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istituzioni in piazza

25 aprile. La provincia celebra il 76° della Liberazione

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
dom 25 apr 2021 12:54 ~ ultimo agg. 26 apr 08:45
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Piazze senza cittadini, ma comunque piene di significato per la celebrazione del 76esimo anniversario della Liberazione. In ogni luogo della provincia il ricordo, l’impegno e la presenza simbolica di istituzioni, forze dell’ordine, associazioni combattentische.

Con il raduno delle massime autorità cittadine, si è svolta in Piazza Tre Martiri a Rimini – sulle note del Silenzio suonato dal Maestro Stefano Serafini – la cerimonia per le celebrazioni della Festa della Liberazione d’Italia, nel rispetto delle norme anti covid.  Dopo la posa di una corona al Monumento della Resistenza e al Monumento dei Tre Martiri, sono seguiti i saluti istituzionali da parte del Prefetto Giuseppe Forlenza, del Sindaco Andrea Gnassi e della Presidente Anpi  Silvai Zoli. Presenti alla cerimonia anche alcuni studenti in rappresentanza delle scuole superiori, che hanno collaborato alla realizzazione di un video leggendo le memorie dei partigiani scritte prima di morire.
Di seguito alcuni passaggi dell’intervento del Sindaco.
Il 25 aprile sono tutti i 25 aprile delle nostre vite e di quelle che saranno. C’è un 25 aprile per cui combattere, a cui credere, ogni giorno per ciascuno di noi. In un Comune, a scuola, sul lavoro, a casa, tra gli amici. Per questo la Festa della Liberazione non perde un briciolo della propria forza, nonostante il vuoto forzato della piazza: l’urgenza di vivere e partecipare all’affermazione della libertà, della giustizia sociale resta indispensabile come l’aria che respiriamo. E dunque possiamo farlo in qualsiasi luogo e in qualunque condizione: perché ogni giorno, se sappiamo guardare, cade di 25 aprile. Ogni mattina dobbiamo svegliarci il 25 aprile.
C’è tanto di futuro in questa bellissima iniziativa del 25 aprile 2021 a Rimini. Sono i volti dei nostri ragazzi, sono le storie dei loro coetanei di 75 anni fa morti per un ideale di democrazia e libertà, sono le parole dei nostri martiri rilette dalle giovani voci di Rimini. È uno straordinario passaggio di testimone tra una generazione e l’altra, il senso vero della parola ‘eredità’ quale cornice di valori eterni, comunitari, di civiltà e responsabilità dentro al viaggio fantastico e emozionante del leggere. Quelle dei giovani partigiani uccisi sono le ‘voci lontane, sempre presentì delle ragazze e dei ragazzi di oggi, immersi in un mondo comunque crudele in molte, troppe sue parti. Il 25 aprile ‘in DAD’ segna una cesura di una lunga vicenda che corre lungo tutta l’Italia repubblicana e, proprio nelle difficoltà, paradossalmente la rinnova perché non si interrompe il flusso del passaggio di testimone tra una generazione e l’altra.

Lo scorso anno, in una piazza Tre Martiri mai vista così vuota, le note di ‘bella Ciao’ su oltre un milione di schermi in tutta Italia ci spezzarono il cuore nello stesso momento in cui ce lo allargarono, facendolo rinascere. Quest’anno sarà lo stesso e di questa Memoria resterà per sempre memoria di comunità, grazie alla memoria e al senso vero dell’eredità civile, morale di questa città.  Ricorderemo per vivere con la schiena dritta i giorni che verranno, perché la necessità della Liberazione fa parte della natura umana. Viva il 25 aprile, viva i 25 aprile delle nostre vite. Ogni giorno svegliamoci il 25 aprile.”
Per poter ricordare, riflettere e celebrare questo passaggio fondamentale della storia e della democrazia del nostro Paese si è voluto dare la parola agli studenti di quinta classe delle scuole superiori della città, che hanno letto – in un video pubblicato alle ore 10 di questa mattina sui canali social del Comune – alcune di quelle lettere scritte dai resistenti e dai partigiani prima di essere uccisi, e che costituiscono un patrimonio etico e morale ineguagliabile lasciatoci da quel grande fenomeno che è rappresentato dalla Resistenza Italiana al nazifascismo. Nel video, ad accompagnare i ragazzi nella lettura,  un testimonial d’eccezione:  Marco Missiroli, stimato e affermato scrittore della nostra Città, vincitore del premio Strega Giovani nel 2019 e insignito nello stesso anno del Sigismondo d’Oro, che ha letto le lettere dei Tre Martiri Riminesi. Le letture sono alternate, oltre ai saluti istituzionali, anche da alcune musiche di canti della Resistenza.

Il video realizzato con la collaborazione dell’Istituto Storico e dell’ANPI di Rimini è visibile in versione integrale al seguente link  https://www.youtube.com/watch?v=Raj8RhmI0m0 ; sui social del Comune – nei vari momenti della giornata di festa – ne saranno pubblicati alcuni estratti in una versione ridotta.

 

A Santarcangelo si sono svolte questa mattina  sotto il porticato del Municipio le commemorazioni istituzionali per il 76° anniversario della Liberazione, alla presenza della sindaca Alice Parma, della presidente provinciale dell’ANPI Giusi Delvecchio, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche. Commemorazione trasmessa anche in diretta facebook, visto che non è stata possibile viverla insieme ai cittadini.

Nell’ambito dell’iniziativa dell’Anpi nazionale “Strade di Liberazione”, la sindaca e la Delvecchio hanno deposto un fiore sotto le targhe delle vie dedicate a Rino Molari, don Giovanni Minzoni e Giacomo Matteotti.

A Gemmano in occasione delle celebrazioni il sindcaco Riziero Santi ha preso l’impegno pubblico con l’Anpi AltaValconca e con i paesani di realizzare un centro di documentazione e di iniziativa culturale dedicato alla figura della gemmanese  Tina Costa,  mettendo a disposizione l‘ex chiesa di Farneto, ristrutturata e pronta all’uso. Tina Costa è stata un personaggio con una storia molto importante. In gioventù staffetta partigiana ed amica dei tre giovani martiri riminesi Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani coi quali ha vissuto quei giorni drammatici del martirio. Negli anni si e sempre dedicata, anima e corpo, ai temi dell’emancipazione e delle donne. Attiva fino agli ultimi giorni di vita nel ruolo di dirigente nazionale Anpi è scomparsa di recente a Roma ricevendo il cordoglio del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

 

Misano Adriatico ha commemorato il 76° Anniversario della Liberazione d’Italia con la deposizione di corone d’alloro nei luoghi simbolo: al Monumento ai Caduti di Misano Monte, in piazzetta Matatia a Misano Adriatico e al monumento davanti al Palazzo Comunale. Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Fabrizio Piccioni e il Presidente dell’ANPI misanese, Nicola Semprini.

 

Qui di seguito i messaggi che il Sindaco Piccioni e il Presidente Semprini inviano ai cittadini di Misano Adriatico.

Il 25 aprile è una di quelle giornate che hanno il grande valore di unire la gente. Assistiamo in ognuno di questi appuntamenti, così significativi nel corso dell’anno, al tentativo divisivo di sminuirne il valore, di attenuarne o deviarne il significato. La libertà di poter agire in questo modo è nell’impianto democratico che il nostro Paese garantisce.

Sono convinto ci sia quindi un motivo in più per raccoglierci in una profonda riflessione. Quel mercoledì 25 aprile del 1945 fissa un punto cardine della democrazia che oggi garantisce libertà di pensiero e di espressione dei propri valori.

76 anni fa l’Italia uscì, con un costo enorme, dall’oppressione di chi non voleva che la gente fosse libera di sapere, fare o pensare. Nei decenni a seguire il nostro Paese ha fatto altri passi verso una piena democrazia, taluni li ha fatti con grave ritardo. Ne mancano altri: ci stiamo rendendo conto quanto, ad esempio, ci sia ancora da fare per garantire alle donne reali pari opportunità e quanta strada occorra ancora fare per contrastare le discriminazioni di ogni genere.

Come lo scorso anno, per i motivi che ben sappiamo e legati al contrasto dei contagi, non è stato possibile festeggiare insieme il 25 aprile, Festa della Liberazione d’Italia. Da quando sono Sindaco non mi è stato ancora possibile farlo insieme ai miei concittadini.

Nel deporre le corone d’alloro davanti ai luoghi della città che sono simbolo di una conquista fondamentale, ho voluto trasmettere a tutti i misanesi l’incoraggiamento a proseguire con impegno e responsabilità, ma soprattutto insieme, il cammino verso la democrazia piena, all’insegna di solidarietà e vicinanza ai bisogni che la pandemia ha brutalmente scoperchiato.

Fabrizio Piccioni, Sindaco di Misano Adriatico

Cari cittadini,

anche quest’anno non potremo festeggiare e celebrare tutti insieme in piazza la nostra festa, il 25 Aprile, la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, ma questo non significa che non ricorderemo in maniera adeguata questa storica data, il giorno che ha segnato la fine delle sofferenze causate dal ventennio di dittatura fascista e dai cinque tragici anni della seconda guerra mondiale, e tutte le donne e tutti gli uomini che, con la loro lotta e il loro sacrificio, ci hanno donato la libertà e la democrazia.

E lo possiamo fare, ad esempio, deponendo un fiore sotto le targhe nelle vie e nelle piazze che sono dedicate o intitolate ad antifascisti e partigiani.

Questo è solo uno dei tanti modi per tenere viva la memoria delle donne e degli uomini che si sono ribellati al fascismo e all’orrore della guerra ed hanno combattuto e sono caduti per la libertà. Ed insieme a loro è giusto e doveroso ricordare chi, dopo la Resistenza, ha guidato il nostro Paese nella sua ricostruzione civile e morale, e ci ha lasciato l’eredità più importante della Lotta di Liberazione: la libertà, la democrazia e tutti gli altri diritti sanciti indelebilmente nella nostra Costituzione.

Anche in questo momento molto difficile per il nostro Paese è necessaria una nuova primavera, una ricostruzione nel segno della giustizia sociale, dell’equità e dell’unità del Paese, dopo questo lungo inverno che dura ormai da più di un anno.

Un 25 Aprile, quindi, che ci conduca ad una nuova stagione di speranza, da vivere come se ogni giorno fosse il 25 Aprile: difendendo ed espandendo la libertà, la democrazia e la pace conquistate da pochi, ma che sono per tutti.

W il 25 Aprile

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W l’Italia

Nicola Semprini, Presidente Anpi Misano Adriatico

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