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Donne FIPE

Denuncia di violenza con un cocktail. Un progetto coordinato da una riminese

In foto: il gruppo donne Fipe-Confcommercio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 10 mar 2021 13:11
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C’è una imprenditrice riminese a capo del progetto del Gruppo Donne FIPE-Confcommercio contro la violenza di genere. Si tratta di Alessandra Della Torre, consigliera di FIPE provincia di Rimini e del Gruppo Donne FIPE. L’idea parte dal ruolo sociale che hanno e possono avere i pubblici esercizi che sono testimoni, più o meno consapevoli, della vita delle persone e con essa delle storie, degli spaccati, dei racconti quotidiani. Si sta pensando anche a mettere nei menù di bar e ristoranti un cocktail dedicato che, se ordinato, possa essere il segnale di un disagio.

Ci stiamo lavorando insieme al Ministero dell’Interno e al Dipartimento Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – spiega Della Torre con i quali abbiamo già portato avanti diversi incontri. L’idea, nata lo scorso novembre in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, si è sviluppata e nelle prossime settimane si tradurrà in un Protocollo d’intesa e in un road show per presentare e avviare alcune iniziative concrete. I casi di cronaca, infatti, ci raccontano di donne in fuga dai loro aguzzini che trovano rifugio nei bar o nei ristoranti aperti e di attenzioni eccessive e tutt’altro che ricambiate da parte di clienti insistenti. Per questo vogliamo contribuire a trasformare la capillare rete dei locali italiani in un vero e proprio sistema in cui trovino spazio prevenzione e contenimento della violenza sulle donne. Una violenza che troppo spesso finisce per incrociare in maniera diretta o indiretta i locali italiani. È essenziale che chi si trova a vivere queste situazioni sia formato e preparato ad affrontarle al meglio, a riconoscere i segnali di pericolo e a reagire di conseguenza. Per questo stiamo pensando anche ad un cocktail speciale che, se ordinato, sarà come la segnalazione di un disagio che si tradurrà in una richiesta di intervento delle forze dell’ordine. Vogliamo mettere in campo tutti gli strumenti che abbiamo per dare il via ad una rivoluzione che è prima di tutto culturale, in particolare in questo momento di pandemia che vede le donne ancora più fragili in casa e nel mondo del lavoro”.

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