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Centro per le famiglie

Non più non ancora. Intervista a Maria Grazia Contini e Paolo Marzoni

di Silvia Sanchini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 10 mar 2021 12:18 ~ ultimo agg. 17 mar 18:05
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Non più, non ancora”: un’efficace espressione scelta per narrare il tempo della pre-adolescenza e che è anche il titolo del documentario a cura di Mariagrazia Contini, Paolo Marzoni e Vito Palmieri. Amore, scuola, sensibilità, rapporto con il proprio corpo, bullismo. Ma anche internet, la famiglia, il futuro e l’amicizia. Uno sguardo sulla pre-adolescenza, attraverso la voce dei suoi protagonisti. Gli autori hanno messo a disposizione di genitori, educatori, insegnanti e ragazzi stessi questo documentario per alcune settimane, il Centro per le famiglie ha poi organizzato un incontro-dibattito, offrendo l’opportunità di incontrare gli autori lo scorso 21 gennaio nell’ambito del ciclo “Adolescenti e genitori: l’alfabeto del crescere”. Sono emersi tanti spunti di riflessione interessanti.

Maria Grazia ContiniProfessoressa Contini, come è nata l’idea di realizzare questo documentario?

Cercavo un modo per raccontare la pre-adolescenza che fosse diverso dai soliti libri che scrivo, volevo che i ragazzi potessero portare il loro punto di vista e costruire una loro vera e propria narrazione. Troppo spesso rubiamo loro l’infanzia adultizzandoli o precocizzandoli, non permettendo loro di esprimere spontaneamente il proprio punto di vista. Così ho deciso di dare loro la parola: abbiamo intervistato 120 ragazzi e ragazze pre-adolescenti, da nord a sud, con esperienze e storie molto diverse tra loro. La pre-adolescenza è spesso connotata da noi adulti in modo negativo tanto che descriviamo questi ragazzi per quello che “non” sono. Mi sembrava ingiusto e volevo poterli raccontare per quello che sono, con interesse e senza giudicarli.

Quali tematiche sono emerse con maggiore insistenza?

I ragazzi ci chiedono soprattutto di poter costruire relazioni buone. Hanno bisogno di noi adulti, qualcuno che sappia essere al loro fianco anche nei momenti di maggiore difficoltà e sfiducia. Hanno bisogno di non vederci crollare in un momento della loro vita così delicato e di cambiamento. Noi adulti non possiamo impedire la sofferenza dei ragazzi ma possiamo invitarli ad avere fiducia, a non scoraggiarsi, possiamo prendere sul serio il loro dolore e interessarci a loro in modo autentico, senza giudizi, senza cedere. Serve stare dentro le difficoltà, perché fanno parte della vita e aiutano a crescere e maturare. Per loro allontanarsi dal nucleo protettivo della famiglia è faticoso, dobbiamo avere comprensione della difficoltà che stanno attraversando. Un altro tema fondamentale che emerge è quello dell’amicizia: il gruppo dei pari è di vitale importanza per i ragazzi, ma purtroppo scoprono presto che l’amico può essere anche colui che ti tradisce o ti bullizza. Abbiamo raccolto molte testimonianze di sofferenza, ma nonostante tutto il rapporto con chi è al di fuori della cerchia familiare è per loro importantissimo. Anche in questo momento i ragazzi più che della scuola in sé – su cui sono spesso molto critici – sentono nostalgia delle relazioni che vivono a scuola.

Paolo MarzoniPaolo Marzoni, dal punto di vista tecnico come è stato realizzato questo lavoro?

Non ci sono solo interviste condotte dai professionisti, ma abbiamo consegnato anche a ciascun ragazzo intervistato un “Manuale del piccolo regista” scritto insieme a Christian Poli. Abbiamo chiesto loro di riprendersi con i loro telefonini per raccontare se stessi e i propri amici, e proposto loro di immaginare il regista come un esploratore, che scopre mondi e sentimenti nuovi. E in effetti per certi versi i ragazzi ci hanno profondamente stupito: per esempio il loro senso di protezione nei confronti degli adulti e dei loro genitori in particolare mi ha commosso, hanno mostrato grande maturità. Volevamo che i ragazzi si sentissero liberi di raccontarsi, anche senza l’intermediazione degli adulti. Per molti di loro rivedersi nel documentario è stata un’esperienza incredibile: ci hanno raccontato di essersi sentiti meno soli, di aver trovato altre storie in cui riconoscersi e quindi di essersi sentiti più forti.

Il video si conclude con una frase che sintetizza benissimo il miglior approccio a questa fase di vita, invitando noi adulti a uno sguardo benevolo: “Siamo abituati a definirli in negativo: non più piccoli, non ancora grandi. Ma ascoltando le loro narrazioni, guardando i loro video, possiamo intravedere la ricchezza e la complessità di ciò che sono e imparare a rivolgere loro uno sguardo d’amore”.

Per continuare a riflettere insieme su questi temi l’appuntamento con il Centro per le Famiglie è per martedì 16 marzo ore 20,45. Una serata dal titolo: “Adolescenti on-life: crescere nella società di internet e del narcisismo” che sarà guidata da Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, e Martina Socrate, web creator e star di TikTok.

Di seguito il link per collegarsi tramite piattaforma Cisco Webex: https://ilmillepiedi-coop-soc-rimini.webex.com/ilmillepiedi-coop-soc-rimini-it/j.php?MTID=m7f15b5695e4adff91ef50ed719ef2cdd

Il link sarà comunque anche disponibile sulla pagina Facebook: @centrofamigliecomunerimini qualche giorno prima dell’evento.

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