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Dopo interrogazione minoranza

Comitato Antenna Coriano: nuovi elementi su responsabilità Amministrazione

In foto: l'antenna
di Redazione   
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dom 14 mar 2021 08:31 ~ ultimo agg. 09:15
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Il Comitato contro l’antenna di Coriano interviene alla luce delle informazioni scaturite dall’interrogazione della minoranza consiliare presentata in Consiglio comunale il 9 marzo scorso.

“Viene a galla che la signora Spinelli ha proposto a Windtre di rimettere l’antenna al parcheggio della Conad previo acquisto da parte del Comune del terreno di proprietà privata, dopo che per mesi ci ha detto che la ragione per cui era intervenuta era la vicinanza della Scuola elementare. Non risulta che nel frattempo le Scuole Favini siano state spostate altrove. Sacrosante a Febbraio, sacrificabili a Dicembre, quando il cerchio si stringe e la Soprintendenza fa capire che andrà fino in fondo?

Viene a galla dunque che la Soprintendenza fa sul serio e ha avviato un procedimento di verifica di legittimità dell’opera notificando anche alla Procura la situazione.

Le Belle Arti di Ravenna, dopo aver contestato al Comune di Coriano di non aver presentato alcuna richiesta di parere o autorizzazione e di non aver tenuto conto del vincolo architettonico che insiste sul Cimitero Comunale in ragione della sua antichità, vincolo che renderebbe illegittima la cessione a qualsiasi titolo di quella porzione di terreno a ridosso delle mura di cinta del camposanto, hanno annunciato al Comune di Coriano un provvedimento per il quale, entro 180 giorni dal ricevimento dello stesso, il Comune dovrà procedere allo smontaggio dell’antenna e al ripristino dei luoghi così com’erano. A spese del Comune? La logica dice proprio di sì.

Viene a galla infine che Windtre ha già fatto sapere al Comune che per spostare l’antenna dovrà essere risarcita di circa 107.000 euro. Abbiamo il dubbio per altro che sia una cifra quantificata prima del montaggio dell’antenna. A quella somma quindi potrebbero aggiungersi altre diverse migliaia di euro, tutti costi a carico del contribuente naturalmente”

E ancora: “Avevamo dunque ragione noi che per mesi, fino ancora alla pseudo assemblea del 2 dicembre, abbiamo invocato il dovere dell’Amministrazione di rispettare l’Articolo 9 della Costituzione, ovvero quello di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico.
Abbiamo avuto ragione noi a fornire alla Soprintendenza tutte le informazioni in nostro possesso affinché indagasse a fondo”. Conclusione con richiesta di dimissioni al sindaco.

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