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La scelta del PD

Il Pd col tandem Sadegholvaad - Bellini e l'accordo firmato Jamil ed Emma

In foto: Jamil Sadegholvaad tra Emma Petitti e Chiara Berlini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 8 minuti
mar 29 giu 2021 13:29 ~ ultimo agg. 30 giu 11:04
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Un nuovo patto politico per lo sviluppo di Rimini. Questo il titolo dell’accordo firmato da Jamil Sadegholvaad ed Emma Petitti (e approvato dall’assemblea comunale) che sancisce la fine delle battaglie interne al Pd per la scelta del candidato sindaco di Rimini. La direzione comunale, alla presenza del responsabile Enti Locali del partito Francesco Boccia, ha deciso: Sadegholvaad sarà il candidato ma insieme a lui ci sarà, per la prima volta, anche una candidata vicesindaca, Chiara Bellini. E’ lei il nome nuovo: docente universitaria, niente tessere di partito, tra le firmatarie di IostoconEmma e tra le fondatrici dell’associazione art. 27. Un tandem, sulla scorta delle elezioni presidenziali americane. La scelta fatta dal Pd, che rappresenta quella che nei giorni scorsi era stata definita “sintesi alta”, dovrà ora passare al vaglio della coalizione. “La prima cosa che farò” ha detto in conferenza stampa Sadegholvaad “sarà chiedere la convocazione del tavolo“. L’obiettivo esplicitato da tutti, da Boccia a Petitti, è quello di allargare la coalizione e intavolare una discussione anche con il MoVimento 5 Stelle. Dalla presidente dell’assemblea legislativa sono state ribadite le critiche al Pd per non aver avuto il coraggio di fare le primarie: “una occasione persa che va riconosciuta anche se ora si deve guardare avanti” ha detto. Da Boccia è invece arrivato un ringraziamento ad Emma Petitti per il passo indietro fatto che ha permesso di arrivare a “sintesi”. Per quanto riguarda il programma, le parole d’ordine saranno “continuità” ma anche “cambiamento”.

Le interviste

. Francesco Boccia

. Jamil Sadegholvaad

. Emma Petitti

. Chiara Bellini

 

L’accordo firmato da Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad

Un nuovo patto politico per lo sviluppo di Rimini.
La pandemia ha colpito l’economia italiana in modo molto più pesante degli altri paesi europei. La riduzione del Pil nel 2020 è stata del 9% in Italia a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2. Ad oggi risultano registrati oltre 127.000 decessi dovuti al Covid-19, che rendono l’Italia il Paese che ha subito la maggior perdita di vite nell’UE.
Dentro questa crisi, il turismo è stato il settore più colpito. L’estate 2020 ha registrato cali di fatturati, per le attività ricettive, del 50% con punte fino al 70% per gli esercizi annuali. Il commercio ha subito contraccolpi ancora più pesanti. Alcuni settori della filiera del turismo, strategici per il nostro territorio come fiere e congressi non sono ancora ripartiti. Lo stesso turismo estero è ben lontano dai livelli di pre pandemia. I grandi eventi si stanno organizzando, per le prossime settimane, con tante precauzioni e limitazioni.
Una crisi che non solo ha colpito in modo diverso i settori dell’economia ma anche tra la popolazione. Particolarmente colpiti sono stati giovani e donne. L’Italia è il Paese dell’UE con il più alto tasso di ragazzi tra i 15 e i 29 anni non impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione (NEET). Il tasso di partecipazione delle donne al lavoro è solo il 53,8 per cento, molto al di sotto del 67,3 per cento della media europea. A Rimini il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 27,6%, l’occupazione femminile è diminuita del 7% a fronte di un calo del dell’1,3% di quella maschile.
La povertà assoluta in Italia, secondo l’ISTAT, torna a crescere e tocca il valore più elevato dal 2005.
Le stime preliminari del 2020 indicano infatti valori dell’incidenza di povertà assoluta in crescita sia in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%, +335mila), con oltre 2 milioni di famiglie, sia in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più) che si attestano a 5,6 milioni.
Nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%.
A tale, preoccupante, quadro complessivo, effetto della pandemia, si aggiunge la necessità di definire risposte strutturali alle modificazioni degli scenari naturali che impattano sui contesti aggregativi umani, dovuti a fenomeni meteorologici e geomorfologici estremi (es. incremento livello del mare, erosione della linea costiera, fragilità territoriali). L’ambiente e il rapporto tra natura e uomo devono tornare ad essere al centro dell’azione politica a medio e lungo termine, attraverso programmi e interventi progressivi e concreti.
La consapevolezza di dove siamo e dove vogliamo andare deve essere la condizione fondamentale per guardare al futuro. Averne piena consapevolezza significa mettere le basi per un governo credibile e autorevole, che sulla base di una visione chiara, metta in campo azioni puntuali e lungimiranti attraverso il metodo della collegialità e della partecipazione a ogni livello civico e associativo. In questo senso, decisivo per il prossimo quinquennio dovrà essere il ruolo e la capacità elaborativa e aggregativa del Piano Strategico del Comune di Rimini riprendendo lo spirito e il ruolo di quando è nato ad iniziare dalla ricostituzione del forum del piano strategico.
L’Italia, e Rimini, ha davanti oggi una grande e nuova sfida: non disperdere le eccezionali potenzialità , veicolate dai fondi del Pnrr e legate alle 6 missioni del Piano Nazionale: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.
La discussione sul futuro di Rimini si colloca allora al bivio di tali, complesse coordinate e dunque appare sterile e privo di logica e concretezza il soffermarsi su un dibattito incentrato sul tema della continuità o discontinuità dell’azione amministrativa. A conclusione di un mandato elettorale si chiude una legislatura, che si muove dentro contesti e caratteristiche peculiari che ne determinano poi la natura. Lo stesso sarà per il quinquennio 2021-2026, un lustro anticipato dalla più grave crisi pandemica, e dunque economica e sociale degli ultimi 80 anni e che come tale ha bisogno di obiettivi e risposte inedite, una sfida mai vista prima. Questo significa proseguire nella lunga scia di buon governo del centrosinistra riminese, adattando, modificando, connettendo alle domande di un mondo e di una realtà in profondo cambiamento anche gli stessi progetti che sono in fase avanzata di attuazione. Analizzandone potenzialità e limiti messi in evidenza dall’improvviso esplodere del Covid-19. Sarebbe un errore chiudersi nella esclusiva difesa di quanto fatto finora.
La condivisione dei progetti non deve impedire di migliorare alcuni aspetti come l’accessibilità e la dotazione di parcheggi che dovrà essere potenziata per le future realizzazioni del Parco del Mare.
Il giudizio positivo sul lavoro dell’amministrazione Gnassi negli ultimi 10 anni va valorizzato. Un lavoro importante fatto grazie all’impegno ed alla collaborazione di tutto il Partito Democratico di Rimini e del suo gruppo consigliare.
Questo documento è la sintesi di visioni culturali e programmatiche diverse che dovevano trovare la sintesi con le primarie.
Sarebbe stato un confronto aperto e trasparente che avrebbe permesso poi di giungere ad un programma condiviso dai cittadini e dalla coalizione. Per preoccupazioni di rotture insanabili le primarie non si sono potute svolgere con grande delusione di una parte importante del nostro elettorato.
Serva da lezione questa esperienza. Quando si presentano più candidature si proceda, senza tentennamenti, allo svolgimento delle primarie.
La discussione di queste settimane non può essere banalizzata ad un problema di posti e di ambizioni personali ma bensì la necessità di costruire insieme un metodo nuovo di governo e di narrazione.
Il centrosinistra, da quando vi è l’elezione diretta del sindaco, è sempre stato alternativo a se stesso unendo continuità ed innovazione nei programmi e nei gruppi dirigenti di governo. Le prossime elezioni di ottobre richiedono lo stesso sforzo e lo stesso impegno.
Non vi è nessuna rivalsa politica, ma semplicemente mettersi in sintonia con tutta la società riminese, e non solo con alcune parti, che ci chiede innovazione, cambiamento e capacità di confronto e metodi di partecipazione più ampi.
Rimini, per la sua composizione sociale ed economica è sempre stata contendibile dal punto di vista politico. A maggior ragione oggi con un centrodestra forte dobbiamo rispondere con un centrosinistra unito, allargato e con un programma innovativo.
Per il Pd il centro sinistra deve essere unito nelle sue componenti politiche e civiche, per questo al fine di presentare la coalizione più ampia e credibile, riteniamo strategica anche l’alleanza con i 5stelle. Per questo va fatto ogni percorso politico e sforzo per giungere a questo obiettivo.
Il PD sia forza propulsiva e aggregativa indispensabile in virtù delle proprie idee e delle proprie capacità progettuali, programmatiche e organizzative, in un rapporto di pari dignità e senza né avere né subire alcuna sudditanza tra tutte le forze che compongono la coalizione. Solo in questo modo il centrosinistra potrà avere quella credibilità, forza e pari dignità di tutte le sue componenti.
I punti principali del programma.
Il lavoro fatto dal Pd di Rimini nei mesi scorsi sul programma rappresenta il punto di riferimento per il confronto e la stesura del programma di tutto il centrosinistra. Con questo documento indichiamo alcune priorità strategiche da affrontare con decisione nei prossimi anni in sinergia con tutte le forze che comporranno la coalizione:
• Riqualificazione alberghiera, riduzione delle strutture esistenti e la riqualificazione di quelle che rimarranno è uno degli obiettivi strategici. Un progetto di livello nazionale, che deve trovare spazio nel Pnrr. Non si tratta di cambi di destinazione da hotel a residenza. Sarebbe un grave errore. Un progetto di rigenerazione e sicurezza urbana, di realizzazione di nuovi servizi collettivi per il turismo, dotazione di verde e parcheggi. In questo contesto vanno trovate soluzioni innovative per la riduzione delle strutture ricettive da anni fuori mercato. Il rischio di infiltrazioni di criminalità organizzata è diventato altissimo dopo la pandemia a cui si deve rispondere alzando l’asticella non solo del controllo ma anche della qualità del nostro turismo.
• Riqualificazione delle rete commerciale in zona turistica. Non è più rinviabile, Non è sufficiente, anche se necessario, il solo arredo urbano è fondamentale innovare con un progetto condiviso con le categorie economiche del settore.
• La riqualificazione del centro storico, portata avanti in questi anni richiede una forte accelerazione per la dotazione di parcheggi già previsti dalla programmazione attuale ed individuando ulteriori soluzioni innovative.
• Potenziamento della sanità territoriale ed ospedaliera, recuperano quei servizi di prevenzione e di base che negli anni abbiamo perso.
• Riqualificazione delle periferie, con interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, servizi di connessione digitale reali, collegamenti funzionali con i servizi essenziali.
• Una rinnovata politica della casa per mettere a disposizione di giovani coppie, anziani, famiglie economicamente disagiate, abitazioni a prezzo calmierato.
• Una rinnovata politica fiscale che abbia l’obiettivo nel mandato di eliminare alcune imposte e innalzare ulteriormente il livello di agevolazioni e esenzioni, a beneficio di famiglie,categorie fragili e imprese;
• La politica della sicurezza urbana trova, in parte, una soluzione proprio nei processi di riqualificazione descritti. Va affrontato in via definitiva, comunque il problema dell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine.
• L’apparato comunale, la cosiddetta “macchina comunale” va valorizzata e riqualificata . Senza l’apparato amministrativo non vi sono le gambe e la testa per l’attuazione del programma. In linea con la riforma nazionale sulla pubblica amministrazione si deve lavorare ad una struttura comunale efficacie ed efficiente con i dipendenti motivati nel loro lavoro a servizio della città e dei cittadini. Dovrà tornare ad essere fisicamente evidente e puntuale il ruolo del Comune in ogni parte del territorio comunale.Fondamentale la copertura dei posti da dirigenti in settori strategici come l’ufficio tecnico.
• Al centro dell’azione della nuova amministrazione vi dovrà essere la partecipazione dei cittadini alle scelte della nostra comunità. L’abolizione dei quartieri avvenuta dieci anni fa ha messo in evidenza tutti i limiti della scelta fatta con una legge nazionale. Da allora le occasioni di confronto con i cittadini sono state sempre più rare. Le uniche informazione arrivate ai cittadini erano quelle degli uffici stampa. Occorre ripristinare canali veri, di dialogo con i cittadini coinvolgendoli nelle scelte più importanti della nostra comunità. Non si tratta di ripristinare i “vecchi quartieri” ma trovare forme moderne che per altro funzionano in altre città italiane.
E’ in questo contesto che trovano sostanza le ragioni di un accordo politico, programmatico e culturale.
Proprio per dare concretezza, visibilità ed efficacia a questo accordo che presentiamo un ticket: il candidato a sindaco e la candidata a vicesindaco. Una proposta chiara e trasparente di rappresentanza amministrativa per un nuovo patto di governo che si alimenta di una capacità amministrativa e di buon governo insieme ad una forte immissione di innovazione necessaria alle nuove sfide per la città rappresentata da Jamil Sadegholvaad e Chiara Bellini.