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Tornare a fare shopping

Zanzini (Federmoda): qualche spiraglio per il settore, serve aiuto di tutti

In foto: GIammaria Zanzini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 20 mag 2021 15:20
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L’allentamento delle restrizioni inizia a portare qualche raggio di sole dopo oltre un anno di buio e anche le nostre imprese piano piano vogliono rialzarsi. Ora è il momento di sostenere il coraggio dei commercianti di vicinato“. A dirlo è Giammaria Zanzini, presidente di Federmoda-Confcommercio della provincia di Rimini, che chiede di sostenere il commercio al dettaglio dei negozi di prossimità. “I numeri dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla flessione dei consumi nel periodo della pandemia – spiega – lasciano poco spazio a dubbi (-130 miliardi di spesa rispetto al 2019), ma noi crediamo nella nostra capacità di ripresa e con l’aiuto dei cittadini, dei turisti, dei nostri clienti, siamo convinti di poter ripartire per non fermarci più“.
Il commercio, e in particolare quello del settore tessile e abbigliamento, è uno dei settori che ha pagato maggiore dazio alle restrizioni. E non solo i commercianti, ma tutta la filiera della moda, dalla produzione al vetrinista, dal commesso alla sarta. “Le previsioni – dice Zanzini – non sono rosee per l’occupazione: nei settori a rischio chiusura sono impiegati 3milioni e 600 addetti e le stime per quest’anno parlano di 1.400.000 posti a rischio. Dobbiamo assolutamente evitarlo.”
Per farlo, il presidente di Federmoda invita a tornare agli “acquisti km zero” nei negozi di prossimità. “Già qualcosa si sta muovendo – prosegue –, da Rimini a Cattolica, da Santarcangelo a Riccione. Ancora durante la settimana c’è poco movimento, ma nel weekend si lavora bene. Ne siamo contenti e speriamo che sia solo l’inizio. Anche perché il calo della produzione a causa della pandemia ha fatto sì che le ultime collezioni siano quantitativamente minori del solito e quindi sarebbe meglio affrettarsi”.
Abbiamo bisogno di normalità e di certezze per pianificare il futuro – dice ancora Zanzini – investendo per realizzare anche progetti a lungo termine. Il commercio è chiamato a confrontarsi con le prove della multicanalità e della sostenibilità e va accompagnato da una valorizzazione degli spazi urbani e dalla rigenerazione collegata a politiche e strumenti di rivitalizzazione del tessuto economico-sociale territoriale e di contrasto dei processi di desertificazione commerciale. Ora più che mai ci serve il sostegno di tutti per rendere le chiusure solo un brutto ricordo e per ripartire di slancio verso un’estate di lavoro e rilancio. Ricominciamo a passeggiare, a fare shopping, a vivere la normalità“.

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