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lunedì 18 ottobre 2021
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Il dopogara

Forlì-Rimini 0-1: Angelini parla di episodi, Mastronicola cita Conte

di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
mer 24 feb 2021 16:47 ~ ultimo agg. 25 feb 16:36
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Il Rimini trionfa nel derby del “Morgagni” con il Forlì. 1-0 con gol partita di Vuthaj.

Il primo a presentarsi in sala stampa è l’allenatore del Forlì, Beppe Angelini: “Devo giudicare il risultato o la prestazione? La prestazione, per come siamo messi in questo momento, è stata buona, solo che purtroppo gli episodi cambiano le partite. Avevamo in mano il gioco, poi su un rilancio lungo abbiamo fatto un’ingenuità e abbiamo preso gol. Se poi oltre alle difficoltà che abbiamo noi anche l’arbitro non ci dà i rigori, si fa dura. Nel secondo tempo siamo calati perché stiamo giocando di continuo, i cambi non hanno portato i frutti che pensavo potessero portare, poi era più facile per loro perché la partita la stavano vincendo loro. Noi facciamo fatica a recuperare le partite. Gli episodi nel calcio fanno la differenza”.

Perché ha sostituito Gasperoni? “Era stanco, non ne aveva più e rischiava di farsi male – risponde Angelini -. Poi mercoledì giochiamo, domenica giochiamo, mercoledì giochiamo… Pozzebon è entrato bene. È un momento che ci gira così: i ragazzi hanno bisogno di liberare la testa. Nelle ultime due partite ci hanno condannato episodi dovuti a errori clamorosi nostri e dell’arbitro, e così diventa difficile”.

Sul cambio di Ferrante. “Non posso giocare con quattro attaccanti. Con la Correggese ho fatto bene, oggi non è andata bene. Abbiamo tante partite, gli infortuni, la squadra non è al completo e stiamo pagando questa cosa. Dovremmo avere un po’ più di cattiveria agonistica, però in questa squadra non c’è. E non è che quella la vai a comprare”.

Visto che siamo già nel girone di ritorno, dove si possono collocare in classifica secondo lei Forlì e Rimini? “Noi in questo momento, anche se dovessimo recuperare tutti gli uomini, ormai cominciamo ad essere in ritardo, non c’è il tempo per recuperare. Con le difficoltà che abbiamo possiamo solo arrivare a fare un campionato di metà classifica, non possiamo ambire ad altro. Il Rimini non lo so, non credo possa ambire a vincere il campionato in questo momento. Poi nel calcio non si sa mai, però se uno vuole essere realista… Anche perché quelle davanti corrono, anche se è un campionato strano. Le uniche due squadre che hanno qualcosa in più secondo me sono Aglianese e Fiorenzuola, le altre sono troppo instabili. Questo è un campionato in cui o giochi per vincere o per salvarti perché non puoi avere altri obiettivi. Bisogna programmare e fare il meglio che si può, per poi valutare in prospettiva prossimo anno. Secondo me le partite da qui alla fine devono servire a quello”.

La tesi di Angelini. “Purtroppo questo è un campionato in cui meno giochi a calcio e meglio è. Se uno guarda la partita oggi l’abbiamo fatta noi, il Rimini si è difeso ed è ripartito. E tutte le domeniche è così. Noi abbiamo provato a giocare, a fare la partita, e quello in questo momento essendo un po’ stanchi, avendo un po’ di problemi, e con gli episodi che ci vengono anche contro ci sta penalizzando. Però ci vuole anche la mentalità per giocare in un altro modo. La prima mezzora io non pensavo di prendere gol, anche perché loro buttavano via la palla. Nel secondo tempo sulle ripartenze non siamo stati bravi, perché stavamo perdendo, dovevamo recuperare la partita. Lì mentalmente abbiamo sbagliato. Però se l’arbitro ci dà il rigore e finisce 1-1 il primo tempo non andiamo allo sbaraglio. Magari le partite cambiano”.

Tocca poi ad Alessandro Mastronicola, allenatore del Rimini. “Facile no. Sapevamo che per noi era tutto complicato per mille motivi, una complicazione in più era dover affrontare il Forlì. Dovevamo fare una gara di attesa e di sacrificio, non potevamo fare altro. Non dovevamo farci condizionare da nessun errore. L’abbiamo sbloccata e abbiamo continuato ad affrontarla così. Le occasioni le abbiamo avute, non erano costruire ma le abbiamo avute. Avremmo potuto fare due-tre gol, poi come avevamo creato le occasioni non mi interessa”.

Il Rimini ha sentito aria di derby e ha bissato la vittoria dell’andata. “Sicuramente il derby ci ha fatto alzare l’asticella dell’attenzione, quest’attenzione fortunatamente non si è trasformata in paura. Abbiamo controllato bene la gara, soffrendo e sacrificandoci tutti. L’abbiamo portata bene in porto, da squadra. Siamo stati determinati: su ogni cosa che facevamo eravamo presenti, non facevamo le cose tanto per farle. Sapevamo che c’era da soffrire e da difendersi in un certo modo, e questa è stata la cosa determinante”.

Su Arlotti in panchina. “Arlotti non sta bene, dobbiamo recuperarlo fisicamente. L’ho dovuto tenere fermo e quando è entrato comunque non stava bene”.

Quanto vale questa vittoria? “Potrei dire che vale tanto e potrei dire che non abbiamo fatto nulla. Vale tanto perché secondo me i ragazzi oggi hanno trovato lo spirito di sacrificio giusto: non ci stavano a soffrire, a perdere anche un minimo contrasto, e questa è stata la cosa più importante. A fine gara ho visto una squadra compatta, felice di aver vinta la partita e consapevole di come l’abbia portata a casa”.

L’atteggiamento difensivo è stata l’arma vincente del Rimini. “A noi in questa stagione è mancato proprio questo: essere consapevoli di dover difenderci in un certo modo, e dover soffrire. Nessuno ha mai detto che noi in ogni partita dobbiamo annientare l’avversario. Oggi la fase difensiva l’abbiamo fatta bene tutti perché l’abbiamo fatta tutti. Abbiamo chiesto tantissimo sacrificio alle punte, che si sono messe a disposizione. Quando vedi questo atteggiamento viene naturale metterci qualcosa in più. I ragazzi si sono resi conto che non sono quelli visti finora. Sono quelli di oggi, ma con ampi margini di miglioramento”.

Il derby può però essere solo un punto di partenza. “Se noi ci accontentiamo di questa partita, se pensiamo che dobbiamo soffrire sempre così, anche se le occasioni del Forlì non sono state tante, ma è stata una gara di sofferenza, non andremo molto avanti. Noi vogliamo essere presenti in ogni gara. Oggi siamo stati sempre corti, siamo stati sempre squadra. E quindi siamo riusciti ad essere aggressivi, a coprire le traiettorie di passaggio. Se lo fa Conte lo posso fare anch’io”.

Niccolò Pupeschi, difensore del Rimini: “Una vittoria fondamentale, in questo momento ci serviva anche dal punto di vista mentale per darci più sicurezze. Credo che la squadra abbia reagito in modo ottimale. Credo anche che abbiamo fatto una buona partita. Quando si vincono le partite non subendo gol e subendo poco credo voglia dire che come fase difensiva si sia partiti dagli attaccanti”.

Daniele Simoncelli, centrocampista del Rimini. Si è sentito molto guidare i compagni durante la gara. “È normale che in un momento difficile un giocatore che comincia ad avere i suoi anni cerchi di dare una mano ai giovani. Il centrocampo di oggi era formato da me, Pari e Lugnan: siamo stati bravi a sacrificarci e siamo stati concreti. Secondo me abbiamo fatto una buona partita. Adesso ce la dobbiamo dimenticare in fretta. Spero che questa vittoria ci dia morale, ci dia entusiasmo per uscire da un momento difficile. In un momento così dovevi affrontare la gara con coraggio. Siamo stati bravi perché è meglio sbagliare avanti che dietro. Mi auguro che sia una vittoria pesante perché nell’ultimo periodo c’era un po’ di “cupola nera” attorno alla squadra. Spero che questa vittoria faccia sì che non si torni a parlare di come stava andando il campionato, che ci porti a pensare solo al campo, a migliorare, a recuperare i ragazzi che sono fuori e a chiudere bene la stagione. Salvare il salvabile insomma perché a questo punto bisogna riprendere credibilità”.

Dardan Vuthaj, attaccante del Rimini. “Non mi piace parlare del passato, penso alla vittoria di oggi che è arrivata meritatamente e che ci dà molto morale. Deve essere una vittoria pesante per tutti: la società, la squadra, i tifosi, deve dare morale a tutti. Noi abbiamo vissuto un momento non bello, tutti lo sappiamo. Bisogna sempre pensare al presente e al futuro. Noi avevamo invece cominciato a pensare al passato. Adesso io ho resettato tutto, da qualche giorno penso solo al presente e al futuro, anche i compagni la pensano come me. Ho visto i ragazzi esultare come se avessimo vinto la Champions League, e vederli contenti mi rende felice. Se i miei compagni mi servono il mio lavoro è fare gol. L’importante oggi era portare i tre punti a casa e “scappare”, nel senso che dobbiamo subito pensare alla prossima partita”.

In apertura di ripresa ha avuto un’altra occasione da gol. “Ho fatto un bel movimento, non ero in fuorigioco, ho provato a darci di piatto, invece l’ho presa troppo bene, avrei dovuto prenderla male per farla andare dentro”.

LE PAGELLE DI NICOLA STRAZZACAPA

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