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Il monito dell'assessore

Donini: per tornare arancioni o rossi bastano pochi giorni di disattenzione

In foto: l'assessore Donini, ilk professor Vicini e l'onorevole Di Maio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 6 dic 2020 13:20 ~ ultimo agg. 7 dic 13:44
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Nel giorno che sancisce il ritorno al giallo dell’Emilia Romagna (vedi notizia), l’assessore regionale alla salute Raffaele Donini mette in guardia dall’abbassare la guardia sul virus. “Per tornare in arancione (o peggio in rosso) – ha detto , durante la diretta Facebook organizzata dal deputato romagnolo Marco Di Maio assieme al prof. Claudio Vicini (direttore di dipartimento dell’Ausl Romagna e otorino di fama mondiale) – bastano pochi giorni di disattenzione. Al di là di ogni ordinanza la pandemia ha imposto le sue regole. Se ti assembri sei ad alto rischio, il 5% dei contagiati è in ospedale o in terapia intensiva. Tutti devono contribuire a comportamenti responsabili, prudenti e timorosi per contenere la curva. Il virus deve continuare a fare paura”. Parole che arrivano nel giorno delle polemiche legate al grande afflusso di persone a Rimini e Riccione (ma anche in altre località) in occasione dell’accensione delle luminarie natalizie (vedi notizia).

Il virus – ha spiegato l’assessore – continua a circolare molto, anche se in misura inferiore rispetto alle settimane scorse. In ragione di questo calo abbiamo ridotto l’Rt, siamo sotto l’1, e per questo siamo in zona gialla. La situazione è frutto delle restrizioni e dei sacrifici, del sistema sanitario e dei sacrifici del sistema economico e sociale e dei cittadini. Non dobbiamo pensare che l’epidemia sia alle nostre spalle“. Per quanto riguarda gli ospedali, Donini evidenzia che “hanno una minore pressione”  e questo grazie alla diminuzione dell’intensità dell’epidemia legata a “tre settimane di sacrifici e restrizioni“.

Sulla stessa lunghezza anche il professor Claudio Vicini: “il sacrificio ripaga, ma non è ancora finita. Il virus continua a circolare in maniera minore – ha detto, mostrando dati e grafici –. La seconda ondata non ci ha tramortiti e l’ordinario è stato garantito. Qualcuno ha disertato visite per timore. Questo non significa che non vi sia stata pressione, si va riducendo. Nella nostra regione il 49% dei posti letto è dedicata al covid (33% per le terapia intensiva)“.

Donini, rispondendo alle domande del pubblico collegato, ha fatto notare che, diversamente dalla prima fase di marzo/aprile la Regione è riuscita a garantire le prestazioni sanitarie in tutti gli ambiti in una percentuale tra il 60 e l’85% recuperando anche l’80% delle prestazioni disdettate nella prima ondata. “Abbiamo fatto un autentico capolavoro-miracolo” ha detto. L’assessore ha poi sottolineato come l’Emilia Romagna abbia cercato di “andare incontro al virus, rafforzando le Usca, i medici che vanno a casa. 100mila le prestazioni svolte. Il covid è un’emergenza, ma ci sono tantissime patologie per le quali bisogna mantenere la cura e la presa in carico“.

Donini ha poi fatto il punto sui vaccini anti-influenzali: “La Regione– ha detto – lo scorso anno prese un milione di dosi e ne somministrammo 850mila. Quest’anno, in ragione del Covid, ne abbiamo ordinate ad aprile 1,4 milioni. 1,2 come base di gara ed opzionando le altre 200mila. Siamo l’unica regione che ha ottenuto la quantità di dosi acquisita sul mercato internazionale.Al momento si sono vaccinate già un milione di persone. “Entro mercoledì – ha aggiunto – arriveranno circa 50mila dosi e 65mila sono in distribuzione, rispondendo al fabbisogno tracciato dai medici di medicina generale. Dal 7 al 15 dicembre arriveranno altre 60mila dosi. In questo modo vaccineremo le persone che ne hanno necessità. 1,4 milioni di persone vaccinate è un record storico e siamo la regione che sta vaccinando di più in rapporto alla popolazione. I medici sentinella prevedono una diffusione molto bassa dell’influenza e questo alleggerirà la pressione ospedaliera“. Secondo Donini quella dall’antinfluenzale è “una prova generale” in vista della distribuzione del vaccino anti-Covid. “Se riusciamo a vaccinare quasi un terzo della popolazione contro l’influenza, per il vaccino anticovid dobbiamo porci un obiettivo ambizioso – ha detto -. Auspicabilmente dovremo avere tra gennaio e febbraio le dosi che servono per vaccinare la popolazione sanitaria, abbiamo aggiunto operatori socio-sanitari delle residenze per anziani e chi ha frequentazioni stabili nelle rsa. E poi quando arriveranno le dosi di vaccino, nella primavera prossima, immaginiamo che vi sia la necessità di compiere una vaccinazione di massa, che non sarà obbligatoria inizialmente. Ma in Emilia Romagna dovremo dare il buon esempio ed essere in primi a livello nazionale“.

Molta curiosità anche sui tamponi rapidi. “Abbiamo già fatto circa 200mila test in pochissime settimane – ha aggiornato l’assessore –. Proponiamo un upgrade, per fare il tampone rapido nelle farmacie, opportunità che potrebbe vedersi realizzata nelle prossime settimane. Con gli ospedali privati abbiamo fatto un accordo in modo che le imprese medio e piccole possano richiedere una indagine epidemiologica col tampone rapido“.

In conclusione Donini ha annunciato un “piano screening che tra metà dicembre e febbraio riguarderà tre milioni di persone, oltre ai 20mila tamponi che la sanità pubblica referta e che hanno consentito di sviluppare un contract tracing significativo a livello nazionale anche nel momento peggiore. Stiamo ampliando questa fascia, tornando ad un livello che sia massimamente efficace. Abbiamo assunto 6mila professionisti tra medici, infermieri, oss, tecnici e amministrativi e il nostro obiettivo è stabilizzarli. Vogliamo sviluppare una sanità integrata e andremo avanti con la massima determinazione in questa direzione“.

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