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racconti dal servizio civile

A mano a mano, il servizio civile di Caritas

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 12 feb 2021 15:10 ~ ultimo agg. 16 feb 15:58
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Siamo Amos, Berile, Nadine e Valentina, quattro ragazzi che stanno svolgendo il loro servizio civile in “A mano a mano”, il progetto della Caritas di Rimini rivolto alle persone anziane che vivono sole. Questo prevede, al mattino, la consegna dei pasti agli anziani e, al pomeriggio, delle visite di compagnia. E’ un progetto molto bello perché permette di stare vicino a dalle persone particolarmente fragili e sole.

La consegna stessa del pasto è un’occasione per stare vicino ai “nonni” e scambiare con loro quattro chiacchiere. Il ruolo di noi ragazzi è in questo molto importante perché, con la leggerezza della nostra età, sappiamo portare a casa di queste persone un po’ di allegria. A causa di della pandemia purtroppo da mesi ormai non riusciamo più ad entrare nelle case degli anziani facendo venire a mancare quel rapporto di compagnia che tanto ci arricchiva reciprocamente. Non manca però l’attenzione per le loro condizioni e la speranza di poter rivederci presto.

“Questo servizio per me è veramente bello e credo che insegni tante cose, non solo a me ma anche ai miei compagni e ci dia prospettive per il futuro. Infatti mi ha aperto gli occhi su quello che potrebbe essere un ambito di impiego, quello sociale, che mi permette di stare al fianco delle persone, ascoltare i loro problemi e bisogni, provando insieme a costruire nuove vie di aiuto.” Valentina

“Questo servizio mi ha insegnato a vedere le cose diversamente. All’inizio del servizio civile non mi aspettavo che sarebbe stato così. Ho sviluppato le mie capacità a lavorare in gruppo e a esprimere le mie abiliità. Quando ho iniziato il mio servizio non sapevo che cosa concretamente avrei fatto, con il passare del tempo ho imparato non solo a fare le cose ma mi sono affezionata tantissimo alle persone che assistevo a quei nonni che mi sorridevano sempre. A causa del Coronavirus ho iniziato a prestare il mio servizio alla mensa della Caritas.

“Lì ho potuto toccare con mano la solitudine delle persone, il non avere con chi chiacchierare, condividere emozioni e paure. Ho toccato con mano la solitudine durante il lockdown: lontano dalla famiglia e dagli amici, ho pensato alle persone sole che incontriamo ogni giorno nel nostro servizio e mi sono sentita vicinissima alla loro sofferenza. Il servizio civile ha consolidato in me la necessità di considerare gli altri come me stessa e di fare loro ciò che vorrei venisse fatto a me.” Nadine

“Come prima cosa vorrei sottolineare come, il servizio civile, mi abbia permesso di responsabilizzarmi nei confronti dei miei impegni quotidiani preparandomi alle esigenze del lavoro. Ho imparato ad aprirmi, a dare il meglio in ogni situazione e, per fortuna, non sono mancate le occasioni di divertimento. Alcuni nonni in particolare Alberto e Sofia, mi hanno fatto sentire una profonda nostalgia dello stare vicino a chi ha veramente bisogno di aiuto permettendomi di sentirmi utile. Oltre ai miei colleghi di servizio ho conosciuto tanti volontari che dedicano del tempo per aiutare chi è più in difficoltà, grazie a tutti loro ho imparato cosa significa lavorare in gruppo. Ho capito che bisogna fare sacrifici nella vita, tanti non hanno di che vivere, un posto dove dormire o sono rimasti soli. Bisogna amare ma soprattutto saper perdonare quando si ha ancora la possibilità.” Berile

“Ammetto di non essere un ragazzo semplice da gestire e per questo ringrazio i miei responsabili e i colleghi per la pazienza che hanno con me. Il servizio civile mi ha permesso di mettermi in gioco e di tirar fuori il meglio. Ho fatto passare ai nonni qualche pomeriggio in allegria, anche la semplice consegna del pasto è per me occasione per farli sorridere. Mi manca il rapporto di vicinanza con i nonni e spero di poter tornare presto da loro.”

Amos, Berile, Nadine e Valentina

Operatori volontari in servizio civile presso Caritas Diocesana Rimini

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