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affissione manifesti

Campagna dei Giovani democratici contro l'omotransfobia

In foto: i manifesti della campagna
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 7 giu 2021 12:59
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Ancora tanti diritti della comunità LGBTI+ calpestati. Nel mese del Pride i Giovani Democratici Rimini e il Partito Democratico hanno realizzato una campagna per sostenere le battaglie contro l’omotransfobia e a sostegno dell’approvazione del DDL Zan. Spiega Edoardo Carminucci, segretario provinciale dei Giovani Democratici: “Seppur molti diritti siano stati acquisiti negli ultimi anni, tanti altri ancora mancano. Oltre alle tutele giuridiche che la comunità LGBTI+ richiede da anni, c’è molto da lavorare per migliorare la percezione dei diritti delle persone LGBTI+ da parte della società. Sono ancora troppi i casi di coppie omosessuali picchiate per strada solo perché si tenevano per mano. Sono ancora troppi i casi di persone transgender uccise. Ancora oggi molte persone LGBTI+ fanno fatica a trovare lavoro, e vedono negata la loro identità nelle attività pubbliche e sanitarie. Non c’è una legge che renda illegali le terapie riparative, e non c’è il riconoscimento di un legame affettivo egualitario per le famiglie omogenitoriali. Le persone trans hanno ancora difficile accesso ai percorsi di medicalizzazione e le tempistiche di accesso alle cure sono lente.

In questi mesi si è acceso il dibattito in Parlamento sulla legge Zan, il disegno di legge che mira ad estendere la legge Mancino includendo i reati di omotransfobia, misoginia e abilismo. Si tratta di una legge attesa da quasi trent’anni che è necessaria per punire i crimini d’odio nei confronti delle persone LGBTI+. Attraverso questa campagna vorremmo sensibilizzare sull’importanza di questa legge, sperando che venga al più presto discussa in Parlamento per essere approvata. Ciò per cui ci battiamo è che nel prossimo futuro chiunque possa tenere per mano la persona amata e scambiare gesti di affetto alla luce del sole, senza timore, e senza aver paura di essere aggrediti. Indipendentemente dal genere in cui ci si riconosce, come fanno le coppie che abbiamo rappresentato nei manifesti“.

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