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Progetto contestato

Piazza Malatesta. Italia Nostra contro la prua del Rex: serve mobilitazione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 giu 2021 15:12 ~ ultimo agg. 16:42
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L’intervento voluto dall’amministrazione per la riqualificazione di piazza Malatesta in chiave felliniana torna a fare discutere. Oggetto del contendere, è ora l’intenzione di posizionare una installazione che richiama la prua del Rex davanti alla Rocca Malatestiana. Italia Nostra parla di intervento “invasivo” e “trasformante” e contesta l’assenza di condivisione del progetto e di ascolto della città. Dall’associazione arriva anche un appello ai cittadini a mobilitarsi.

La nota di Italia Nostra

A chi appartiene il centro storico di una città? A tutti i suoi abitanti o esclusivamente alle autorità che la amministrano? La domanda ci pare legittima all’indomani dell’ennesima novità spettacolare che arricchirà piazza Malatesta: la prua del Rex davanti alla Rocca Malatestiana.

Tale preziosa aggiunta si somma all’ “elegante” fontana in cemento armato e alle altre trovate tese a trasformare il tratto dalla Rocca fino al Cinema Fulgor in un gigantesco parco a tema.

Dopo esserci opposti nei mesi passati sia al taglio degli alberi, sia alla fontana, non sappiamo rivolgerci a nessun’altra risorsa se non al buon senso. Anche il coinvolgimento della Sovrintendenza, abbiamo compreso, è inutile, chiusa com’è nella mera salvaguardia di codicilli bizantini (che tutto hanno concesso e continuano a concedere) senza mai spendere una parola su quello che sarà il destino reale dello spazio oggetto di così tanti interventi.

Ecco il destino dello spazio pensiamo sia la vera posta in gioco: che cosa diventerà piazza Malatesta dopo questo intervento così invasivo e trasformante, deciso esclusivamente e in solitudine dall’attuale amministrazione?

L’impegno che ha contraddistinto Italia Nostra a livello locale e nazionale nella sua storia che dura da più di mezzo secolo, è stato quello di tutelare i centri storici dalle trasformazioni a volte anche selvagge, ma non, si badi, per salvaguardare una certa idea di bello astratto ed elitario, né solo per proteggere beni artistici unici e minacciati. L’obiettivo principale della nostra associazione è sempre stato quello di difendere questi spazi perché si mantenessero vitali: solo nel momento in cui essi vengono utilizzati dalle persone che ci vivono, allora la nostra missione è compiuta e la difesa del patrimonio culturale o naturale che li arricchisce ne è solo una diretta conseguenza. Quello che sta avvenendo con questa sciagurata operazione felliniana è proprio il contrario: la mutazione dello spazio cittadino in un parco a tema artificiale è destinata a rubare ai suoi abitanti un pezzo importante e soprattutto vivo della città.

Dovrebbe essere interesse di ogni cittadino di Rimini, dunque, e non di qualche isolata associazione, opporsi con forza a questo progetto.

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di Lamberto Abbati