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'Doppio beneficio'

Seconda dose nelle località di soggiorno. Tosi: favorire il 'popolo della vacanza'

In foto: il sindaco tosi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 17 mag 2021 13:51 ~ ultimo agg. 14:01
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 “Ho fatto la prima dose del vaccino Pfizer il 5 maggio 2021 a Milano e mi è stato consegnato il foglio per il richiamo per il giorno 26 maggio 2021. Quel giorno sarò a Riccione. E’ possibile fare la seconda dose presso il vostro Centro Vaccinale?”. A riportare la mail, una delle tante arrivate di questo tenore al Comune, è il sindaco di Riccione Renata Tosi.

Mail alla quale “noi vorremmo assolutamente rispondere “sì”. L’appuntamento per la seconda dose di vaccino anti Covid, per la stragrande maggioranza degli italiani arriverà in piena estate, dalla fine di giugno ad agosto, ecco perché dobbiamo dare la possibilità ai cittadini di terminare l’iter d’immunizzazione anche nelle località delle vacanze. Oggi i report dalle varie Regioni italiane parlano di un’accelerazione generale per le vaccinazioni delle fasce d’età che rappresentano il “popolo” dei vacanzieri. Dai 40 ai 60 anni, Piemonte, Lombardia, Veneto e nella nostra stessa Emilia Romagna siamo arrivati a vaccinare la popolazione che tradizionalmente riveste l’utenza numericamente più rilevante per il settore turistico italiano è quindi logico prevedere la possibilità di effettuare il richiamo in vacanza. Credo che il ministro Massimo Garavaglia insieme alla Conferenza Stato-Regioni stia vagliando questa possibilità che produrrebbe un doppio beneficio, quello di facilitare la scelta di immunizzarsi da parte dei cittadini tra i 40 e i 60 anni e quindi di scegliere di sottoporsi al vaccino perché non comporta una limitazione nei progetti per le vacanze, sia quello di alleggerire i grandi hub vaccinali delle grandi città”.

Una scelta quindi, spiega il sindaco, per agevolare il turismo ma anche evitare corse alla seconda dose dopo le vacanze: “Sono certa che in molti, dopo un anno così duro, rischierebbero di rimandare il vaccino, quindi anche la prima dose, al rientro in città, creando un ingorgo e quindi un pericolo alle porte del prossimo autunno. Al contrario, permettere la seconda dose in vacanza sarebbe una bella prova di elasticità e di efficienza della macchina organizzativa e sanitaria italiana, oltre che uno stimolo deciso nei confronti del vaccino”. 

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