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domenica 28 novembre 2021
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Di Simona Longo

In zona gialla tornano gli sport di contatto. Gli effetti positivi

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 26 apr 2021 00:05 ~ ultimo agg. 27 apr 20:01
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Tre, due, uno… si riparte! Il Decreto “Riaperture” propone un’importante e nuova fase per le attività sportive.
Da oggi (lunedì 26 aprile), infatti, in zona gialla sarà nuovamente consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva sia di squadra che di contatto. Si dovrà aspettare però il 15 maggio per la riapertura delle piscine all’aperto e il 1° giugno per la riapertura delle palestre.

Il contesto e lo scenario attuale è stato un’altalena di emozioni destabilizzanti che hanno richiesto un nuovo ed inaspettato adattamento interno ed esterno ai cambiamenti contestuali, una modifica delle routine quotidiane che hanno interessato diversi aspetti della vita, con un carico emotivo per niente facile da accettare che riguarda l’incertezza del presente e l’imprevedibilità del futuro.

Non può non essere sottolineato come le restrizioni, in quest’ultimo anno, non sono solo da ascriversi per le conseguenze sulla situazione economica del nostro Paese, soprattutto per i danni alla salute psicofisica per ciò che riguarda sia lo sport agonistico che quello dilettantistico.

Una delle aree maggiormente colpite, in un anno costellato da restrizioni, è stata quella relativa agli sport di squadra e di contatto. L’assenza di contatto, del gioco e del confronto tra pari, ha rappresentato un’assenza significativa in quest’ultimo periodo storico e sociale. Una mancanza i cui effetti possono avere rilievo in generale su tutte le fasce di età, maggiormente nei bambini e negli adolescenti.

Tali fasi della vita (infanzia e adolescenza) sono caratterizzate dallo sviluppo delle skills personali e sociali come, ad esempio, lo sviluppo dell’immagine di sé, della costruzione dell’identità personale e sociale, del senso di appartenenza, della socializzazione, dell’apprendimento di competenze sociale, delle capacità di collaborazione o dello sviluppo delle percezioni corporee.

Bisognerebbe, allora, chiedersi come, dal dilettante all’agonistico, ci si aspetta di tornare nel proprio gruppo sportivo, quali aspettative si nutrono, quali modifiche ci si aspetta di vivere con le nuove modalità relazionali, quali aspetti di sé si vogliono giocare o allenare.

In tutti i casi, la possibilità di vivere nuovamente le pratiche sportive nell’incontro con l’altro o con il gruppo, restituisce la possibilità di sperimentare la socialità e le relazioni attraverso il contatto corporeo ed emotivo, permettendo in tal modo, di lavorare sull’autostima, sull’autoefficacia, sulla motivazione, sulle proprie risorse cognitive (come ad esempio la concentrazione) o sulla propria regolazione emotiva (ad esempio la frustrazione, l’ansia, la rabbia o l’euforia).

Nello sport di squadra o di contatto il corpo torna ad essere finalmente vissuto, ad avere una maggiore attenzione, il protagonista attivo e indiscusso che parla una linguaggio che le parole non possiedono e solo nell’incontro con l’altro può sviluppare e potenziare le abilità e le risorse che permettono una maggiore consapevolezza di sé.

Ri-partire col contatto dovrebbe significare la possibilità di educare e formarsi attorno alle sensazioni del proprio vissuto corporeo, che non significa solo agire le sensazioni corporee, ma sviluppare anche una sensibilità in grado di trasformare le stesse in percezioni ed emozioni comunicabili.

Bisognerebbe dare spazio e tempo al corpo, far emergere le percezioni che si hanno relativamente a determinate situazioni, immergersi nel contatto e dargli vita, sostare in tali esperienze e connotarle emotivamente. Bisognerebbe restituire al corpo la bellezza estetica di scoprirsi e conoscersi nell’incontro con l’altro.

Dott.ssa Simona Longo
Psicologa Psicoterapeuta presso il Poliambulatorio Città di Misano

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