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Dati preoccupanti

Donazione organi, qualcosa non va. Aido: poche dichiarazioni, troppe opposizioni

In foto: il logo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 27 giu 2021 19:50
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Un’analisi impietosa quella che, in attesa del report semestrale del Centro Nazionale Trapianti, mette sul piatto l’Aido riminese per verificare i risultati ottenuti dal progetto che voleva la donazione organi come tratto identitario. Quello con lo slogan “Una Scelta in Comune”. Nelle Anagrafi dei comuni della provincia, le dichiarazioni di volontà in merito alla donazione di Organi, Tessuti e Cellule post mortem sono state 8.851, dal primo gennaio 2021 ad oggi. Il 41% in più rispetto all’anno orribile della pandemia, il 2020, ma il 30% in meno rispetto al 2019. E se con il Covid che ci ha messo lo zampino, il calo delle dichiarazioni potrebbe considerarsi quasi “fisiologico”, quello che è più difficile da interpretare è l’aumento delle negazioni al consenso. Sono passate dal 34,3% del 2019, al 36% del 2020, al 36,8% dei primi mesi del 2021.

Se parliamo di negazioni non giustificabili lo facciamo con cognizione di causa e puntiamo il dito contro il Sistema CIE, la carta di identità elettronica”, spiega il Presidente della Sezione Provinciale AIDO di Rimini, Riccardo Arpaia. “Già, perché prima dell’introduzione del nuovo sistema di emissione del documento principe per l’identificazione del cittadino, nella nostra Provincia le negazioni erano al 7,5%, notevolmente inferiore a quello nazionale del 24%”, aggiunge il presidente di AIDO Rimini.

Le opposizioni aumentano anche in tutta Emilia-Romagna passando dal 11,3% del 2017 (inizio introduzione CIE), al 26,9% del 2018 quando la Carta di Identità Elettronica era attiva, anche se solo come alternativa, in alcuni grossi Comuni, per arrivare fino al 29,3%. “In poche parole, brutalmente e crudamente, possiamo dire che nella nostra Regione un cittadino su tre preferisce dare ai vermi i suoi organi, che dopo la morte non gli serviranno più, piuttosto che dirsi disponibile a metterli, eventualmente, a disposizione di chi ne ha, realmente e concretamente, bisogno”, spiega Riccardo Arpaia.

Noi, come AIDO Provinciale, ci sentiamo sicuramente corresponsabili di questi problemi – continua Arpaia – Potevamo fare di più e potevamo fare meglio. Ma nel 2020 abbiamo eroso le nostre casse per attivare e supportare i Gruppi Comunali, per fare quel minimo di informazione possibile con quei pochi spiccioli che ci rimanevano

Oggi abbiamo bisogno e chiediamo alla Regione, al Centro Regionale Trapianti, alla AUSL della Romagna un supporto materiale urgente – conclude il presidente di AIDO Rimini – Non soldi, quelli se dovessero mai arrivare sarebbero comunque graditi, ma almeno opuscoli informativi da distribuire ai cittadini e mettere a disposizione delle Anagrafi Comunali. E ai Sindaci della nostra Provincia chiediamo l’opportunità di incontrare i funzionari delle Anagrafi per discutere con loro dei problemi. Per capire il PERCHÉ di alcune situazioni abnormi (negazioni superiori al 50%) e trovare una soluzione. Per capire da chi riesce a fare bene quale è il loro metodo e poterlo spiegare a chi non riesce a fare meglio