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Depositati in Regione

Sostegno natalità e famiglia: due progetti di legge regionale della Lega

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 26 mag 2021 15:04
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Si chiamano “Sostegno alla natalità” e “Fattore famiglia” i due progetti di legge regionale depositati dal gruppo Lega Emilia-Romagna. Ad illustrarli in conferenza stampa i due primi firmatari, il riminese Matteo Montevecchi e Stefano Bargi.

Il 2020 – ha spiegato Montevecchi – è l’anno in cui abbiamo toccato il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia ad oggi: il brusco calo demografico che vive il nostro paese riguarda anche l’Emilia-Romagna in cui è evidente il trend di discesa delle nascite dal 2010 ad oggi. Nel 2017 l’Emilia-Romagna ha registrato 33.011 nascite, nel 2018 i nuovi nati sono stati 32.400 mentre nel 2019 sono scesi 30.926”. Il tasso di fecondità emiliano-romagnolo si è attestato all’1,3, per l’anno 2019, un tasso drammaticamente al di sotto della soglia che consentirebbe il ricambio generazionale. La politica ha il dovere di porre rimedio a questo fenomeno intervenendo con azioni mirate a tutela della natalità e della maternità, con particolare attenzione alle donne in gravidanza in difficoltà economica, le quali, data la precarietà economica e l’incertezza sul futuro, accresciuta anche dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, potrebbero essere indotte ad interrompere la gravidanza”. Obiettivo del progetto di legge, è quello di sostenere la natalità, le spese connesse alla cura e all’accoglienza del nascituro e  prevenire l’interruzione volontaria della gravidanza quando quest’ultima sia causata dall’incidenza delle condizioni economiche.
Attraverso questo Progetto di Legge vorremmo istituire il Fondo Regionale Natalità, che prevede l’erogazione di un Assegno Prenatale destinato ad alleviare i costi legati alla gravidanza e le spese relative alle primarie esigenze del bambino. In particolare, il contributo in questione sarebbe raddoppiato nel caso in cui il nascituro sia affetto da patologie fetali o qualora il nucleo familiare richiedente comprenda uno o più minori fino al sesto anno di età, riconosciuti disabili gravi” ha detto Montevecchi.
La Lega chiede anche alla Regione di promuovere politiche di “welfare aziendale, attraverso la predisposizione di bandi di finanziamento per le aziende del territorio che si impegnano ad attuare iniziative di natura contrattuale o unilaterali da parte del datore di lavoro, volte a incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia”. Presentata anche la richiesta di istituire “un Elenco regionale di mutuo aiuto per la maternità, a cui i Centri per le Famiglie o le singole donne in gravidanza in difficoltà possono attingere, al fine di garantire un sostegno nei momenti di difficoltà, che potrebbe tradursi in un contributo economico o in un aiuto nei lavori di cura dei bambini da parte di chi concede la propria disponibilità, iscrivendosi nell’elenco” ha concluso Montevecchi.

Il secondo progetto di legge riguarda l’introduzione del “Fattore Famiglia” per “riconoscere un maggior peso ai carichi familiari rispetto a quanto avviene oggi con l’Isee, con conseguente riduzione delle rette soprattutto per le famiglie con più figli, quelle in cui sono presenti situazioni di mono genitorialità, disabilità o altri elementi qualitativi che le singole amministrazioni vorranno individuare” ha spiegato Stefano Bargi. “L’idea di base – ha proseguito – è quella per cui non sono tassabili le spese indispensabili per il mantenimento e accrescimento della famiglia. Il Fattore Famiglia introduce un livello di reddito non tassabile (cosiddetta “no tax area”) crescente all’aumentare del numero dei componenti della famiglia secondo una scala di equivalenza. Verrà quindi tassata solo la quota di reddito familiare che eccede il minimo vitale. Il Fattore Famiglia premia le famiglie con più figli (in particolare da 3 figli in su), e le famiglie mono-genitoriali, tanto più quanto il reddito familiare è basso”.
Il Fattore Famiglia applicato alle tariffe, invece, interviene sulle scale di equivalenza dell’ISEE, incrementandole in base ai carichi famigliari, con conseguente rimodulazione verso il basso dell’ISEE modificato, a cui corrisponde una riduzione delle rette” ha concluso Bargi.

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