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Il commento della Lega

Pecci (Lega): abbandono progetto microaree è sconfitta per Lisi e Gianfreda

In foto: Marzio Pecci
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 28 nov 2020 13:03 ~ ultimo agg. 13:07
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L’abbandono del progetto microaree per arrivare alla chiusura del campo nomadi di via Islanda è stata una sconfitta per il vicesindaco Gloria Lisi e per il consigliere Kristian Gianfreda. A dirlo è il capogruppo della Lega Marzio Pecci rivendicando “la forte azione esercitata in questi quattro anni” dal Carroccio. Secondo Pecci a sancire “la sconfitta” è stata “la gente scesa in strada e che ha affollato i consigli comunali”. “In queste occasioni – prosegue – i cittadini hanno capito che gli amministratori, sindaco, vice sindaco, nonché i consiglieri comunali residenti nei quartieri interessati alle microaree, non erano credibili, per cui non hanno mai mollato la protesta e non si sono mai allontanati da chi li stava difendendo”. La Lega appunto. Pecci punta poi il dito sul consigliere Gianfreda che nell’ultima seduta di consiglio avrebbe detto “che la minoranza in Consiglio comunale (Lega compresa) è una minoranza al pari dei Sinti e che lui l’avrebbe difesa”. “La frase “sconveniente” pronunciata dal consigliere di maggioranza – prosegue il capogruppo del Carroccio – non è stata in alcun modo censurata dalla Presidenza del Consiglio comunale e questo dimostra, ancora una volta, quali siano il clima ed il comportamento della sinistra di questa città.” Secondo Pecci “l’abbandono delle microaree non è solo la sconfitta della amministrazione Gnassi ma è la bocciatura della politica di centro-sinsitra della Regione e della legge regionale 11 del 2015 e quindi è la bocciatura di una linea politica che non risponde alla cultura e al sentire dei cittadini riminesi e romagnoli”. Ora l’attenzione si sposta sulla chiusura del campo di via Islanda che, dice Pecci, deve avvenire in tempi brevi. “Nel contempo l’amministrazione comunale ha il dovere di trovare una soluzione transitoria in attesa che le graduatorie consentano alle famiglie sinti di avere una residenza vera e di integrarsi nella comunità riminese, ma questa è una altra storia. Le comunità del territorio, anche quelle vicino al consigliere Gianfreda, potrebbero dare una mano per risolvere transitoriamente il problema.” conclude il consigliere della Lega.