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Il caso dell'hotel Smart

Criminalità. Tosi: servono soldi per gestire immobili tolti alla mafia

In foto: il sindaco Renata Tosi
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 22 mar 2021 17:26 ~ ultimo agg. 17:32
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Il sindaco di Riccione Renata Tosi non interviene in merito alle polemiche sulla sua assenza alla firma del protocollo per l’istituzione dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata (vedi notizia) ma chiede che proprio quest’ultimo si faccia promotore di misure concrete che restituiscano alle comunità il maltolto, “altrimenti rischia di rimanere solo una foto in una bella cornice“. Il sindaco mette sul piatto, a titolo di esempio, il caso dell’hotel Smart. “Cosa facciamo – dice – di uno stabile di 7 piani, sequestrato e confiscato alla mafia, assegnato al Comune ma che per legge non si può vendere e che per riqualificare servirebbero 3 milioni di euro dei riccionesi? La nostra proposta è quella di abbatterlo per creare parcheggi pubblici. I proventi andrebbero nei fondi destinati al sociale, e quello che oggi è solo un costo diventerebbe di utilità per la comunità come già avviene per un’altra area confiscata, il parcheggio da oltre 30 posti auto, tra viale Tasso e viale Paisiello“. La Tosi, rivolgendosi al presidente della Regione Bonaccini, chiede “misure concrete a favore dei territori che hanno il diritto di riappropriarsi dei beni della criminalità organizzata, uscendo così dagli sterili slogan commemorativi o enunciati di futuri comportamenti virtuosi“.

La nota di Renata Tosi, sindaco di Riccione

“L’Osservatorio sulla criminalità organizzata deve farsi promotore di misure concrete che restituiscano alle comunità il maltolto, altrimenti rischia di rimanere solo una foto in una bella cornice. Punto fondamentale è la gestione dei beni confiscati alla mafia e passati ai Comuni che troppo spesso rischiano di rimanere inutilizzati, diventando solo un costo per la città. Insomma dopo il danno prodotto dall’economia mafiosa anche la beffa dei costi sulle spalle dei cittadini. Al presidente Stefano Bonaccini, che in questi giorni si è fatto promotore di iniziative per la cultura della legalità contro le mafie, chiediamo come amministrazione comunale di Riccione – un’amministrazione che ha sempre avuto un ruolo attivo nell’Osservatorio sulla criminalità organizzata – risposte concrete proprio per onorare quelle stesse vittime delle mafie ricordate il 21 marzo.

Cosa facciamo dell’Hotel Smart, uno stabile di 7 piani, sequestrato e confiscato alla mafia, assegnato al Comune ma che per legge non si può vendere e che per riqualificare servirebbero 3 milioni di euro dei riccionesi? La nostra proposta è quella di abbatterlo per creare parcheggi pubblici. I proventi andrebbero nei fondi destinati al sociale, e quello che oggi è solo un costo diventerebbe di utilità per la comunità come già avviene per un’altra area confiscata, il parcheggio da oltre 30 posti auto, tra viale Tasso e viale Paisiello. L’hotel Smart rientra nel patrimonio indisponibile del Comune quindi non può essere venduto. Potrebbe invece essere abbattuto cosicché l’area venga restituita in una veste decisamente più utile. Anche l’evidenza pubblica per l’affidamento in gestione proposta dal Comune di Riccione 2 anni fa non aveva dato frutto. Oggi a Riccione, come in tutta la provincia di Rimini dove vi è una discreta consistenza di beni confiscati, c’è l’esigenza di misure concrete a favore dei territori che hanno il diritto di riappropriarsi dei beni della criminalità organizzata, uscendo così dagli sterili slogan commemorativi o enunciati di futuri comportamenti virtuosi”.