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Numeri da zona rossa

Carradori (Ausl): i ricoveri sono passati in una settimana da 434 a 522 in Romagna

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 7 mar 2021 10:24 ~ ultimo agg. 11:26
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Perché la Romagna è in zona rossa? Sono i numeri a spiegarlo: in una settimana i ricoveri in reparto sono passati da 434 a 522 (+20%) e quelli in terapia intensiva da 24 a 40 (+67%), l’incidenza di nuovi casi ogni 100.000 abitanti è di 873 (con il Rubicone sopra i mille, 943 a Cesena, 677 a Forlì e Rimini a 873), nelle scuole infine i focolai attivi dall’8 febbraio all’1 marzo sono passati da 81 a 159 (+96%). Numeri messi nero su bianco dal direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, nel corso del dialogo in diretta con il deputato romagnolo Marco Di Maio e il prof. Claudio Vicini, trasmesso sulla pagina Facebook del parlamentare. “Capisco che siano decisioni molto difficili, anzi secondo me le chiusure vanno centellinate e mirate – ha detto Carradori -, perchè hanno comunque un effetto sulla salute. Tuttavia i contagi hanno avuto un’esplosione nell’ultima settimana, con un incremento di casi positivi oltre il 50% e questa situazione riguarda tutti gli ambiti territoriali“.
Il tasso di incidenza è cresciuto del 37% in Romagna, con un picco del 55% a Cesena e del 50% a Forlì solo nell’ultima settimana – ha fatto notare il direttore -. Nel panorama regionale siamo coloro che soffrono meno per l’occupazione di posti letto, ma i posti occupati in terapia intensiva sono aumentati del 67% in una settimana, da 24 a 40. Ne abbiamo un centinaio in tutto e vanno protetti se vogliamo usarli anche per altre patologie“. Per quanto riguarda i posti in reparto l’Ausl ha dovuto ricominciare a convertire i letti previste per altre patologie.
Analizzando le fasce d’età balza all’occhio l’impatto positivi del vaccino. “Abbiamo un crollo del 70% tra gli over80 dall’inizio delle vaccinazioni– ha segnalato Carradori- come percentuale tra i positivi siamo al 16% contro il 26% dei mesi scorsi. Tra i sanitari i contagi si sono ridotti di cinque volte“. A fare da contraltare, “un aumento di oltre il 50% negli under 19. I focolai attivi nelle scuole dall’8 febbraio all’1 marzo sono passati da 81 a 159 con un aumento del 96%. Si sono invece ridotti di oltre sei volte i focolai nelle strutture residenziali per anziani“.
E’ fondamentale fare chiarezza in un momento come questo – ha detto l’onorevole Marco Di Maio – e piuttosto che esercitarsi in inutili polemiche, chi ha ruoli istituzionali dovrebbe farsi parte attiva per diffondere informazioni su ciò che è stato deciso e contribuire a dare elementi ai cittadini per capire cosa sta succedendo“.

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