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L'intervista

La crisi del settore wedding: un anno fermi e ancora senza prospettive

di Andrea Polazzi   
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mer 5 mag 2021 12:00 ~ ultimo agg. 14:29
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Penso che dobbiamo guardare il settore delle riaperture ad ampio ventaglio. Ci sono attività ancora chiuse, come le palestre e il settore del wedding che non hanno prospettive“. Le parole del presidente della conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, che chiede anche di non fossilizzare il dibattito solo sulla questione coprifuoco (“mi auguro possa avere gradualità, per arrivare a toglierlo” dice) riaccende i riflettori su un altro dei comparti messi all’angolo dalla pandemia. Quello dell’organizzazione dei matrimoni. A Tempo Reale ne ha parlato Roberta Patanè, wedding planner riminese. “Solitamente organizzo 15 matrimoni all’anno mentre nel 2020 sono stati appena due” spiega. L’ultimo decreto non contempla, almeno per il momento, alcuna apertura. “I ricevimenti restano completamente bloccati e non abbiamo date di ripartenza ne una idea di come si potranno fare quando ripartiranno. Tutto sospeso.” dice Roberta. “Eppure negli ultimi giorni ho sentito – rivela – ho avuto notizie di tanti ristoranti che agli sposi dicono “lo facciamo lo stesso”. Ma in realtà non si può fare. Regna la confusione – aggiunge Roberta – perché nell’ultimo decreto i ricevimenti non sono stati nominati ed è rimasto valido quanto previsto in quello precedente. Però su questo c’è qualcuno che ci marcia.” E anche i sostegni, in questi lunghi mesi di chiusura, non ne sono arrivati molti. “Io personalmente ho avuto solo i 600 euro dello scorso giugno, poi più niente. Sto consumando tutti i risparmi ma ci sono strutture più grandi e con dipendenti che vivono una situazione ancora più insostenibile.” conclude.

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