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Manifesto programmatico

Europa Verde: confrontiamoci su programmi non sui nomi

In foto: Europa Verde
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 11 minuti
mer 3 feb 2021 14:12
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Europa Verde, già tra i firmatari della nota con cui liste civiche (e non) del centrosinistra chiedevano al Pd l’apertura di un tavolo di coalizione, presenta il proprio manifesto programmatico in vista delle amministrative 2021 a Rimini. “Al di là di ogni personalismo di questo periodo politico – si legge in una nota –, noi di Europa Verde abbiamo degli obiettivi di equità sociale e sostenibilità ambientale, che mettiamo prima di tutto. Per questo motivo dopo mesi di incontri e di lavoro, inizialmente interno, poi aperto alle parti sociali e all’associazionismo, siamo a rendere pubblico un manifesto politico contenente gli ideali e le idee del nostro gruppo provinciale, una visione nuova delle nostre città in vista delle amministrative che si terranno nel 2021. Europa Verde parla di “documento aperto, dinamico” e invita al confronto “chiunque desideri diventare parte di questo percorso o solamente darvi un piccolo contributo”. Ambiente, ecologia, salute, qualità della vita sono le priorità della lista che infine lancia un appello “sentiamo l’esigenza di confrontarci sui contenuti, non sui candidati!

Ecco il manifesto programmatico di Europa Verde

LA VISIONE

Alexander Langer, quasi trenta anni fa avvisava:

«È necessario che le politiche ambientali producano subito vantaggi per i ceti deboli, la conversione ecologica potrà affermarsi solo se apparirà socialmente desiderabile».

Perché, dunque, dovremmo desiderare una città maggiormente ecosostenibile? E quali vantaggi essa avrebbe rispetto al modello attuale di città che conosciamo?

Immaginiamo di entrare in una città, anzi immaginiamo di entrare in un luogo, in un territorio che è a tratti indefinito e indefinibile nelle accezioni di città o campagna o collina, con uno sviluppo urbano equilibrato ed armonioso, non invasivo, rispettoso degli spazi verdi e soprattutto rivolto all’abbattimento di quelle che possono costituire delle barriere per le persone con disabilità, con strade dedicate in minima parte alle automobili, spazi intesi come luogo d’incontro, di intrattenimento, di gioco, d’istruzione e di lavoro.
Un luogo con grandi spazi ma dove non si è mai soli e dove si interagisce in continuazione con il luogo stesso, potendo assaggiare un frutto che cresce in un giardino pubblico, potendo leggere sotto il nome di una via la storia di quel nome, potendosi sedere ad una fermata non solo in attesa dell’autobus ma anche per trovare riparo dalla pioggia e dal freddo o per telefonare in caso di bisogno.
Un luogo, una città che non sia fatta di case, non solo, un luogo che sia esso stesso una casa, la nostra casa.

GLI OBIETTIVI, I VALORI E LE IDEE

1) Per noi la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità.

Occorre impegnarsi con tutte le azioni politiche possibili e dedicare tutte le risorse di bilancio necessarie alle priorità’ climatiche. Bisogna cambiare i paradigmi legati all’economia e approfondire i limiti che questo modello economico capitalista sta continuando a mantenere, anche tramite azioni che tendono a rimandare/evitare un radicale cambiamento.
Diventa quindi importante una visione sistemica che coinvolga tutti i temi, non esclusivamente quelli ambientali.
Si deve avviare subito la transizione energetica, partendo da una forte spinta verso le energie rinnovabili, l’innovazione tecnologica, l’economia circolare, la riqualificazione energetica degli edifici, la mobilità verde e le smart city.

2) Lo sviluppo economico e turistico deve essere sostenibile.

Puntiamo alla sostenibilità ambientale nei settori del Turismo (Green Tourism), della Mobilità’ (Green Mobility), dell’Agricoltura (Green Economy) e della Pesca (Blu Economy).
Bisogna ridurre la produzione di ciò che ha impatto negativo sul pianeta, ridurre i consumi e tornare a materiali “nobili”; anche degli incentivi per i cittadini e una plastic tax ben progettata sarebbero degli importanti piccoli passi in questa direzione.
Centri commerciali all’aperto, nei centri cittadini come in periferia. Semplificazione, aiuti economici e tutela del commercio locale, delle piccole botteghe di quartiere, dei mercati ambulanti, degli artigiani e degli agricoltori a km 0. Alzare le serrande dei negozi chiusi e renderli vetrine di bellezza e cultura.
Ci sono tanti modi per viaggiare e conoscere un territorio, per cercare gli angoli più nascosti, per visitare parte del nostro prezioso patrimonio culturale, artistico e ambientale. Per entrare in contatto con esperienze e saperi messi a frutto nel tempo dalle comunità locali; per seguire, passo dopo passo, sentieri millenari o le strade che raccontano le tipicità e le eccellenze del territorio.
Dobbiamo puntare su modalità di viaggio e di soggiorno più compatibili con i principi utili a uno sviluppo sostenibile e duraturo. Un turismo più consapevole delle esigenze del territorio, con le sue ricchezze e fragilità. Quindi, trekking, cicloturismo, equitazione, ma anche strutture ricettive verdi e itinerari all’aria aperta tutti da scoprire. Proposte per una vacanza all’insegna della riduzione dei consumi energetici e della produzione di rifiuti, degli impatti su ambiente e biodiversità. Tante suggestive opportunità per il tempo libero, godendo e valorizzando in modo responsabile beni e risorse che appartengono a tutti.

3) Sanità e benessere per tutti.

La diffusione del Covid19 nel nostro paese ha evidenziato quanto è importante possedere una rete sanitaria efficiente, anche e soprattutto in situazioni di emergenza. Noi di Europa Verde da sempre sosteniamo il valore della Sanità Pubblica, essendo essa in linea con quanto sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti “. Purtroppo il nostro Sistema Sanitario, indebolito da ventennali politiche di tagli, ha mostrato, in particolare durante la fase 1 della pandemia, tutta la sua fragilità.

Sulla base di quanto accaduto nell’ultimo anno riteniamo necessario:

• Individuare percorsi di cura che contribuiscano alla riduzione delle strozzature nell’accesso ai servizi ospedalieri ma che nello stesso tempo consentano a tutta la popolazione di ricevere le prestazioni più adeguate alla loro condizione di salute.
• Implementare l’integrazione dei medici di medicina generale nel sistema sanitario territoriale, valorizzando la loro prossimità alla popolazione e la capacità di cogliere le variazioni di domanda di salute.
• Dare contenuto e senso alle “Case della Salute” o, indipendentemente dalla denominazione, a centri di assistenza prevalentemente dedicati alla cura delle cronicità.
• Incremento e valorizzazione delle Usca per pazienti covid positivi.
• Ridefinire la correlazione tra assistenza domiciliare e istituzionalizzazione preferendo la prima rispetto alla seconda con interventi che rendano sostenibile la domiciliazione per un numero di casi superiore all’attuale.
• Integrare le funzioni sanitarie e quelle socio assistenziali per dare risposte concrete a bisogni di salute che non sempre trovano risposte di natura esclusivamente sanitaria
• rinforzare la presenza nelle RSA di personale sanitario qualificato sia sul fronte infermieristico sia su quello medico, cercando di migliorare nel contempo la qualità della vita degli ospiti.

La salute e il benessere del cittadino sono i nostri obiettivi principali, che possono essere raggiunti applicando la Prevenzione Primaria, ovvero sia l’insieme di interventi sull’ambiente finalizzati ad eliminare o correggere le possibili cause di malattia (lotta all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, conservazione della biodiversità e degli ecosistemi per un cibo naturale e sano).

4) Mobilità urbana dolce e accessibile.

Trasporto pubblico elettrico, piste ciclabili, veicoli in condivisione, monitoraggio costante della qualità dell’aria e intermodalità: questa è la nostra “ricetta” per la mobilità cittadina del futuro.
E’ indispensabile togliere spazio alle auto per restituirlo alle persone, centri storici e aree turistiche a misura di pedoni e ciclisti, miglioramento delle infrastrutture, potenziamento e ammodernamento del trasporto pubblico specialmente verso le aree più periferiche e negli orari di punta per lavoratori e studenti, tariffe agevolate per le persone in difficoltà. Vogliamo rivoluzionare il concetto di città ospitale, dove nessuna di queste due parole possa prescindere dall’altra. Fondamentale in tal senso è rendere la città accessibile a tutti, comprese le persone portatrici di disabilità, in un’ottica di pari opportunità. Le persone portatrici di diverse abilità e gli anziani devono muoversi quanto più autonomamente e in sicurezza possibile, devono potersi spostare tranquillamente per le strade, con o senza mezzi pubblici, entrare e uscire senza problemi dagli edifici, partecipare a iniziative ed eventi di ogni tipo (culturali, sportivi, sociali), andare a scuola o al lavoro senza incontrare difficoltà e in totale autonomia.

Tra le nostre idee:
• Interconnettere sempre più tra loro i vari sistemi di trasporto, grazie anche al web e all’infomobilità, dare agli utenti la possibilità di scegliere quale mezzo di trasporto usare, in base il percorso che devono percorrere.
• Implementare le infrastrutture ciclopedonali, in particolar modo verso la periferia e creare ampie zone a traffico limitato, specialmente nel centro città.
• Tutti i mezzi pubblici ad alimentazione elettrica entro il 2025 e creare il maggior numero di corsie preferenziali per questi mezzi, in modo da velocizzare notevolmente anche gli spostamenti più lunghi e verso le zone periferiche.
• Implementazione dei servizi di car-sharing, sia privati che a partecipazione pubblica e potenziamento in modo omogeneo sul territorio della rete di ricarica elettrica per veicoli.
• Rilanciare le ciclovie turistiche, il collegamento ciclopedonale rimini-s.marino, i percorsi ciclopedonali sulla Marecchiese e lungo il Marecchia, il trenino della memoria di Tonino Guerra verso Novafeltria-Pennabilli.

5) Rigenerazione urbana e messa in sicurezza del territorio.

Riqualificazione urbana, lotta contro il consumo di suolo, ammodernamento e sviluppo delle infrastrutture utili e non dannose per l’ambiente, di trasporto, idriche, tecnologiche, digitali. Creazione di un ordine condiviso con la cittadinanza nella gestione dei quartieri e delle periferie, partendo appunto dai temi che emergono dal basso, soprattutto in merito alla manutenzione.
Valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e ambientale della città e la sinergia con lo sviluppo turistico e la scuola, proponendo anche un servizio civile culturale.
Salvaguardia, tutela e la valorizzazione delle aree verdi, del mare e delle spiagge, attraverso una gestione degli ecosistemi innovativa, rispetto e tutela di tutte le piante e degli animali, anche mantenendo elevata la biodiversità degli ambienti.
La provincia di Rimini è tra le più “povere” in regione come riserve naturali, oasi e parchi, serve mobilitarsi da subito per la creazione di un importante parco naturalistico regionale lungo i due assi fluviali principali della nostra provincia: il Marecchia e il Conca.

Potenziamento delle strutture per lo sport, creando contesti sportivi innovativi e salutari dove svolgere attività sia amatoriali che agonistiche. Didattica sportiva, allenamenti e competizioni da svolgere avvolti nella natura, sfruttando anche luoghi/edifici dismessi, una volta messi in sicurezza.

6) Alberi e aree verdi come infrastrutture del benessere e della salute pubblica.

La sostenibilità e la rigenerazione di cui necessitano le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni come Rimini, non possono prescindere dalla figura centrale dell’ALBERO esso è il primo presidio di benessere oltre che l’arma più efficace per limitare la CO2.

Come Europa verde dobbiamo porci l’obiettivo di piantare più piante possibili nella nostra provincia riminese, incrementare la copertura degli alberi e delle aree verdi, attuando la seguente strategia:

• Incrementare la diversità vegetale delle foreste urbane in linea con le potenzialità del territorio. Selezionando specie vegetali autoctone coerenti con le caratteristiche edafiche e ecologiche del territorio, anche per garantire la piena funzionalità dei servizi ecosistemici.
• Incentivare progetti di Infrastrutture Verdi per riconnettere gli spazi verdi urbani e periurbani. Supportando progetti di ricerca per la valutazione dei benefici economici delle foreste urbane anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro.
• Incentivare la cooperazione con i vivai locali e gli orti botanici, per rispondere agli obiettivi della strategia a livello locale.
• Considerare i viali alberati come “parchi lineari” utili per la connessione ecologica delle foreste urbane e periurbane. Monitorare lo stato di salute delle piante e dei suoli a livello urbano e periurbano. Utilizzare cenosi miste, sempreverdi e caducifoglie, per ottimizzare la rimozione degli inquinanti.
• Tutelare tutte le piante esistenti. Curare le alberature ed il verde attraverso la manutenzione delle chiome e dell’apparato radicale in modo corretto e puntuale.
• Integrare le Infrastrutture Verdi con la mobilità urbana sostenibile sostenendo la riduzione degli spazi asfaltati.
• Compensare le alberature tagliate con un numero sufficiente e prima che vengano tagliate attraverso un’accurata programmazione.
• Sfruttare il potere codificante del linguaggio simbolico dell’albero per formare al rispetto della natura i più giovani e stimolare senso critico, memoria e identità nei più grandi.

L’orto come strumento sociale, nei parchi, nelle aree verdi adiacenti scuole e ospedali, nelle cosiddette “aree di rispetto”, strumento di attuazione di quell’ art. 1 della costituzione, che a differenza di tante altre nazioni, mette in risalto il lavoro rispetto alla libertà, considerando il lavoro il mezzo per attuare l’emancipazione e lo sviluppo personale tramite i quali raggiungere concretamente la libertà. In un periodo storico, dove il lavoro non è scontato e tende a scarseggiare o ad essere borderline con quelli che sono i principi di legalità e dei diritti dei lavoratori, poter scegliere di lavorare la terra contribuendo al proprio sostentamento e a quello della propria famiglia, è uno strumento di attuazione di quell’ emancipazione espressa tra le righe della nostra costituzione oltre che uno strumento di benessere.

Gli animali sono esseri senzienti dotati di diritti che però non possono esercitare, siamo noi che dobbiamo tutelarli. Chiediamo una legge che vieti sul territorio spettacoli circensi con animali. Ci siamo sempre schierati contro la caccia: la gestione della fauna selvatica va sottratta ai cacciatori che creano solo danni con i loro interventi e va affidata ad un servizio pubblico di vigilanza che tuteli l’ecosistema e la sua complessità. Intendiamo anche incentivare l’adozione dei cani ospitati nei canili rifugio e dei gatti ospitati nelle oasi feline, introducendo la gratuità nella erogazione delle prestazioni veterinarie, compresa la microchippatura e la sterilizzazione degli animali, per coloro che li adottano e si trovano in situazioni di svantaggio economico oppure disabili o anziani soli.

7) Contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne.

Deve essere al centro di qualunque politica tesa a costruire concretamente e senza indugio una società più equa e giusta per tutte e per tutti, nella quale ogni spazio sia sicuro per le donne in qualunque momento: casa, lavoro, spazio pubblico.
Occorre riconoscere ogni aspetto della violenza psicologica, economica, fisica, sessuale ed istituzionale contro le donne. Si tratta di un insieme di violenze che si intrecciano e che, se non affrontate, rendono permanente un sistema fondato sulla discriminazione delle donne in virtù del loro essere donne. Mancanza di opportunità, abuso, disoccupazione affliggono le donne in maniera preponderante, ancor più in tempi di pandemia, e rendono un numero sempre maggiore di donne, migranti e non, vulnerabili allo sfruttamento sessuale nella prostituzione, che va finalmente riconosciuta con chiarezza come violenza e violazione dei diritti umani e che continua ad alimentare un’idea della donna come corpo a disposizione degli uomini. Occorrono interventi concreti e campagne di sensibilizzazione per cambiare la cultura che alimenta discriminazioni e violenze. Vanno sostenuti economicamente e potenziati i luoghi in cui le donne sono accolte e affiancate in tutti i casi in cui subiscono violenze ed è assolutamente necessario contrastare ed estirpare una cultura che continua a legittimare l’idea maschile di controllo e possesso delle donne, la cultura che impedisce la libertà delle donne. Occorre lavoro – dignità del lavoro – e occorre dare valore alla cura delle persone. Occorre dare un riconoscimento al lavoro riproduttivo delle donne, quel lavoro in casa che viene dato per scontato, ma che in realtà rende le donne meno libere di scegliere un lavoro produttivo e, quindi, un reddito. La società tutta ha l’obbligo di cambiare paradigma e di prendersi cura delle donne così come dobbiamo prenderci cura della nostra madre terra che genera, che crea e che noi, troppo spesso, maltrattiamo, usurpiamo e violentiamo.

8) Semplificazione, digitalizzazione ed efficienza amministrativa.

Le nuove tecnologie possono diventare lo strumento attraverso il quale realizzare servizi pubblici costruiti attorno all’utente-cittadino per semplificare, migliorare e monitorare le transazioni con la pubblica amministrazione. Attraverso la digitalizzazione e l’innovazione del quadro regolamentare, si ridurrebbe lo spreco di risorse e migliorerebbe notevolmente la qualità dei servizi offerti.
Esempi di servizi innovativi sono la digitalizzazione del pagamento delle tasse, l’identità
digitale, il voto elettronico, la sanità digitale e la residenza digitale.
Il tutto con l’appoggio degli sportelli di assistenza al pubblico per guidare l’utenza a una semplificazione che non lasci indietro nessuno, specialmente chi ha una minore alfabetizzazione informatica.

9) Città più Europee, più sicure e contrasto all’illegalità.

L’Europa è la speranza del superamento dei confini, dell’abbattimento dei muri che ci dividono. Essa è un sogno di pace, anche in una programmaticità locale non si può non alzare lo sguardo verso questa grande bandiera stellata color del cielo che sventolando, con le sue drammatiche contraddizioni, promette ancora un futuro migliore, un’Europa meno finanziaria e più solidale, magari grazie ad una Protezione Civile Europea.
Contrasto alle mafie, ai traffici illeciti, allo sfruttamento lavorativo, a ogni tipo di corruzione, alle disuguaglianze economiche, sociali, etniche e di genere.
La città che abbiamo in mente è più sicura e di tutti: dalle famiglie agli anziani, dai bambini ai giovani e le persone con difficoltà.

Per raggiungere questi obiettivi occorre:
• Organizzare riunioni e incontri nei quartieri per meglio registrarne le criticità.
• Il potenziamento della pubblica illuminazione ed investimenti per la pulizia e la manutenzione dei luoghi pubblici per renderli sempre belli, puliti e fruibili evitando il degrado e il radicarsi di situazioni illecite.
• Ristabilire un rapporto di condivisione e stretta collaborazione tra Sindaci dei vari Comuni e forze dell’ordine, una sinergia per prevenire qualsiasi atto violento o velleità di controllo della città, rafforzando la presenza dei presìdi.
• Realizzare adeguate modalità di “sicurezza di comunità”, anche attraverso siti web e App dedicate al monitoraggio e segnalazioni per moltiplicare il controllo sulla città, anche tramite la vigilanza di quartiere.

10) Una scuola pubblica e moderna.

Anche la scuola è stata colpita duramente dall’emergenza sanitaria: da una parte ci siamo accorti di quanto sia importante come istituzione nella società, dall’altra abbiamo visto la totale inadeguatezza dell’attuale situazione in cui la scuola naviga sempre a causa di tagli e inadempienze. Ora abbiamo l’occasione per cambiare la percezione, il ruolo della scuola e l’impatto educativo sulla società, facendo scelte coraggiose anche a livello locale.
Così come in natura occorre partire da una buona semina e poi aver cura della terra, è fondamentale valorizzare l’elemento scuola, come luogo dove i nostri figli possano crescere e maturare, imparando l’importanza del duro lavoro e della resilienza dinanzi alle piccole e grandi difficoltà.
È importante l’educazione emotiva dei bambini e delle bambine a scuola, tramite un percorso scolastico che contrasti quel vuoto interiore adolescenziale che può degenerare in comportamenti violenti e aggressivi “anche di genere”.
La Montessori considerava l’orto in ambito scolastico un metodo efficace per imparare ad avere cure premurose verso gli esseri viventi. Insegniamo ai bambini e ai giovani a curare e rispettare la natura, dedichiamogli spazi naturali ed accoglienti, così che possano imparare il concetto profondo di amore e dedizione verso il prossimo.

Nelle città che vorremmo giustizia ambientale e giustizia sociale sono costrette a camminare insieme, perché solo insieme possono rendere leggibili e comprensibili le ragioni delle povertà, delle sofferenze, delle paure e dei rancori di una parte sempre più ampia della popolazione, e perché solo insieme si potranno individuare le proposte capaci di trasformare il rancore in speranza e in voglia di cambiare verso un benessere collettivo equo per tutti.

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