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il sindaco a ruota libera

Gnassi: "Siamo la provincia che fa più tamponi in Italia. Ristori? Serve essere più tedeschi"

In foto: il sindaco Gnassi
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 19 dic 2020 16:22 ~ ultimo agg. 20 dic 11:19
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Misure straordinarie per le aree più colpite come la provincia di Rimini, ristori certi in tempi brevi, fiducia nel vaccino e nel futuro, che sarà luminoso grazie ai processi di cambiamento avviati 10 anni fa. Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, a margine della conferenza stampa sul progetto benefico “Toy Story”, ideato e realizzato dall’associazione TeamBòta, con Caritas e Comune di Rimini, ha toccato vari temi: dal Decreto Natale varato dal Governo al vaccino, dallo straordinario lavoro dei medici riminesi alla necessità di tenero duro ancora qualche mese.

Partendo dalle enormi perdite economiche causate dalla pandemia, Gnassi ha chiesto “misure straordinarie per quei territori, come la provincia di Rimini, colpiti in modo straordinario”. Al tempo stesso ha sottolineato una volta di più la “necessità di ristori puntuali per le attività più colpite”, prendendo spunto dalla Germania: “In questo avremmo dovuto essere più tedeschi, seri come loro”. Le ha definite “necessarie e rigorose” le misure anticontagio adottate dal Governo per le festività natalizie. “Del resto – ha spiegato – è il nostro personale sanitario a chiederci di fare ancora attenzione, altrimenti la terza ondata sarà peggio della seconda”.

Come mai a Rimini ci sono ancora così tanti contagi? Semplice, “perché siamo la provincia che fa più tamponi in Italia e il nostro tracciamento funziona. Poi l’annuncio: “Il 27 dicembre inizia la campagna di vaccinazione, finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel”. E un avvertimento: “Sul vaccino poche caz…te, a dirci che è sicuro è la Scienza”. Infine uno sguardo al futuro: “Nel 2022-’23 ci sarà un rimbalzo positivo e Rimini sarà 10 anni avanti alle città che in questo periodo non hanno avviato i processi di cambiamento come abbiamo fatto noi. Rimini avrà il boom del ‘dopoCovid’ come ebbe quello del dopoguerra, ma a differenza di allora, perché ce lo insegna la Storia, avremo la stessa forza economica con in più la sensibilità verso l’ambiente e gli altri”.

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