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Nel 2020 meno 35 miliardi

Gnassi all'ANCI: anche il 2021 duro per il turismo, serve più coinvolgimento

In foto: il sindaco Gnassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 16 gen 2021 12:54 ~ ultimo agg. 12:56
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“Il turismo deve essere messo al centro dell’agenda di governo nazionale”. Lo ha ribadito il sindaco di Rimini Andrea Gnassi nella videoconferenza convocata dal presidente ANCI Decaro con i diversi delegati dell’associazione dei comuni. Nel 2020 il turismo italiano  ha avuto minori entrate per una cifra superiore ai 25 miliardi di euro, e il nuovo anno ha premesse poco incoraggianti che richiedono risposte ben diverse, ha sottolineato il sindaco di Rimini che per l’Associazione dei Comuni ha la delega al Turismo:  “Se quest’anno dovessimo registrare la tempistica sui ristori vista nel 2020 le imprese farebbero molta fatica a tenere. I ristori, gli ammortizzatori economici e sociali per l’occupazione, per le famiglie, vanno mantenuti per l’intera durata dell’emergenza”.

Gnassi è poi entrato nello specifico di alcune proposte: estendere il 110% di credito d’imposta, attualmente previsto per abitazioni private e condomini, anche per la riqualificazione delle strutture turistico-alberghiere; definire misure speciali di contributo a fondo perduto per le strutture alberghiere il cui abbattimento totale precedesse una ricostruzione completa, in linea con la più recente e avanzata normativa antisistimica e le misure di efficientamento energetico; fare chiarezza definitiva sul tema delle concessioni marittime, vista la discrasia tra proroga al 2033 del Governo e comunicazioni del garante della concorrenza; ristori fino al termine formale dell’emergenza Covid.

Sull’esperienza di quanto accaduto nel 2020, i Comuni chiedono oggi al Governo di essere coinvolti per tempo sul tema della riapertura. “Non potrà accadere come lo scorso anno che protocolli, organizzazione, disposizioni da rispettare da parte degli enti locali e delle imprese siano comunicate una settimana prima dello start. Anci, i Comuni, le istituzioni, chiedono di essere chiamate e di essere coinvolte proprio per il rilancio del Paese”.

Un coinvolgimento che deve essere garantito anche per il Recovery Plan: “I Comuni non possono essere relegati sullo sfondo, devono avere un ruolo da protagonisti per lo sviluppo dei territori e del Paese. E’ già stato fatto uno sforzo dal Governo in termini di risorse ma serve che il comparto turistico sia al centro di un’azione congiunta. Il Recovery Plan, per il turismo, misura orizzonti al 2024, 2025. Questo pone un tema attuale sui mercati fino ad allora: solo nazionali? Solo europei? E’ chiaro che mancheranno le risorse su cui potevamo contare prima della pandemia”. Il Governo però, ha spiegato Gnassi, “dovrebbe ipotizzare misure speciali per città e aree ad alta intensità turistica”.