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Il centrodestra si organizza

Amministrative. Bonfiglio Mariotti si chiama fuori: non mi candido

In foto: Bonfiglio Mariotti
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 30 dic 2020 12:34 ~ ultimo agg. 12:35
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La presenza degli imprenditori Bonfiglio Mariotti e Lucio Paesani ad un incontro convocato dal centro destra riminese in vista delle amministrative del 2021, aveva fatto ipotizzare ad un derby tra i due per la candidatura a sindaco. Ma il primo, con una nota, si chiama fuori dai giochi. “Ribadisco – scrive Mariotti – la mia assoluta indisponibilità ad ogni candidatura a sindaco di Rimini.” “Non intendo – prosegue – accettare, pertanto, di essere tirato per la giacca per sostenere o avvallare candidature per me improponibili o strumentalizzazioni di parte.” Mariotti motiva la sua presenza all’incontro con la volontà di fornire “il doveroso contributo di un imprenditore che guarda alla sua città con l’attenzione e l’interesse di chi ne vuole il suo bene, il suo sviluppo economico e sociale ed un suo nuovo protagonismo.” L’imprenditore, pur ammettendo il buon lavoro del sindaco Gnassi, dice di ritenere “che questa fase storica di stanca e obsoleta egemonia della sinistra si concluda proprio con il suo mandato“.

La nota di Bonfiglio Mariotti

Contrariamente a quanto riportato ieri dalla stampa riminese ribadisco la mia assoluta indisponibilità ad ogni candidatura a sindaco di Rimini. La mia partecipazione ad un incontro del centro destra riminese in cui si sono affrontati i temi e le prospettive di una proposta di governo della città va interpretata solo e solamente come il doveroso contributo di un imprenditore che guarda alla sua città con l’attenzione e l’interesse di chi ne vuole il suo bene, il suo sviluppo economico e sociale ed un suo nuovo protagonismo. Non intendo accettare, pertanto, di essere tirato per la giacca per sostenere o avvallare candidature per me improponibili o strumentalizzazioni di parte.

Non ho difficoltà a riconoscere che il sindaco Gnassi ha fatto in questi suoi 10 anni di governo un buon lavoro, ma allo stesso tempo ritengo che questa fase storica di stanca e obsoleta egemonia della sinistra si concluda proprio con il suo mandato.

Rimini, le sue imprese, la sua intera comunità economica e civile hanno bisogno di un salto in avanti che guardi al futuro con rinnovato orgoglio e con una programmazione strategica figlia della realtà, attenta e puntuale, soprattutto chiudendo al dirigismo e aprendo alla condivisione e alla inclusione delle fasce sociali meno fortunate. Che è mancata in questi anni.

Ritengo non ci sia spazio alle improvvisazioni o peggio alle battaglie di una sola parte, rivendicative e conflittuali, proprie di quel modo di far politica urlato e poco lungimirante che non mi appartiene. Ciò detto non farò certamente mancare il mio contributo se il confronto e il dibattito, allontanandosi dagli steccati ideologici, si trasferiranno sulle idee, sulle strategie e sulle visioni per un futuro, non solo per pochi, della nostra città.

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