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Margini per terapie intensive

Il direttore sanitario Ausl: impegno per garantire anche attività non Covid

In foto: Altini e Di Maio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 8 nov 2020 16:48 ~ ultimo agg. 18:29
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“La situazione sanitaria sul territorio romagnolo è attualmente sotto controllo. Abbiamo 35 pazienti in terapia intensiva per patologie legate al Covid, ma altri 70 che purtroppo si trovano in terapia intensiva per motivazioni del tutto slegate dal coronavirus. I nostri ospedali non si fermano“. E’ uno dei passaggi svolti da Mattia Altini, direttore sanitario dell’Ausl Romagna, sabato nel corso della diretta Facebook organizzata dal deputato romagnolo Marco Di Maio.


Sulla gestione ospedaliera e lo svolgimento delle attività ordinarie, Altini ha spiegato: “Vogliamo evitare una riduzione dell’attività programmata, costruendo un’organizzazione basata su due percorsi: una dedicata alla gestione del Covid e un altro dedicato a mantenere attivo tutte le linee di specialistica ambulatoriale, di chirurgia e di tutte le attività di cui i nostri cittadini normalmente hanno bisogno”. “Siamo convinti che procrastinare l’attività ordinaria porterebbe nocumento alle persone e stiamo compiendo il massimo sforzo per mantenere le due linee aperte”, ha aggiunto il direttore sanitario di Ausl Romagna.

“Abbiamo un sistema sanitario molto più pronto – ha detto Altini – su 100 persone contagiate in Romagna, il 55% è asintomatica. Quindi questi casi sono gestiti tranquillamente a domicilio o comunque in una forma diversa da quella dell’ospedale. Poi il restante 45% circa è sintomatico o leggermente sintomatico, di cui una grande quota è gestibile a domicilio in luoghi”.
La parte critica che richiede la terapia intensiva è lo 0,71% – ha spiegato – Il tema, dunque, è tutto legato al numero complessivo di contagi. Oggi in Romagna abbiamo 35 persone in terapia intensiva e non tutte intubate, che significa che in ogni caso ci sono altri 70 letti di terapia intensiva che stanno trattando i cittadini con tutti gli altri bisogni sanitari che si manifestano”.  
“Abbiamo un tracciamento dei contatti costante, grazie all’enorme che sta facendo il servizio di Igiene pubblica – ha detto ancora Altini – che ci permette di conoscere in pochissimo tempo la rete dei rapporti che ciascun soggetto ha avuto. Credo che questa sanità pubblica che abbiamo sempre coltivato per tradizione, oggi è una delle chiave di sostenibilità in un momento così difficile”.
Proprio per questo Marco Di Maio ha voluto rilanciare “la proposta di candidare la Romagna come sede del G20 della Sanità che si terrà nel 2021 in Italia.
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di Simona Mulazzani