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"Serve battaglia politica"

Antenne telefonia. Il sindaco Spinelli: Comuni estromessi da decisioni

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 1 feb 2021 16:03 ~ ultimo agg. 16:09
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Su un tema che ha caratterizzato la recente cronaca cittadina, quello delle antenne di telefonia, torna a parlare il sindaco Domenica Spinelli in qualità di componente della Rete dei Sindaci per la moratoria 5G. Le recenti normative e pronunciamenti hanno ancora di più estromesso le amministrazioni locali dalla possibilità di avere voce in capitolo a difesa della salute dei cittadini e del paesaggio, denuncia il primo cittadino. Sono già 6.000 le antenne predisposte per il 5G autorizzate in Italia, fa sapere la Rete.


L’intervento di Domenica Spinelli:

In uno stato ormai permanente di emergenza sanitaria e nel pieno della seconda crisi di Governo, noi Sindaci italiani ci ritroviamo sempre più vessati da incombenze e responsabilità, talora persino inedite. Responsabilità a cui – con poche risorse – siamo costretti a fronteggiare per garantire servizi essenziali ai cittadini. Tra queste, gravose è certamente la gestione della forsennata corsa all’installazione di nuova infrastruttura tecnologica a radiofrequenze onde non ionizzanti, sospinta dalle aziende private e dalle multinazionali in un clamoroso vuoto normativo creato dal legislatore e dalle politiche di Governo che, anche con una specifica norma contenuta nel Decreto Semplificazioni, relega noi Sindaci nella condizione di non poter più esercitare il ruolo di massima autorità sanitaria sul territorio in tema di inquinamento elettromagnetico, nonostante la cittadinanza chieda urgenti misure ispirate al principio di precazione e di prevenzione del danno.

Inermi, noi Sindaci stiamo così assistendo al proliferare di richieste di installazione di nuove antenne, le prime quantificate già in circa 6.000 di standard 5G in tutta Italia e approvate dalle regionali agenzie ARPA. Condizione, questa, che espone gli enti comunali ad interpretare un ruolo di mero passa carte senza poter, invero, essere parte attiva dell’intero processo decisionale in nome e per conto dei cittadini, vanificando e svilendo così la figura stessa che il Sindaco rappresenta. Condizione atipica, questa, non più tollerabile.

Così, dopo la penalizzazione subita da alcuni sindaci nonostante le ordinanze urgenti e contingibili emanate in difesa della salute pubblica per una tecnologia che non garantisce il cosiddetto rischio zero, la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata l’11 gennaio 2021 ha messo praticamente fine alla concreta funzionalità di Regolamenti comunali e Piani di localizzazioni antenne, condannato il Comune di Roma che aveva invero previsto una distanza di sicurezza per tutelare l’area di un istituto scolastico. Sentenza che, per quanto tecnica e amministrativa, di fatto pone una pietra tombale sulle concrete possibilità che gli amministratori locali hanno di far valere la propria opinione ed il proprio ruolo in tema di installazioni di Stazioni Radio Base. Se non possiamo nemmeno tutelare dall’elettrosmog bambini e ragazzi in età pediatrica, di cosa dovremmo occuparci?

Così, dalla necessità di confrontarsi per non continuare più a subire come veri soprusi e vessazioni le posizioni di chi antepone interessi privati ad interessi pubblici, tra sindaci che lamentano le stesse problematiche è nata l’esigenza di unirsi spontaneamente in una Rete dei Sindaci per la moratoria 5G, con lo scopo di unire le forze dei primi cittadini per far arrivare la nostra denuncia nelle sedi politiche deputate: vogliamo essere ascoltati, esattamente come ci chiedono cittadini e territori, seriamente allarmati per una tecnologia che usa radiofrequenze già possibili agenti cancerogeni, oltre che causa di numerose altre problematiche ambientali e danni alla salute così come riportato dagli aggiornamenti in letteratura biomedica.

Non solo, perché oltre le grandi città i piccoli comuni subiscono poi anche un’evidente impatto paesaggistico a danno della propria immagine, in particolare i territori collinari che, per poter essere serviti da nuove antenne, vedono spuntare come funghi pali metallici e tralicci di altezza notevole, andando così ad interagire con il paesaggio, creando quindi anche un danno estetico. Anche per questo abbiamo deciso di dire basta.

Adesso è il momento di iniziare una battaglia tutta politica in grado di puntare su tecnologie sicure per umanità ed ecosistema, non impattanti per i territori e poste di concerto con le amministrazioni comunali: che anche in tema di elettromagnetismo, i Sindaci tornino ad essere garanti della salute pubblica dei cittadini! Questo il ruolo che chiediamo e rivendichiamo. Diversamente, allora, ci dicano chiaramente che i Comuni d’Italia sono stati tutti commissariati, in nome e per conto di interessi privati. E vengano dal Governo, dai Ministeri nei territori, vengano loro a spiegare ai cittadini gli impatti di 5G, 4G, 3G, 2G e Wi-Fi su salute, ambientale e paesaggio.

Infine, in sinergia con la rete civica dell’Alleanza Italiana Stop 5G e con un pool di giuristi e avvocati, proprio in tal senso la Rete dei Sindaci per la moratoria 5G sta preparando una richiesta da sottoporre al Governo, al fine di fermare quelle che riteniamo vere e proprie scelte dittatoriali, prevedendo di una revisione all’interno del quadro normativo capace di prevedere un ampio capitolo sulle responsabilità da inquinamento elettromagnetico, anche in ottica di danni negli anni a seguire e per le generazioni future.

Domenica Spinelli – Sindaco di Coriano (Rimini)

Per il coordinamento della Rete dei Sindaci per la moratoria 5G

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