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Il PM solleva la questione

Non è imputabile ma non può chiedere l'abbreviato. Un caso sull'uomo che uccise la nonna

In foto: il Tribunale di Rimini
di Maurizio Ceccarini   
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mar 22 dic 2020 16:11 ~ ultimo agg. 23 dic 08:05
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Il processo nei confronti di Alessio Berilli, il 43enne che lo scorso 7 gennaio uccise in un raptus la nonna 89enne, apre al Tribunale di Rimini un caso giudiziario di rilevanza nazionale. Berilli è già stato sottoposto a incidente probatorio con un perito che ne ha accertato l’incapacità di intendere e volere. E’ un soggetto processuale non imputabile, ovvero alla luce della sua condizione non può essere condannato a una pena, ma è soggetto alla definizione di misure di sicurezza. Per questo il suo difensore, l’avvocato Cinzia Bonfantini, aveva chiesto la definizione del processo con rito abbreviato, per accelerare i tempi e ridurre il coinvolgimento processuale di un uomo e di una famiglia che hanno già vissuto situazioni traumatiche e delicate.

Dal 2019, però, i reati passibili di pene fine all’ergastolo come l’omicidio non possono essere più essere affrontati con il rito abbreviato. Il rinvio alla Corte d’Assise, competente per questo tipo di reati, comporterebbe però tempi processuali decisamente più lunghi. In questa complessa situazione, il Pm Bertuzzi ha sollevato oggi questione di rilevanza costituzionale citando un vuoto legislativo per situazioni come quella di Berilli e chiamando a questo punto in causa la Corte Costituzionale. Il Gip Vitolo ha fissato una nuova udienza per il 19 gennaio.  L’uomo è già ricoverato in una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza.