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il caso

Interrogato in caserma a 10 anni per invasione di edifici: "Cercavo solo il pallone"

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 9 giu 2021 20:10 ~ ultimo agg. 10 giu 15:06
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Due ragazzini di 10 e 12 anni sono stati sottoposti a formale interrogatorio in caserma, per essere entrati in un immobile disabitato dove, avrebbe spiegato il più piccolo, era finito il pallone con cui stava giocando. A riferirlo è l’Ansa. E’ successo nel Riminese un mese e mezzo fa. I due amici, accusati di invasione di edifici in concorso, sono stati destinatari di un invito a comparire da parte della Procura per i minorenni, a seguito della querela del proprietario della casa.

“Sono stato molto sorpreso da questa convocazione di fronte ai carabinieri”, ha riferito all’Ansa, l’avvocato Alfonso Marra, che assiste i minorenni. Il fatto contestato risale a fine aprile. Il più grande, ha raccontato il legale, ha spiegato che non era presente, mentre l’altro ha semplicemente ammesso di essere entrato da una finestra aperta per prendere un pallone. Un vicino li ha visti e, forse, pensando si trattasse di ladri, ha avvisato il proprietario, che li ha denunciati. “Sono rimasti traumatizzati e impauriti da questa vicenda. Il più piccolo, che fa la quarta elementare, pur consapevole di aver fatto una marachella, tutto si aspettava tranne di finire di fronte ai carabinieri, che, ci tengo a precisare, sono stati squisiti, hanno avuto una grande sensibilità, lo hanno rassicurato quando si è messo a piangere”, ha aggiunto il legale.

“Il collega – ha spiegato il procuratore per i minorenni Silvia Marzocchi, interpellata sul caso sempre dall’Ansa – mi ha riferito che si trattava di un brutto fatto di invasione con atti vandalici, che l’interrogatorio serviva per raccogliere elementi su altri correi, e per far comprendere la gravità del fatto. Segnalo che l’interrogatorio è prima di tutto uno strumento di difesa, che c’è la possibilità di non presentarsi e che la polizia giudiziaria è formata per trattare con i minori. Segnalo anche che la Cassazione impone le indagini anche nei confronti dei non imputabili, che hanno diritto a proscioglimenti nel merito anziché la dichiarazione di non imputabilità”.

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