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Energia bene comune

No a esternalizzazioni selvagge. Anche a Rimini lo sciopero Enel Distribuzione

In foto: la manifestazione a Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 19 nov 2020 16:11 ~ ultimo agg. 16:29
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Pressochè unanime, dicono i sindacati territoriali di riferimento, l’adesione dei lavoratori di Enel Distribuzione allo sciopero nazionale di 4 ore proclamato contro “le esternalizzazioni selvagge, la concessione in appalto di importanti attività dell’Ente e affinché si proceda a nuove assunzioni”.

I lavoratori della provincia di Rimini hanno manifestato davanti alla sede di via Covignano in collegamento facebook con i colleghi di Parma e Piacenza. Dalle testimonianze sono emerse situazioni simili circa le politiche dell’Ente ma anche con tratti territoriali specifici.

Per quanto riguarda la provincia di Rimini, ricorda una nota congiunta di Filctem CGIL, Flaei CISL e Uiltec UIL, “già nell’agosto del 2018 era stata inviata una lettera all’allora Presidente della Provincia e Sindaco del capoluogo Andrea Gnassi per sollecitare il suo intervento rispetto alle problematiche del settore.

“La lettera era stata inviata all’indomani di alcuni episodi di blackout che avevano avuto effetti molto negativi sia sulle attività economiche e produttive che sui consumatori domestici. Inoltre, metteva in evidenza le difficoltà che avevano incontrato i lavoratori, sui quali erano ricadute le forti pressioni della cittadinanza, per il ripristino delle linee vista l’inadeguatezza dell’organico.

Sono problemi che si ripresentano ad ogni estate, fatta eccezione per quest’ultima, e ancor più da quando sono iniziate le grandi opere di riqualificazione soprattutto in alcune zone di Rimini, dal Parco del Mare al Centro Storico, da Rimini Nord ai Viali delle Regine. Va bene pretendere che gli armadietti stradali siano dipinti con effetto corten, ma occorrono anche i collegamenti efficienti e sicuri! Perchè saremo pure in epoca digitale, ma senza la luce tutto si ferma.

Una maggiore programmazione a tutti i livelli, sia per quanto riguarda i lavori di riqualificazione sia per l’attività dell’Ente contribuirebbe a garantire un servizio qualificato e un’assistenza continua. Ma ENEL preferisce esternalizzare il lavoro, creare precarietà lavorativa, non assumere nelle Aree operative in cui vi è una forte carenza di personale, organizzare turni di reperibilità estenuanti e ripetuti (a scapito anche della sicurezza sul lavoro), chiudere centinaia di presidi.

L’energia elettrica – ricordano i sindacati – è un bene comune e pertanto la missione industriale di E-Distribuzione deve rimanere quella di garantire un servizio essenziale al Paese, anche in considerazione della transizione energetica in atto.

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