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Verso le amministrative a Rimini

Il PD apre al dialogo col 5 Stelle. Sacchetti: misurarsi su merito e cose concrete

In foto: Filippo Sacchetti
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 25 apr 2021 12:38 ~ ultimo agg. 26 apr 11:28
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Il segretario provinciale del PD Filippo Sacchetti reputa una “interessante opportunità” Alla proposta di un dialogo con le forze progressiste lanciata sabato dai parlamentari Sarti e Croatti (vedi notizia). Purché il Movimento 5 Stelle dia il via a una nuova fase rispetto alle vecchie logiche, quella aperta da Giuseppe Conte, e ci si confronti su priorità, merito e cose concrete. Non si accenna a candidati (il 5 Stelle parlava di una candidatura fuori dalle appartenenze politiche). Senza fare nomi, Sacchetti aggiunge: “la sfida è anche mettere in campo una cosiddetta classe dirigente da livello locale a quello parlamentare che venga misurata sul merito e per le cose concrete che fa per Rimini e non per ruoli assegnati da logiche interne ai partiti”. E “La sfida per conquistare un po’  di risorse del Pnrr ha bisogno di competenza passione e amore e impegno quotidiano  per Rimini. Meno di politici legati solo a equilibri interni”.


L’intervento di Sacchetti:

Colgo come una interessante opportunità l’intervento di Sarti e Croatti sulla disponibilità del Movimento 5 Stelle a confrontarsi con il centrosinistra per le amministrative di Rimini 2021.

Si tratta  di un processo importante, a cui diciamo essere disposti a dare seguito, col confronto e senza arroccamenti, discutendo sulle cose da fare per la città che abbiamo in comune, Rimini.

D’altra parte è stato il presidente Bonaccini già con la sua campagna elettorale prima, poi col suo governo dopo, a porre temi di merito, visione di paese e regione al centro del rapporto con le forze politiche e anche con i 5 stelle, a partire dalla responsabile regionale Piccinini.
Credo fermamente che questa sia la condizione imprescindibile, l’unica,  per stabilire una intesa con il Movimento.
Il confronto, il programma, i problemi veri e concreti che devono diventare progetti e realizzazioni. Per il centrosinistra in cui crediamo e per il Movimento 5 stelle sono convinto conti solo questo e non evocare architetture, trame alleanze tattiche politiche che davvero nessuno più vuole perché inutile e elitaria.
Del resto proprio il M5S in questa fase è dentro una sfida e davanti ad un bivio storico: o quello di lasciarsi andare a vecchie logiche interne finite con l’esasperare la logica dell “ accaparrarsi” ruoli e poltrone o viceversa quello di essere protagonista di un radicale processo di riorganizzazione interna, processo  auspicato e guidato da  Giuseppe Conte; processo che mira dichiaratamente a confrontarsi su merito e concretezza, e non altro, con il PD e il centrosinistra a livello nazionale e locale.
Così dovrà essere anche a Rimini. Nella pandemia e dopo la pandemia si sta con la pianificazione strategica, intorno alle 5 priorità della Salute, del Lavoro e dell’Economia, dell’Ambiente, dell’Educazione, della Sicurezza. Questa è la vera e sola sfida che ci deve convincere a stare da una parte precisa. E la si vince non con le alleanze ideologiche, ne col protagonismo che si cerca sui giornali ( nazionali e locali ) ma con la consapevolezza che amministrare la città in cui si vive è tra i servizi più alti e soddisfacenti possano essere svolti da donne e uomini. Aggiungo: soprattutto a Rimini, la città che ha saputo più innovare e rigenerarsi sotto ogni punto di vista forse in Italia negli ultimi anni. Su questo enorme lavoro partiamo con fiducia e consapevolezza per i prossimi 5 anni.
Il Movimento 5 Stelle può essere un compagno di viaggio, insieme ai partiti e alle forze civiche e dall’amministrazione comunale che hanno condiviso un lungo percorso. Ma con l’orgoglio e la consapevolezza di quello che si è fatto e si dovrà fare, discutendone insieme.
Anche il PD e gli alleati a Bologna e Ravenna partono dal lavoro fatto e nelle stesse condizioni dialogano positivamente con il movimento. Si può fare anche a Rimini. D’altra parte la sfida è anche mettere in campo una cosiddetta classe dirigente da livello locale a quello parlamentare che venga misurata sul merito e per le cose concrete che fa per Rimini e non per ruoli assegnati da logiche interne ai partiti.
Se Rimini e gli altri comuni se la sono cavata da soli, è perché gli interessi territoriali anche a Roma li hanno portati avanti anche i sindaci.
Ancora un altro salto e di alto profilo è quello che Rimini merita anche ai più alti livelli rappresentativi che devono sempre essere vicini ai territori, non solo quando si vota . La sfida per conquistare un po’  di risorse del Pnrr ha bisogno di competenza passione e amore e impegno quotidiano  per Rimini. Meno di politici legati solo a equilibri interni.
Credo di non sbagliare se dico che questo si aspetta Rimini e la comunità riminese dalla politica.

Chi crede in questo,  apre confronti seri di merito, senza pregiudizi e veti sui processi in corso nel centro-sinistra. Proviamoci!

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