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Le riserve del senatore

Croatti (M5S) incontra Basta Plastica in Mare. Tema: impianto eolico

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 31 gen 2021 16:02
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Primo incontro, nel nuovo ufficio di via Patara a Rimini, per il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti. Sabato pomeriggio, a margine della conferenza stampa di presentazione della struttura, il senatore ha parlato col vice-presidente di Basta Plastica in Mare Edoardo Carminucci, accompagnato da Lorenzo Mura.

Nello specifico – scrive Croatti – è stata l’occasione per un confronto sull’impianto eolico offshore a ridosso delle coste di Rimini; un progetto che, così com’è, ritengo troppo impattante da un punto di vista paesaggistico per la vicinanza dalla costa, oltre a presentare rischi per la navigazione. In questi mesi ho avuto modo di approfondire il tema in tutte le sedi: attraverso incontri con la società Wind 2000; a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico; in Capitaneria di Porto. Ho evidenziato ai ragazzi di Basta Plastica in Mare di essere stato l’unico rappresentante politico ad avere presentato osservazioni alla Capitaneria in merito alla richiesta di concessione demaniale per il progetto; in esse ho elencato una serie di riserve che ho poi ribadito in sede di Conferenza dei servizi. Tutto questo mentre altre forze politiche cercavano facile consenso opponendosi al progetto ma senza fare assolutamente nulla, con un approccio strumentale e pretestuoso.
Ritengo che l’eolico offshore sia una opzione importantissima e fondamentale sulla strada che deve portare il nostro Paese ad una urgente transizione energetica. Ed è per questa ragione che non possiamo semplicemente bocciare il progetto eolico tout court ma dobbiamo provare a studiare soluzioni che ne mitighino l’impatto. A mio avviso è possibile conciliare quelli che sono due aspetti apparentemente in contraddizione: salvaguardare l’ambiente e proteggere i nostri paesaggi. Il compromesso più ragionevole è quello di costruire questi impianti offshore più lontani dalla costa, oltre le 12 miglia, così come avvenuto per alcune piattaforme di estrazione di idrocarburi grazie ad accordi bilaterali (già esistenti) con i paesi sull’altra sponda dell’Adriatico. In questo senso tenterò di costruire un percorso condiviso, coinvolgendo il Governo, che possa portare alla realizzazione di questi impianti superando i comprensibili timori delle comunità locali e dei comuni interessati. Abbiamo un obiettivo impellente, quello di giungere ad una completa decarbonizzazione del settore energia; dobbiamo trovare la strada giusta senza perdere ulteriore tempo” conclude.

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