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"Settore dimenticato"

Lo Shuttle per Bologna si ferma a tempo indefinito: non si coprono neanche spese

In foto: lo Shuttle (repertorio)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 11 nov 2020 10:59 ~ ultimo agg. 11:23
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Le nuove limitazioni a viaggi e spostamenti rendono inevitabile lo stop di ogni collegamento tra Rimini e Bologna a partire dalla prossima settimana e fino a data da destinarsi: lo Shuttle Rimini-Bologna effettua in questi giorni le ultime corse prima di uno stop che oggi non vede prospettive all’orizzonte.

Da una parte dati impietosi: oltre ai mesi di stop per lockdown, un calo dell’80% dei passeggeri. Dall’altro, lamenta Shuttle Italy Airport, l’assenza di sostegno sisgnificativo al settore. Impensabile quindi, nel medio termine, riprendere un’attività che oggi non copre neanche i costi.


L’intervento di Shuttle Rimini Airport:

Il comparto trasporto persone privato è la cenerentola della crisi economica creata dalla pandemia. Rimane ai margini dell’attenzione di Governo e Istituzioni locali e regionali, nonostante il crollo verticale di fatturato e lavoro. Da gennaio a ottobre le 6 mila aziende del comparto italiano linee commerciali nazionali e internazionali e trasporto turistico, hanno già perso più del 75% dei 2,5 miliardi di euro di fatturato maturati nello stesso periodo del 2019 (dati Laboratorio di Politica dei Trasporti). Mentre, i nuovi provvedimenti di limitazione a spostamenti e viaggi, annullano anche le timide e incerte previsioni di ripresa per ultimo trimestre dell’anno e proiettano anche sul 2021 la realistica previsione di perdite nuovamente pari a 1,8 miliardi rispetto al periodo ante pandemia.

E’ quanto sta accadendo anche Shuttle Italy Airport di Vip srl di Riccione, l’azienda che da quattro anni gestisce il servizio quotidiano di linea tra Rimini, la Romagna e l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. La diminuzione di traffico di passeggeri, al netto dei due mesi di lockdown primaverile, si è attestato su una percentuale superiore all’80%. Contestualmente sono completamente scomparsi noleggi per viaggi e comitive tipici del periodo estivo e i turisti stranieri sono passati dai 50 mila annuali al paio di migliaia. Cifre che mettono in discussione l’esistenza stessa dell’impresa e che non rendono più praticabile la continuazione delle attuali cinque corse quotidiane degli Shuttle tra Rimini e Bologna. Infatti, il combinato disposto del limitatissimo numero di passeggeri e della totale assenza di misure economiche e fiscali di sostegno, ha creato le condizioni per non riuscire a coprire neppure la spese vive di pedaggi, combustibili e dovute retribuzioni agli operatori di ogni corso e, soprattutto creano una quotidiana perdita economica all’impresa. Inevitabile, a partire dalle prossime settimane, la completa sospensione di ogni collegamento.

“Per quattro anni siamo stati uno dei maggiori vettori dell’incoming turistico leisure e bussiness della Romagna e abbiamo garantito un servizio essenziale per gli abitanti del territorio e collaborando costantemente con Regione e amministrazioni locali, abbiamo pienamente integrato gli Shuttle nel sistema di mobilità Emilia-Romagna. Il portato della pandemia ha, però, azzerato ogni nostro margine operativo e finanziario e quanto sta accadendo non consente all’azienda di programmarne sul medio periodo la sua sostenibilità economica e lavorativa – spiega Roberto Benedettini, amministratore unico Vip Srl – il prossimo anno, infatti, sarà ancora una dura e lunga attraversata del deserto. Per chi, come noi, vive sul trasporto delle persone, non si può infatti pensare a una possibile e realistica ripartenza se non al termine del 2021”.

 

“La doverosa tutela dei lavoratori attraverso strumenti quali la cassa integrazione, non è misura sufficiente a garantire il futuro imprenditoriale della nostra impresa. Si ripartirà e lavorerà di nuovo solo nel momento in cui le condizioni sanitarie e di mercato lo renderanno possibile. Quindi, dobbiamo riuscire a mantenere in vita l’azienda fino a quel momento – conclude Roberto Benedettini – il tema non sono solo ristori o contributi a fondo perduto, certamente non in grado di coprire il crollo di incassi, cash flow e fatturato, ma l’apertura di un confronto con le Istituzioni su come utilizzare la leva fiscale, meno tributi diretti e indiretti nazionali, regionali locali, sgravi oneri contributivi. Dobbiamo farlo subito. Altrimenti tra pochi mesi non si parlerà di sospensione delle corse, ma più semplicemente di ultima corsa. Per azienda e suoi collaboratori”.

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