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l'emergenza non è finita

Temperature basse e mareggiate, salvate diverse tartarughe in difficoltà

In foto: una delle tartarughe salvate negli ultimi giorni
di Redazione   
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mar 23 mar 2021 18:51
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Nei giorni scorsi, a causa dell’abbassamento delle temperature e delle mareggiate che hanno colpito le coste emiliano romagnole e marchigiane, sono state numerose le tartarughe marine in difficoltà recuperate. Essendo animali vulnerabili all’abbassamento della temperatura, a seguito del quale sviluppano una sindrome chiamata cold stunning, che ne può causarne la morte se non si interviene immediatamente, sono cinque gli esemplari per i quali la Fondazione Cetacea è stata contattata da domenica ad oggi, e per i quali ha proceduto con il recupero e l’ospedalizzazione in un Centro di Recupero Cura e Riabilitazione di Riccione.

Fondazione Cetacea Onlus, che ha la deroga ministeriale alla manipolazione, recupero e cura delle tartarughe marine lungo tutte le coste di Emilia Romagna e Marche, negli ultimi giorni aveva fatto un appello tramite mezzo stampa avvisando quanti, per ragioni sportive o di attività motoria si trovassero in spiaggia, a controllare la presenza di eventuali esemplari di tartaruga marina in difficoltà. Al contempo era stata organizzata un’attività di pattugliamento da parte dei volontari che negli ultimi giorni hanno battuto i bagnasciuga di diversi comuni della costa. Michela, la piccolissima tartaruga recuperata in mattinata a Fano, località Fosso Sejore, è stata proprio individuata da un volontario in pattugliamento. Grazie a questo avvistamento tempestivo, la tartaruga è stata portata ancora in vita al Centro di recupero. Un recupero è avvenuto anche a Rimini, per l’esattezza domenica a Rivabella.

“Restiamo in allerta per le prossime ore – dice il personale di Fondazione Cetacea -. Un ringraziamento speciale va ai volontari che hanno pattugliato le spiagge in questi giorni e che continueranno a farlo, e che hanno fatto “la staffetta” per far arrivare rapidamente gli esemplari al nostro Centro. L’emergenza purtroppo non è finita”.