principali.

Si prevede infine un nuovo sistema di trasporto pubblico locale «Metro Romagna», di potenziamento delle linee TPL portanti e di collegamento tra i poli intermodali provinciali (presso le stazioni ferroviarie) e le località turistiche costiere.

I benefici di questo progetto sono numerosi, a favore dei residenti come dei turisti, dell’economia, come del territorio e dell’ambiente. Lo studio dimostra che con una popolazione residente in un raggio di 40 minuti, pari a oltre un milione di residenti e un numero di arrivi turistici entro la stessa distanza temporale di quasi sette milioni, la nuova stazione sulla linea AV tra Bologna e Rimini servirebbe un bacino di utenza comparabile o superiore per dimensione a quello delle stazioni esistenti di Bologna e Reggio Emilia, senza che via sia sovrapposizione con questi. Oltre a ridurre il tempo di viaggio tra Milano e la Romagna di un’ora, l’intervento genererebbe benefici in termini di maggiore regolarità dei servizi, nonché capacità e resilienza della rete per servizi passeggeri e merci. L’indicatore di accessibilità della stazione Città Romagna si collocherebbe ai livelli prossimi di quelli di Firenze e Bologna contribuendo ad aumentare l’accessibilità sostenibile alle destinazioni in Romagna.

Inoltre, in aggiunta alla funzione di collegamento di ultimo miglio sostenibile alla nuova stazione AV di Città Romagna, «Metro Romagna» contribuirà a sviluppare una rete di corridoi multimodali dedicati al trasporto pubblico e alla mobilità ciclopedonale, rappresentando altresì l’occasione in ambito urbano, per riqualificare gli assi stradali storici.

Insieme, la Nuova Linea AV/AC della Romagna ed il Metro Romagna consentirebbero dunque un passo avanti decisivo verso un sistema di mobilità ambientalmente sostenibile ed in grado di sostenere lo sviluppo delle economie locali della Città Romagna.

Principi realizzativi. Sulla base dei risultati dello studio Confindustria Romagna si propone di dialogare con gli enti e le istituzioni responsabili per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto ferroviario sul territorio di Città Romagna, auspicandosi e chiedendo che siano avviati approfondimenti e ulteriori studi per definire in modo più compiuto la soluzione tecnica di tracciato, la collocazione della Stazione AV, e gli aspetti legati ai collegamenti di ultimo miglio, con l’obiettivo di massimizzare il rapporto benefici/costi e minimizzare l’impatto sull’ambiente e il consumo del suolo.

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di Simona Mulazzani   
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