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Stato d'agitazione

Volta-Fellini. L'esasperazione dei docenti: tanta retorica ma pochi fatti

In foto: il liceo Volta Fellini di Riccione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
sab 7 nov 2020 15:31 ~ ultimo agg. 8 nov 10:03
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Dopo mesi di retorica da parte del Ministero della Istruzione ci siamo ritrovati a settembre nelle stesse condizioni in cui abbiamo lasciato le nostre scuole all’inizio della pandemia” e ora “siamo di nuovo obbligati a perdere il contatto diretto coi nostri studenti e a riprendere le lezioni a distanza“. Sono questi alcuni passaggi della nota diffusa dai docenti del Liceo Volta – Fellini di Riccione che hanno proclamato lo stato d’agitazione e chiedono agli altri istituti della provincia di concordare una giornata di sciopero. Gli insegnanti auspicano “di rientrare al più presto a svolgere la didattica in presenza, ma nelle condizioni reali di sicurezza per il personale della scuola e dei nostri studenti” e denunciano “l’esasperazione alimentata da circolari ministeriali contraddittorie e ambigue.” Nel mirino la circolare Bruschi che “imponeva ai docenti di essere in presenza, mentre i loro alunni erano a casa. Docenti che avevano già sperimentato con profitto la didattica da casa, con strumenti da loro stessi ottimizzati, ora si son trovati costretti ad utilizzare mezzi assai più problematici a scuola, contravvenendo all’indicazione nazionali di evitare quanto più possibile spostamenti inutili“. Gli insegnanti rigettano poi “l’ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo sulla DDI e della circolare applicativa Bruschi del 26 ottobre 2020“. Tra i motivi, il fatto che “non prevede lo stanziamento di risorse economiche per l’attuazione del contratto sia per sostenere i costi della didattica a distanza che per potenziare le strutture scolastiche in termini di mezzi, aule e personale“. Si parla poi di “maggior carico di lavoro non riconosciuto” e, in generale, di “ambiguità” e “forzature interpretative“. All’assemblea hanno partecipato 75 docenti e 74 hanno votato favorevolmente alla richiesta, avanzata alle Rsu, di proclamare lo stato d’agitazione.

Questa la nota arrivata dal Volta Fellini

I docenti del liceo Volta Fellini sono in agitazione: “Durante il primo lockdown le scuole italiane, da sole, con uno sforzo spontaneo e volontario, hanno trovato le risorse umane e reperito gli strumenti didattici alternativi per non abbandonare a casa i nostri studenti e garantire loro una didattica a distanza che ha consentito, nonostante le difficoltà, di proseguire le lezioni. Dopo mesi di retorica da parte del Ministero della Istruzione ci siamo ritrovati a settembre nelle stesse condizioni in cui abbiamo lasciato le nostre scuole all’inizio della pandemia: a parte le mascherine e i disinfettanti, non era stato attuato alcun intervento strutturale in termini di edilizia scolastica, di assunzione di personale, di nuove attrezzature didattiche e di potenziamento dei trasporti scolastici. E così oggi, siamo di nuovo obbligati a perdere il contatto diretto coi nostri studenti e a riprendere le lezioni a distanza. Noi chiediamo di rientrare al più presto a svolgere la didattica in presenza, ma nelle condizioni reali di sicurezza per il personale della scuola e dei nostri studenti. Vogliamo che la lezione possa svolgersi nel migliore dei modi, liberi dalle burocrazie di palazzo. Respingiamo l’attuale ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo sulla DDI e chiediamo che il nuovo contratto rispetti appieno la nostra funzione docente. Per questo siamo disposti a condividere insieme alle altre scuole forme di agitazione e di protesta inclusa la proclamazione dello sciopero di istituto”.

I docenti del Volta Fellini di Riccione si sono riuniti in assemblea sindacale, la mattina del 6 novembre 2020, spinti dall’esasperazione alimentata da circolari ministeriali contraddittorie e ambigue, tali da rendere le lezioni impossibili o comunque ampiamente decurtate nel tempo, a causa delle difficoltà organizzative (connessione, funzionamento dei computer, settaggio degli stessi). La circolare Bruschi imponeva ai docenti di essere in presenza, mentre i loro alunni erano a casa.
Docenti che avevano già sperimentato con profitto la didattica da casa, con strumenti da loro stessi ottimizzati, ora si son trovati costretti ad utilizzare mezzi assai più problematici a scuola, contravvenendo all’indicazione nazionali di evitare quanto più possibile spostamenti inutili. .

Questa la dichiarazione che verrà presentata ai sindacati della scuola, perché affrontino con forza una situazione ormai intollerabile e che il nuovo contratto, al momento non firmato da diverse sigle sindacali, aggraverebbe. La seguente dichiarazione è stata  approvata da un’assemblea mai come questa volta partecipata ed unita con 74 voti favorevoli e un solo voto contrario.

“L’assemblea dei docenti del Liceo Volta-Fellini di Riccione, preso atto del testo dell’ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo sulla DDI e della circolare applicativa Bruschi del 26 ottobre 2020, ritiene che tale ipotesi di contratto non debba essere sottoscritta da nessuna organizzazione sindacale per i motivi di seguito esposti.
1. Non prevede lo stanziamento di risorse economiche per l’attuazione del contratto sia per sostenere i costi della didattica a distanza che per potenziare le strutture scolastiche in termini di mezzi, aule e personale. Chiediamo di rientrare al più presto a svolgere la didattica in presenza, ma nelle condizioni reali di sicurezza per il personale della scuola e dei nostri studenti.
2. All’articolo 1 comma 3 per ovviare alla presenza fisica del docente a scuola si prevede l’utilizzo di altro personale presente in istituto nel ruolo di puro sorvegliante.
3. Presenta un maggior carico di lavoro non riconosciuto. Si stabilisce infatti un’equivalenza piena delle ore di didattica in presenza e di quelle online, anche se tutti sanno che non è così (il tempo di preparazione e il lavoro alle spalle di un’ora di didattica a distanza è molto maggiore di uno in presenza). Inoltre viene sancito di fatto che la differenza di orario tra quanto previsto nel CCNL e quanto nell’applicazione della didattica a distanza (riduzione oraria a 50 minuti per la legge sulla sicurezza per l’utilizzo dei videoterminali) vada recuperato determinando la costruzione di un tesoretto di ore che l’amministrazione potrà usare a suo piacimento per assegnare sostituzioni e altri incarichi.
4. Il Ministero ha deciso irritualmente di accompagnare la diffusione alle scuole del CCNI con una circolare interpretativa, firmata da  Bruschi, aggiungendo obblighi per i docenti non presenti nello stesso CCNI (come quello di svolgere obbligatoriamente la didattica a distanza con i docenti a scuola, anche se poi ritirato in una circolare successiva). Gli interventi interpretativi nella circolare destano il fondato sospetto che le numerose ambiguità del testo non fossero affatto casuali, ma funzionali a forzature interpretative, così da aggiungere carichi di lavoro in forma surrettizia e non ragionevole.
Non ci sottraiamo al nostro compito di lavoratori ed educatori, anzi denunciamo come questa logica comprometta e non accresca affatto benefici per i nostri studenti. A modo di esempio si consideri come  l’obbligo  per i docenti di svolgere la didattica a distanza da scuola, a causa dell’inevitabile sovraccarico della rete, delle insufficienze dei device a scula, dell’inevitabile difficoltà organizzativa,  abbia prodotto pesanti ripercussioni sulla didattica, di cui hanno fatto le spese i nostri ragazzi, vittime di una decurtazione oggettiva del “tempo lezione” ed abbia esposto inutilmente decine di migliaia di docenti al pericolo di contagio.

Per questi motivi, al fine di contrastare questi provvedimenti, l’assemblea dei docenti del Volta-Fellini conferisce il mandato alle RSU del nostro Istituto per avviare le procedure opportune per la proclamazione dello stato di agitazione finalizzato all’indizione di uno sciopero di Istituto. Rivolge un analogo appello alle scuole della nostra provincia allo scopo di concordare una data comune per concentrare in un’unica giornata di protesta i singoli scioperi di istituto”.

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di Andrea Polazzi   
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