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obiettivo 2024

Rimini capitale della cultura. La candidatura diventa ufficiale

In foto: la candidatura ufficiale al teatro Galli
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 17 feb 2021 15:22 ~ ultimo agg. 18 feb 16:37
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Al teatro Galli, luogo simbolo della rinascita è partito ufficialmente il cammino della candidatura di Rimini a capitale della cultura 2024. Un percorso che non sarà semplice ma la città può mettere in campo le tante declinazioni che in duemila anni di storia ha avuto la parola cultura: ospitalità, umanità, recupero della storia e delle sue bellezze. “Noi siamo la provincia universale – ha detto il sindaco Andrea Gnassi -. Rimini è una grande piazza delle relazioni, Rimini è umana questa è una buona carta per vincere. Dobbiamo evitare il provincialismo del dibattito tra noi, perché saremo valutati da persone esterne a cui saremo chiamati a dire chi siamo e quale il sogno sul nostro futuro. E’ importante il percorso che faremo in questo tempo come comunità oltre al traguardo che speriamo di raggiungere. Siamo dentro una dinamica di crescita. La cultura è stata negli ultimi anni messa al centro della visione del futuro di Rimini, è entrata a far parte del dibattito anche popolare, una cosa che fino a dieci anni fa era inimmaginabile. Non si tratta solo di grandi investimenti sul software culturale ma l’idea condivisa che la cultura non è un orpello, un elemento laterale, ma al centro dell’idea di comunità. Siamo usciti dal mito della città tutta nuova, nata nel dopoguerra dopo le centinaia di bombardamenti che avevano distrutto tutto. La città nuova ha portato ricchezza ma per tanti anni ci ha anche privati del legame con le radici culturali del passato che ora, finalmente, abbiamo recuperato. La traiettoria è segnata, per questo possiamo essere ambiziosi, ambire a questo riconoscimento. Rimini è contemporaneo storico, che non è un ossimoro perchè siamo noi“.

Una lode alla città ricca di passione quella del sindaco a sostegno della candidatura che trova il pieno appoggio dei due Sigismondo d’Oro Piero Meldini e i ragazzi del festival Mare di Libri, rappresentati dalla passione della diciottenne Federica Guidi, della Diocesi di Rimini, della provincia e della Regione.

Rimini – ha detto il vescovo Monsignor Francesco Lambiasiè la sua multiculturalita, è crocevia per eccellenza, città che rinasce continuamente,  che ha imparato a rinascere nella strada dell’umanità. Il Cristianesimo qui ha dato contributo di grande umanità. Auguro che questo ambito riconoscimento sia lievito di futuro. Fede e ragione non si guardano in cagnesco, ma camminano insieme”

Per Alice Parma, sindaco di Santarcangelo e rappresentante per la provincia: “Rimini ha immagine collettiva che non è solo del capoluogo ma dell’intero territorio provinciale. È risposta alla pandemia, è un ridisegnare le nostre città come interpretazione del futuro. Questo che intraprendiamo è un percorso a cui tutti i comuni possano partecipare con le loro peculiarità. Attorno alla piazza di Rimini proviamo ad incontrarci tutti”

Questa candidatura ha l’appoggio pieno della Regione – ha affermato Mauro Felicori, assessore Cultura Emilia-Romagna -. Va trasmessa alle commissioni la grande passione che qui oggi trovo per una città e per il sogno di una città. Una città non è veramente globale se non è culturale. L’ambizione di Rimini è grande ricchezza per tutta la regione e sarei felice, visto che abbiamo il doppio nome che dopo Parma, città dell’Emilia, il riconoscimento arrivasse anche per una città della Romagna”.

Non è cosa per tutti i giovani – dice Federica di Mare di Librivivere una città con tanta bellezza. Per anni abbiamo guardato cantieri e deviazioni, ora abbiamo capito il valore di questo cambiamento. Come Mare di Libri sosteniamo appieno questa candidatura”.

Per Piero Meldini in videoconferenza: la prima cultura su cui Rimini è imbattibile e l’ospitalità che per gli antichi definiva la differenza tra popoli civili e barbari. Rimini – ha detto – è già stata capitale della cultura al tempo di Sigismondo Pandolfo Malatesta, culla dell’Umanesimo con Leon Battista Alberti”. Ha poi citato Fellini il cui immaginario ha avuto un doppio volto: essere nutrito da Rimini e nutrire Rimini.

Merito dell’intuizione sulle possibilità di Rimini è del giornalista Rai Giorgio Tonelli. Alcune sue righe di riflessione hanno portato, nel giro di poche settimane, ad esplorare concretamente l’ipotesi della candidatura che oggi diventa realtà. “Il primo pensiero – spiega Tonellil’ho avuto nel 2018 quando andai a Parma a fare un servizio sull’essere diventata capitale della cultura 2020. Mi sono detto perché non Rimini? Poi l’idea è rimasta per un po’ nel cassetto fino a quando ho saputo del riconoscimento 2022 per Procida e ho pensato che era giunto il tempo per Rimini che ha mostrato una grande capacità di trasformazione e di idea di futuro“.