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Il Comune: leggi non aggirabili

Bando servizio gas: la protesta dei lavoratori a Rimini

In foto: il presidio in piazza (Newsrimini.it)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 5 mag 2021 18:13 ~ ultimo agg. 19:28
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Questa mattina in piazza Cavour si è svolto il presidio in occasione di uno sciopero indetto dai lavoratori del settore Gas di Rimini. Servizio gas che è al centro di un bando che fa temere ai lavoratori riminesi per la delocalizzazione dei posti. L’Amministrazione Comunale ribadisce la propria posizione: ci sono norme che non possono essere aggirate.

Lavoratori riminesi del settore gas in sciopero contro il bando emanato dal Comune di Rimini per l’affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas naturale in ambito territoriale. 127 i lavoratori coinvolti, 112 dei quali di SGR, ma considerando anche le imprese collegate, a temere per l’esito del bando sono circa in 400. Un bando aperto a dicembre, poi, riscritto ad aprile. Ma senza l’inserimento delle clausole che sarebbero state importanti per i lavoratori, anche se avrebbero potuto far incorrere la procedura di gara in un ricorso. Che comunque è arrivato per un’altra questione ed è al Tar di Bologna. Per il sindacato l’amministrazione riminese avrebbe potuto fare di più.

Si parla di rischi anche per i cittadini rispetto alla qualità del servizio dicono gli addetti del settore, se viene meno il mantenimento delle competenze e professionalità e senza garanzie sulle sedi locali.


La risposta dell’Amministrazione Comunale di Rimini:

  • il settore della “distribuzione del gas” è disciplinato, in Italia, da leggi e normative molto specifiche e non aggirabili in alcun modo. Le diverse disposizioni di legge, emanate dal 2000 fino ad oggi, regolamentano dettagliatamente pressoché tutti i principali aspetti connessi alla gestione del servizio, imponendo che esso sia svolto non a livello comunale o provinciale, ma per ‘ambiti territoriali minimi’ (A.Te.M.). Nel caso specifico del bando di gara pubblicato in data 30 dicembre 2020, si tratta dell’A.Tem Rimini, costituito da ben 43 Comuni, appartenenti a tre diverse e tra loro contigue province (Rimini, Forlì-Cesena e Pesaro-Urbino) e a due regioni confinanti (Emilia-Romagna e Marche);
  • in materia di personale, la normativa in questione (D.M.21.04.2011) prevede, all’articolo 2 (“Tutela dell’occupazione del personale”) testualmente quanto segue: “1. Il personale addetto alla gestione degli impianti di distribuzione del gas naturale oggetto di gara e una quota parte del personale che svolge funzioni centrali di supporto all’attività di distribuzione e misura degli impianti stessi è soggetto, ferma restando la risoluzione del rapporto di lavoro e salvo espressa rinuncia degli interessati, al passaggio diretto ed immediato al gestore subentrantecon la salvaguardia delle condizioni economiche individuali in godimento”. Pertanto la normativa “speciale” del settore del gas prevede già espressamente una specifica tutela dell’occupazione, sia pure a fronte di una espressa interruzione del precedente rapporto di lavoro (con i gestori uscenti) e l’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro (con il nuovo gestore entrante);
  • sarebbe certamente illegittima, secondo la normativa nazionale vigente, l’introduzione, nelle regole di gara, di clausole che imponessero la continuità del rapporto di lavoro ex art.2112 c.c. e/o l’obbligo, per il gestore entrante, di impiegare nel territorio dell’Atem Rimini (e non altrove) i lavoratori da esso assunti dai gestori uscenti di tale ambito. Non è un caso che – sulla base delle informazioni in possesso dell’amministrazione comunale – nessuno dei circa 15 bandi di gara per il servizio di distribuzione del gas finora pubblicati dalle varie stazioni appaltanti italiane abbia previsto tutele aggiuntive ulteriori rispetto a quelle stabilite dalle norme di legge appena indicate.

“Da parte del Comune di Rimini, come è stato ribadito in tre incontri con le organizzazioni sindacali, l’ultimo pochi giorni fa in Prefettura – dichiara l’assessore Gian Luca Brasini- c’è tutta la volontà di tutelare i lavoratori, attraverso la normativa vigente. Sul tema in sé ricordiamo che è la legge a imporre il bando europeo ed è la stessa legge, per la tutela degli interessi dei cittadini e della trasparenza, a volere la gara pubblica per un settore che è in ritardo di anni sul problema. C’è poi un chiaro indirizzo politico del Consiglio Comunale di Rimini volto a promuovere lo sblocco delle gare dei più importanti servizi pubblici, proprio nell’ottica di garantire trasparenza e competitività a vantaggio dei nostri cittadini. A tal proposito questo indirizzo ha consentito di aver portato a termine, primi in Italia, la gara dell’idrico per il bacino riminese.  Nei prossimi giorni ci renderemo disponibili ad incontrare ancora una volta rappresentanze dei lavoratori cercando soluzioni che, però, questo deve essere chiaro, non potranno essere individuate fuori dal perimetro normativo che altrimenti renderebbe attaccabile il bando stesso con danno evidente per i cittadini e le comunità locali”.

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