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giovedì 2 dicembre 2021
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Basket Serie B

Andrea Saccaggi è un giocatore di RivieraBanca Basket Rimini

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 20 lug 2021 18:56 ~ ultimo agg. 21 lug 15:07
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RivieraBanca Basket Rimini comunica con grande soddisfazione – si legge in una nota – l’approdo in maglia biancorossa della guardia classe 1989 Andrea Saccaggi (190 cm), assoluto protagonista (19.5 punti e 39% da tre punti in media considerando tutta la post season) nella scorsa stagione ad Agrigento della cavalcata playoff che ha portato i siciliani ad un passo dalla promozione in serie A2, conquistata poi da Chiusi per 3-2 nella serie decisiva.

Quello che andiamo ad annunciare è un grande colpo per il quale sentiamo di voler ringraziare chi lo sta rendendo possibile, partendo dal nostro main sponsor RivieraBanca fino ad arrivare a tutti i soci e partner del mondo RBR.

Andrea Saccaggi è sicuramente una delle guardie più forti dell’intera serie B che ha sposato il progetto con un accordo biennale.

Andrea può vantare una carriera ricca di esperienze ad alto livello, come l’esordio in serie A con la maglia di Treviso appena diciottenne e la promozione nella massima serie prima sfiorata con Agrigento nella stagione 2014/2015 poi conquistata con la Virtus Roma sotto l’egida di Coach Piero Bucchi (2018-2019), nel corso della quale è stato principalmente protagonista in serie A2 (dal 2014 al 2020) e nell’ex DNA con Omegna dove ha giocato per cinque stagioni consecutive (2009-2014).

Andrea arriva a Rimini con un bottino di sette partecipazioni ai playoff (di cui sei in categorie superiori) ed un enorme bagaglio di esperienza: il suo innesto rappresenta una garanzia per RBR che consolida ulteriormente le sue ambizioni per il campionato 2021-2022.

“Ho parlato col DS Davide Turci e Coach Mattia Ferrari che mi hanno mostrato gli obiettivi della Società di tornare al piano superiore, credo che Rimini lo meriti – dice Saccaggi nelle sue prime dichiarazioni da giocatore biancorosso -. È una città dove si respira basket e dove un giocatore vorrebbe andare a giocare nella sua carriera perché c’è storia e tradizione. Il mio arrivo a Rimini è in virtù di questo obiettivo, voglio tornare in A2 e voglio farlo con la città di Rimini: la squadra è forte ed ambiziosa, lotteremo tutti nella stessa direzione.”

La permanenza di ‘senatori’ come Rivali e Rinaldi credi possa agevolare il suo ingresso, così come quello degli altri acquisti, nel mondo RBR?
“Sono sicuro di sì, la Società penso abbia voluto dare un po’ di continuità rispetto agli anni scorsi con giocatori giovani da far crescere come Mladenov e Scarponi, ma anche più esperti come Rivali e Rinaldi, con cui ho giocato insieme a Treviso, che accoglieranno noi nuovi arrivati e ci mostreranno qual è lo spirito che bisogna intraprendere qui a Rimini.”

Oltre al potenziale assalto alla serie A2, cosa l’ha colpita principalmente dell’offerta RBR?
“Sono stato molto colpito dalla chiarezza delle idee e la tempestività con cui sono stato cercato da parte di Coach Ferrari e del DS Turci: mi ricorda molto quello che ho visto in società di livello superiore. La guida tecnica ha un grande ruolo in questo perché è di categoria superiore, insieme alla serietà del DS hanno contribuito alla mia scelta di cui sono stato convinto fin da subito.”

Uscendo dal versante tecnico, cosa si aspetta dalla piazza riminese con un roster così competitivo e dopo due stagioni di delusioni legate al Covid?
“Ho delle aspettative altissime, ho ricevuto il video del Flaminio pieno per il derby contro Cesena ed è semplicemente qualcosa di incredibile. La città ha tanta tradizione e si sente che vuole tornare nel basket che conta, poi sarà ovviamente compito nostro ricostruire un rapporto di fiducia coi tifosi che è mancato nell’ultimo anno e mezzo a causa della pandemia: questo si può fare solamente dando tutto per la maglia.”

Che differenza c’è nel passare da una stagione come assoluto protagonista con Agrigento ad un roster dove ci saranno altri giocatori con alle spalle carriere importanti come la sua?
“Sarà una squadra lunga e questa è una fortuna, se si è in tanti si arriva lucidi nei momenti finali della stagione: se qualcuno ha una giornata storta può entrare un compagno dalla panchina e giocare meglio di lui. Le squadre lunghe, se allenate bene ed in sintonia, sono quelle che vincono i campionati: io sono già in quest’ottica e mi è già capitato in A2 di non essere il terminale offensivo principale perché avevo degli americani davanti, mi sono sempre messo al servizio della squadra facendo altro. Se capiremo tutti che non è importante fare qualche punto in più, ma prendere uno sfondamento o una pacca sulla spalla, allora ci sarà una grande differenza: sono già pronto a parlare di questo col mio allenatore quando sarà il momento, dovrò fare un passo indietro ma non è una cosa che mi preoccupa.”

Ufficio Stampa RivieraBanca Basket Rimini

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