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mercoledì 14 aprile 2021
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Calcio Serie D

Rimini-Sammaurese 0-2, il dopogara

In foto: Alessandro Mastronicola, allenatore del Rimini FC
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 7 minuti
mer 7 apr 2021 16:55 ~ ultimo agg. 8 apr 14:20
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Le dichiarazioni a caldo dopo la vittoria della Sammaurese sul campo del Rimini.

Il primo a presentarsi in sala stampa è l’allenatore della Sammaurese, Stefano Protti, cresciuto nelle giovanili del Rimini. “Se sia una vittoria storica non lo so, non conosco tutta la storia, ma da quando ci sono io lo è. Emozione? Sì, io qua ho fatto i bimbi: ho mangiato il panino col prosciutto e sono salito sull’ATAM per sei anni per venire a giocare qua. Qui ho fatto tutte le giovanili fino alla Primavera, per cui è un piacere tornarci. Quello che mi ha reso felice oggi è altro: vedere una squadra forte. Non fatela vedere ai miei giocatori questa intervista. Una squadra forte, che sa il fatto suo, soprattutto in fase di possesso palla, con delle geometrie, con personalità da squadra vera, considerando poi che avevamo una squadra giovane. Negli ultimi minuti abbiamo giocato con sei fuoriquota. È la dimostrazione che tutti stanno alzando l’asticella, tutti si vogliono mettere in competizione, tutti vogliono giocare. Adesso avrò bisogno di tanti altri giocatori perché giochiamo tutta una serie di partite consecutive. Però oggi siamo contenti, domani riprendiamo ad allenarci a testa bassa e pensiamo a Seravezza, uno scontro diretto molto importante per noi”.

Quanto ha inciso il gol dopo tre minuti? “Il gol è una cosa importante di questo lavoro. Quando passi in vantaggio e lo fai con merito subito e hai situazioni per raddoppiare: abbiamo sbagliato tre-quattro ripartenze micidiali… Mi è piaciuta la compattezza di squadra: abbiamo rischiato poco poco contro una squadra con un’armeria importante di attaccanti, giocatori forti, e ci siamo disimpegnati bene: siamo stati alti, corti, ogni volta che ripartivamo eravamo noiosi per il Rimini e abbiamo fatto una grande partita”.

Da qualche giornata la Sammaurese ha svoltato. “Non credo ci sia una partita che possa dare una svolta alla stagione. Innanzitutto la Sammaurese deve ancora arrivare all’obiettivo e per farlo ci mancano almeno nove punti. Io sono abituato ad alzare le braccia quando ho passato la linea del traguardo. Perciò non dobbiamo alzare la cresta. Questa squadra svolterà quando continuerà a lavorare come sta facendo in questo periodo. Quando vince contro squadre importanti ed il giorno dopo si presenta al campo perché non si vuole riposare, ma si vuole allenare, quando i giocatori entrano a cinque minuti dalla fine e danno l’anima, quando i giocatori vogliono stare insieme al mister e al suo staff anche quando non c’è allenamento o il tempo dopo. Questi sono segnali importanti. Però sappiamo, l’allenatore in primis, che non possiamo alzare la cresta, altrimenti rischiamo di tornare come all’inizio”.

Se continuate così metterete nel mirino i play off. “Prima bisogna raggiungere gli obiettivi di cui si è parlato a inizio anno, altrimenti ti svegli tutto sudato e devi andare a fare la doccia. È meglio che noi pensiamo a quello che dobbiamo fare: noi adesso dobbiamo salvarci perché fino a un paio di mesi fa eravamo in piena lotta. Adesso ci siamo ritagliati un po’ di spazio. Prima arriviamo dove dobbiamo arrivare, poi alziamo le braccia. Se poi lo dovessimo fare con qualche giornata d’anticipo ancora meglio”.

Protti gira i complimenti ricevuti in sala stampa ai suoi ragazzi. “Gli artefici di questo lavoro sono i giocatori perché come dicevo anche quando giocavo: “gli allenatori devono fare pochi danni”. Io ultimamente sto cercando di farne pochi, loro mi stanno rispondendo in maniera egregia perché sono cresciuti tantissimo. Sono dei buoni giocatori, magari fino a qualche mese fa qualcuno di voi non sapeva neanche come si chiamavano, adesso qualcuno dice: ma questi, dove li ha presi il presidente della Sammaurese? Magari lo prendete qua a fare il direttore sportivo, il presidente. Il merito è suo”.

Oggi sugli spalti c’erano diversi osservatori. “Quando uno viene a Rimini è per vedere i giocatori di casa, i giocatori importanti. Io sono fiero dei miei giocatori, che hanno fatto vedere che possono essere anche loro giocatori importanti, soprattutto quando giocano di squadra. Quando uno va a vedere un giocatore e questo giocatore non gioca in una squadra importante e organizzata questo qui farà sempre brutta figura. Se gioca in una squadra organizzata anche uno che è così e così lo mascheri e diventa un buon giocatore. Questo non è il caso dei miei perché i miei sono tutti forti dal primo all’ultimo: ho trenta giocatori fortissimi”. 

Luca Valeriani, difensore-centrocampista del Rimini, parte dal rigore fischiato alla Sammaurese per un suo intervento su Manuzzi. “Lui stava rientrando verso il centro dell’area, io ero dietro Pupeschi, mi sono piantato e ci siamo presi. Il contatto c’è. Io non ho allungato la gamba, ho preso posizione, ma che il contatto ci sia stato non c’è dubbio”.

Quanto ha inciso il gol subito dopo neanche tre minuti? “Il gol preso subito ci ha messo forse un po’ di frenesia. Con la nostra fretta di cercare subito il pareggio ci siamo scoperti un po’ troppo sulle loro ripartenze, che loro sanno fare molto bene. Dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti, anche perché il gol è stato preso all’inizio e c’era una partita davanti per raddrizzare la gara. Abbiamo accettato molte volte l’uno contro uno, che è un loro punto di forza. Lo posso capire nel finale, ma non dai primi minuti. Poi secondo me abbiamo anche avuto delle occasioni prima per pareggiarla poi per metterla sul 2-1 e magari giocarci cinque minuti tutti in avanti e provare a fare qualcosa. Oggi non siamo stati bravi a trovare il gol, e non sto parlando solo degli attaccanti ma di tutti in generale, perché siamo arrivati molte volte al cross, abbiamo trovato, soprattutto nel primo tempo, parecchie volte l’uomo sulla trequarti, e quelle situazioni andavano sfruttate diversamente”.

Il Rimini migliore è stato in avvio di ripresa, prima del 2-0 ospite. “Si dice sempre che quando una squadra va sotto, dopo l’intervallo andrà forte. Noi abbiamo cercato di farlo. Poi se non trovi il gol già lì è più comprensibile la fretta”.

Sammaurese più in forma del Rimini in questo momento? “Anche noi stavamo bene e venivamo da risultati buoni. Sapevamo il valore dell’avversario, le loro armi per farci male, ma non siamo stati altrettanto bravi nella gestione dei momenti”. 

Alessandro Mastronicola, allenatore del Rimini: “A parte il gol, mi aspettavo questo tipo di partita. L’avevamo studiata e preparata così nel senso che sapevamo le intenzioni della Sammaurese e come si sarebbe comportata, però non pensi mai di subire gol dopo due minuti e le cose si sono complicate o forse le abbiamo rese compilate da soli”.

Al tecnico dei biancorossi non è piaciuta la frenesia della sua squadra. “Tu hai subìto gol dopo due minuti, hai tutto il tempo comunque per incassare il colpo e riorganizzarti. Questo non è successo visto che nei primi 20-25 minuti eravamo in balia degli avversari, lì abbiamo iniziato a commettere errori su errori, e quando siamo riusciti a costruire un po’ più lucidamente azioni magari abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio. Comunque alcune cose buone nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo le abbiamo fatte, anche se abbiamo avuto alcune situazioni in cui avremmo potuto fare meglio. Anche nel secondo tempo non mi sarei mai aspettato di prendere gol in quel modo. Sapevamo che la pericolosità della Sammaurese era proprio in quelle situazioni, loro hanno sfruttato appieno le loro qualità e noi noi”.

Adesso i biancorossi dovranno subito voltare pagina. “Le sconfitte così come le vittorie per come la penso io ti insegnano sempre qualcosa. È chiaro che uno sarebbe contento di vincere sempre. Una vittoria l’avresti cancellata più facilmente, ma è inutile oggi piangerci addosso perché fra quattro giorni si rigioca, e si gioca poi mercoledì e di nuovo domenica. Dobbiamo far tesoro di quello che è stato oggi, analizzare gli errori tutti insieme. Ognuno deve poi analizzare quella che è stata la propria gara, ci si confronta in modo sereno, lucido. La rabbia ci deve essere, e ci mancherebbe che non ci sia in questo momento, però la rabbia non ti porta a niente e a mio avviso più si ragiona, più si è lucidi e più si cercano le soluzioni”.

Il Rimini oggi è stato anche poco cinico, non sfruttando le occasioni avute. “Può capitare che Vuthaj non sia il cecchino che è di solito e può capitare l’imprecisione nella fase finale della giocata. Ma queste sono tutte cose che capitano anche quando vinci, quando vinci però il risultato camuffa un po’ tutto. Oggi chiaramente il risultato risalta quello che è venuto meno. Purtroppo abbiamo subito una ripartenza, e l’abbiamo subita troppo facilmente, e da lì è scaturito il rigore. Questo è il gioco del calcio: non ti perdona quando tu pensi di poter riacciuffare il risultato e poi è dura perché si innescano troppe complicazioni a livello mentale che noi oggi non siamo riusciti a gestire”.

Oggi ha rivisto tanti volti amici, seppur sull’altra barricata. “Con tanti mi ci vedo spesso, ma sarebbe stato meglio non rivederli in questo momento. È sempre un piacere incontrare le persone di una società con cui ho lavorato e ho lavorato bene. Ci si sente e ci si vede pochissimo perché facciamo questo lavoro. Ti fa piacere fare due chiacchiere, con mister Protti, poi io e mister Protti siamo fatti così: due chiacchiere sono più che sufficienti per capirci, così come si sta bene nel fare due chiacchiere con Chicco (Cristiano Protti, presidente della Sammaurese, ndr). I ragazzi se li avessi incontrati più avanti sarebbe stato meglio, mi viene da dire (e sorride, ndr)“.

Il 2 maggio vi rivedrete al “Macrelli”. “Facciamo andata e ritorno di Coppa: tocca fare 3-0 lì”.

Ha detto qualcosa a Francesco Manuzzi (che ha allenato a Savignano)? “Ci siamo salutati. Non avevo tutta questa voglia di parlare”.

Ancora sul rapporto con Stefano Protti. “Con il mister ci rispettiamo: lui è stato il mio allenatore, tra me e lui da giocatore e allenatore non c’è mai stato uno screzio. Anzi quando ero nello spogliatoio guai a chi diceva qualcosa contro il mister. Ci siamo detti sempre tutto nella faccia, il nostro è un rapporto tosto, concreto perché siamo così io e lui. Credo sia per questo che il nostro rispetto reciproco vada oltre”.

Francesco Casolla, attaccante del Rimini. “Ho avuto due occasioni di testa, ma sono arrivato un po’ scarico e non sono riuscito a colpire più forte”.

Che partita è stata? “Eravamo timorosi all’inizio, poi abbiamo preso il gol subito e abbiamo avuto tanta frenesia, abbiamo fatto molti errori e la partita è scivolata su quell’andazzo lì”.

Meglio il Rimini visto nella ripresa che quello della prima frazione. “Nello spogliatoio abbiamo fatto chiarezza su quello che dovevamo fare, siamo rientrati bene secondo me, poi abbiamo preso un contropiede da cui è nato l’episodio del rigore e da lì la partita ha preso un’altra via. Abbiamo provato a rimetterla in piedi, ma non ci siamo riusciti. Adesso dobbiamo guardare avanti: domenica abbiamo un’altra partita (sul campo del Corticella, ndr).

Questa sconfitta frena un po’ l’entusiasmo in casa biancorossa? “Dispiace, però non dobbiamo perdere l’entusiasmo, dobbiamo continuare ad andare avanti: le battute d’arresto ci stanno, dobbiamo pensare a domenica e andare avanti”.

Giacomo Nigretti, centrocampista del Rimini: “Venivamo da una serie di partite positive, vittorie e pareggi che ci servivano sia per il morale che per riprendere le certezze che avevamo perso. Oggi abbiamo avuto questo arresto, che ci servirà per il proseguo del campionato perché non ci possiamo fermare. Dopo ogni partita bisogna andare avanti, speriamo di prendere come insegnamento questa sconfitta”.

Rimini a secco di gol oggi. “Oggi sembrava non volesse entrare, ci sta, una domenica può essere che gli attaccanti vengano serviti male o che si abbi sfortuna. Oggi è la seconda partita, se ricordo bene, che non segniamo, abbiamo poi sbagliato in fase difensiva qualche volta e loro ci hanno colpito. Ci servirà da lezione. I nostri avversari hanno fatto una buonissima partita”.

Avete perso il primo dei quattro recuperi a disposizione per migliorare la classifica. “Nei prossimi tre si potrà fare solo meglio. I recuperi ci servono perché dobbiamo fare più punti possibili. Adesso aspettiamo gli altri recuperi e proviamo in tutti i modi a vincere quelli”.

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