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Fototrappole contro abbandono rifiuti. In due mesi sei sanzioni

In foto: rifiuti abbandonati
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 23 mar 2021 15:31
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Sono posizionate vicino ai cassonetti della raccolta differenziata e quando si attivano mediante rilevatori di movimento, iniziano a scattare delle foto. Un meccanismo che nei primi 2 mesi del 2021 ha permesso a Rimini di scoprire sei persone che conferivano in modo scorretto i rifiuti. I sei dispositivi vengono spostati in modo da presidiare più parti del territorio comunale, anche seguendo le segnalazioni de cittadini.
Le sanzioni vanno da 52 a 300 euro a seconda del tipo di violazione: dal mancato conferimento nei contenitori all’uso del cassonetto sbagliato fino all’errato conferimento di rifiuti pericolosie al danneggiamento dei cassonetti.  Sono in tutto 29 i casi di violazione e gli articoli contemplati dal regolamento regionale che possono essere contestati. All’opera per contrastare i comportamenti errati anche le Guardie Ecologiche Volontarie che spesso fanno vere indagini per risalire al proprietario del sacchetto incriminato. La multa viene poi sempre comminata e  notificata dalla Polizia Locale.
Le Fotocamere sono in grado di fare foto a colori di giorno e in bianco e nero di notte anche in caso di assenza totale di illuminazione e inviando un sms di allarme nel caso di tentativi di manomissione.

L’abbandono dei rifiuti è un gesto di offesa all’ambiente – sottolinea l’assessore all’Ambiente Anna Montini –, al decoro e alla città. La mancata correttezza della differenziazione di plastica, carta, vetro e rifiuti organici, o per pigrizia o per superficialità, come pure l’abbandono dei rifiuti a terra rappresentano una mancanza di rispetto verso la stragrande maggioranza dei riminesi, i quali si impegnano ogni giorno affinché la raccolta differenziata possa essere una risorsa e anche, in generale, per un corretto conferimento dei rifiuti. Queste nuove tecnologie, come pure la collaborazione con il gestore dei rifiuti e le Guardie ecologiche,  ci consentono di attivare un sistema di controllo mirato e diffuso sul territorio che vuole essere un deterrente nei confronti di chi pensa che queste azioni scorrette possano restare impunite e, peggio ancora, tollerate”.

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