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Casa Gallo, sabato presidio

Il Guardaroba Solidale e le nuove povertà: il peso della precarietà abitativa

In foto: la conferenza stampa di oggi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
ven 16 apr 2021 15:17 ~ ultimo agg. 15:32
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Questa mattina si è svolta la conferenza stampa promossa dal Guardaroba Solidale Madiba dal tema “Senza reddito, in precarietà abitativa e lavoratorə poveri. Il nuovo volto degli accessi al Guardaroba solidale nell’epoca del Covid19”. E’ stato fatto il punto sull’attività del guardaroba, nato nel 2015 e che anche nei mesi del covid ha reso un servizio importante alle persone in difficoltà, ma anche sulle nuove povertà che dall’attività sono emerse: il Guardaroba, che chiede agli utenti di compilare un questionario, è anche un importante osservatorio sulle emergenze sociali.

Il Guardaroba Solidale sostiene lo stato di agitazione promosso da Casa don Gallo e invita a partecipare al presidio “Parliamo della pandemia sociale e del milione di nuovi poveri” di sabato alle 11.30, in Piazza Cavour davanti al Municipio. Casa don Gallo ha contestato la richiesta da parte del Comune del pagamento delle utenze eccedenti la somma stabilita nella convenzione: un atto, spiegano i sostenitori di Casa Gallo, che non riconosce l’eccezionalità del periodo.


Come funziona il Guardaroba Solidale (approfondimento a cura di Casa Madiba):

In seguito alla chiusura dovuta al primo lockdown, risalente a marzo 2020, il Guardaroba solidale Madiba ha riaperto le sue porte ad Agosto dello stesso anno con i consueti appuntamenti del lunedì (dalle ore 15 alle 17) e del venerdì (dalle ore 9 alle ore 11).
Con la fine dell’estate e con l’arrivo della seconda ondata, è stato indispensabile riorganizzare gli spazi del Guardaroba, che attualmente si compone di:
● Area filtro: lo spazio adibito all’accoglienza delle persone dove, attraverso una scheda/questionario, cerchiamo di individuare il contesto di vita e le problematiche di ogni persona, indirizzandola, ove possibile, ai vari uffici/servizi preposti; con le persone che vengono abitualmente, si aggiorna invece di volta in volta la scheda personale, tenendo traccia di eventuali cambiamenti e novità rispetto alla condizione personale. Si tratta di attività di drop-in e bassa soglia.
● Area salute e sonno: qui vengono distribuiti kit per l’igiene personale, sacchi a pelo e coperte nuove alle persone senza fissa dimora, forniti dal Comune e dalle Unità di strada; coperte raccolte attraverso le donazioni; DPI e viene misurata la temperatura prima di accedere al piano superiore.
● Area distribuzione vestiario: l’area è divisa in tre sezioni; uomo-donna-bambino e l’area asciugamani e lenzuola. Siamo organizzate come un vero e proprio “negozio” dove le persone senza tetto o in condizione di difficoltà possono scegliere liberamente i capi e provarli. Tutto l’abbigliamento è donato dai cittadini e dalle cittadine, selezionato e mantenuto con cura dalle attiviste. C’è una forte collaborazione con il Campo Lavoro Missionario, che ci sostiene ogni qual volta abbiamo necessità per il vestiario, le scarpe, gli effetti letterecci.
A partire dall’ultima settimana di Ottobre, con l’aggravarsi della pandemia, abbiamo deciso di raccogliere più scrupolosamente i dati per studiare l’evoluzione della situazione sociale nel nostro territorio, tenendo presente che notavamo già un incremento molto significativo delle persone in precarietà abitativa, quando le persone che usufruivano normalmente dei servizi del Guardaroba Solidale Madiba, negli anni passati, erano prevalentemente senza tetto.

Accessi ultimo bimestre 2020

I dati degli accessi:

I dati relativi all’ultimo bimestre del 2020, sono molto indicativi dei cambiamenti e dell’aumento delle povertà anche nel nostro territorio.

Nelle ultime settimane del 2020 gli accessi totali sono stati 125, dal punto di vista di genere, gli uomini sono in netta maggioranza rispetto alle donne (15% del totale); notevole l’aumento da novembre a dicembre delle persone migranti (da 21 a 49 in un mese) e ancor più allarmante la crescita delle persone in precarietà abitativa ( da 15 a 44 nel giro di trenta giorni), stabile il numero dei senza tetto (33). I nuovi accessi sono stati 34, con una media di 4 utenti nuovi circa ad ogni
apertura.

gli accessi del primo trimestre 2021

Il Guardaroba Solidale nasce nel 2015 all’interno dell’occupazione abitativa del Villino Ricci, nei primi 5 anni di attività le persone che accedevano ai servizi erano prevalentemente senza tetto.
Dopo la pandemia, la situazione è notevolmente cambiata, con un aumento notevole degli ingressi, che ha comportato oltre alla riorganizzazione interna, l’attivazione di 6 nuovə attivistə.
Il primo trimestre del nuovo anno ha registrato tristi record: 369 accessi totali di cui 62 nuovi accessi; in crescita le persone migranti ( 118 solo nel mese di marzo) ma anche le persone di nazionalità italiana, stabili le persone senza tetto.
Il dato più preoccupante rimane l’aumento delle persone in precarietà abitativa (26 a fine gennaio passano a 102 a fine marzo) superando di fatto a livello di accessi le persone senza tetto. Gli stessi dati sono confermati dallə attivistə della Staffetta solidale.
Il profilo sociale della persona che si rivolge al Guardaroba Solidale è cambiato con la pandemia.
È il lavoratore impoverito, in nero, non solo straniero ma sempre di più anche di cittadinanza italiana, disoccupato e precario. Fra loro le donne sono rappresentate da badanti dell’Est, lavoratrici stagionali, casalinghe con mariti in cassa integrazione e figli in Dad da gestire. Comunque persone che, prima della pandemia, si mantenevano in equilibrio e, negli ultimi mesi, sono precipitate. In più, sono statə esclusə dai bonus simbolici, temporanei e occasionali erogati dal governo Conte e Draghi, oppure non riescono ad accedere alle pratiche per i buoni spesa e ai sostegni economici, perché dobbiamo dircelo,
abbiamo sempre più a che fare con una burocrazia escludente, che omologa i bisogni e uniforma le risposte, escludendo proprio chi ha più difficoltà perché magari è anche privo degli strumenti e dei mezzi tecnici o linguistici per accedervi.

Andamento degli accessi suddivisi per categorie di interesse

La sindemia con la quale ci stiamo confrontando da un anno a questa parte non ha prodotto nulla di nuovo ma ha piuttosto messo a nudo le insufficienze del sistema attuale.
Un sistema assistenziale e uniformante basato su contributi economici per l’affidamento di bandi e servizi del tutto inadeguati, su lavoro iperprecario, povero, senza tutele e non considerato a rischio (moltə lavoratorə si sono ammalatə durante la pandemia nei luoghi di lavoro), su standard quantitativi e gerarchizzanti dei servizi erogati (numero pasti, posti letto, docce) anziché su interventi risolutivi.
Su un sistema di welfare segmentato e gerarchizzante che non coinvolge nella maniera più ampia e inclusiva quelli che possono essere i destinatari dei sostegni.
Vi è invece la necessità e urgenza di lavorare per un Welfare inclusivo e universale, per una semplificazione degli ammortizzatori sociali e di elaborare soluzioni nuove per l’accoglienza e l’abitare, più idonee, più sostenibili e che possano rappresentare un passo avanti nel superamento della logica dell’assistenzialismo e per un pieno diritto alla città e alla vita degna per tuttə.

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