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L'appello del presidente

Indino (Confcommercio): non può essere lockdown solo per qualcuno

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 mar 2021 15:47
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Se vogliamo accorciare i tempi per la ripartenza, bisogna che i sacrifici si facciano tutti insieme, senza acuire diversità e conflitti“. Lo scrive il presidente della Confcommercio riminese Gianni Indino evidenziando come l’attuale zona rossa finisca per penalizzare solo alcune attività come abbigliamento e calzature, gioiellieri, mobilifici, estetisti e parrucchieri che non hanno pericolosità più elevate di altre che invece restano aperte. Indino chiede di non fare “figli e figliastri, indicando economie di serie A e di serie B, facendo crollare interi settori economici, il terziario in primis, e tutelandone altri. Dove sta la ratio in questo provvedimento? Ma soprattutto: dove andava tutta questa gente stamattina con l’intera Romagna in zona rossa?”.

L’intervento di Gianni Indino

La Romagna è entrata in zona rossa e stamattina la prima domanda me la sono fatta guardando fuori dalla finestra: dove va tutta questa gente, che siamo in zona rossa? La risposta non l’ho trovata – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -, ma un concetto mi torna in mente da quando ho chiuso la finestra: se da oggi è lockdown fino al 21 marzo, non può esserlo solo per qualcuno. Non può essere lockdown solo per alcune attività, che si racchiudono in pochissime categorie, come ad esempio parte dei negozi di abbigliamento e calzature, gioiellieri, mobilifici, estetisti e parrucchieri. Non può esserlo, perché nessuna di queste categorie ha mostrato una particolare propensione al diffondersi del contagio e nessuna genera particolari flussi. Dove stanno gli elementi di pericolosità quando queste categorie economiche in un anno durissimo e controverso hanno comunque dimostrato di poter lavorare con ingressi contingentati, appuntamenti, dispositivi di protezione e sanificazioni, seguendo scrupolosamente i protocolli?

Così facendo si dà solamente una bella spinta al commercio on-line, tra i pochissimi settori che ha incrementato il proprio fatturato nel 2020, mentre nelle nostre città alla crisi terribile in cui versano i pubblici esercizi ora si aggiunge il nuovo giro di vite di un provvedimento feroce, che andrà ad infierire su tante attività commerciali che hanno già sopportato di tutto. A questo punto non c’è un comparto del terziario che non sia colpito dalle restrizioni. Se non ci saranno subito altri risarcimenti, veloci e sostanziali, la tenuta del sistema è appesa ad un filo. Così come la vita dei centri cittadini e delle vie commerciali.

Se vogliamo accorciare i tempi di recupero, di ripartenza, bisogna che i sacrifici si facciano tutti insieme, senza acuire diversità e conflitti facendo figli e figliastri, indicando economie di serie A e di serie B, facendo crollare interi settori economici, il terziario in primis, e tutelandone altri. Dove sta la ratio in questo provvedimento? Ma soprattutto: dove andava tutta questa gente stamattina con l’intera Romagna in zona rossa?”.

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di Andrea Polazzi