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Chiuse scuole e niente spostamenti

Arancione scuro per imolese e alcuni comuni del ravennate

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 23 feb 2021 20:54
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Anche in Emilia Romagna arrivano delle restrizioni più stringenti per alcuni comuni e territori in cui il virus nelle ultime settimane ha avuto una crescita esponenziale.

È stata decretata un zona arancione scuroda giovedì 25 febbraio e fino all’11 marzo, per 14 Comuni dell’Emilia-Romagna dove da giorni si registra una situazione di progressiva criticità a causa dell’incremento dei contagi da Covid-19.

Una misura che riguarda tutti i Comuni che fanno capo all’Ausl di Imola – e quindi Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio -, e quelli confinanti di Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme, in provincia di Ravenna, che ricadono nel territorio dell’Ausl Romagna.

Il provvedimento, sul quale domani verrà firmata una ordinanza da parte del presidente della Regione, entra in vigore da giovedì.

I provvedimenti introdotti sono ulteriormente restrittivi rispetto alle misure nazionali in essere per la zona arancione in cui è collocata tutta l’Emilia-Romagna da domenica 21 febbraio. Ricalcano a grandi linee quelli di una e vera e propria zona rossa circa le attività e gli spostamenti, senza tuttavia sospendere quelle attività economiche che restano consentite nelle zone arancioni del Paese. In particolare, saranno vietati gli spostamenti, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute; consentito, invece, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Si stabilisce inoltre lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%.

Sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resterà consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione. Sospese anche le attività culturali e ricreative.

Abbiamo condiviso con i sindaci del territorio la necessità di intervenire con misure mirate per il contenimento della curva dei contagi del circondario imolese e di alcuni comuni limitrofi del ravennate, sulla base dei dati forniti dalle strutture sanitarie – sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. Un provvedimento sofferto ma necessario e non rimandabile, deciso con l’accordo di tutte le parti coinvolte. Sono le indicazioni medico-scientifiche, l’evoluzione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, attraverso nuove varianti del virus, e l’incremento dei casi a dirci che non potevamo fare diversamente, a tutela dei residenti e della collettività. Capiamo gli ulteriori disagi per le persone, dopo mesi e mesi già durissimi- chiudono Bonaccini e Donini – ma dobbiamo limitare a tutti i costi la diffusione del contagio, perché non siamo ancora usciti dalla pandemia e non possiamo vanificare gli sforzi fatti sinora. Nello stesso tempo, insieme ai sindaci, che ringrazio per la collaborazione, e le aziende sanitarie, la Regione è pronta a fare tutto ciò che sia necessario per rimanere al fianco della popolazione”.

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