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Commenti troppo in libertà

Denigra mare e albergatori di Rimini sui social. Condannato per diffamazione

In foto: la foto postata dal sindaco su FB
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 21 nov 2020 11:46 ~ ultimo agg. 22 nov 12:24
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“Rimini ha un mare di merda”. Il commento oggetto dell’accusa di diffamazione, postato su una notizia di una testata locale, risale all’agosto 2019 e, oltre a contenere fake news sui divieti di balneazione, ne aveva anche per gli albergatori (“porci arraffoni” e “fannulloni”). Era un momento particolare: dopo una serie di titoli fuorvianti sui media nazionali in piena estate, gli imprenditori e le istituzioni locali chiedevano di rivedere la tempistica dei campionamenti Arpae che portavano ai divieti di balneazione e alla loro revoca. E su quelle accuse gratuite gli albergatori non avevano lasciato correre decidendo di passare alle vie legali tramite l’avvocato Maurizio Ghinelli.
“E’ stato un affronto verso gli imprenditori e verso la mia città – commenta oggi la presidente di Federalberghi Rimini Patrizia Rinaldis – non si possono accettare termini di questo tipo. I social non possono essere usati in questo modo, io spero che sia un monito per altri. Spero anche che le persone comincino a dire basta a certi atteggiamenti. Più rispetto per un’economia che è basata sul turismo”. Non una questione di risarcimento di danni, sulla cui richiesta eventualmente si valuterà in futuro, ma di avere almeno le scuse nei confronti della città. “Questa sentenza rende almeno un minimo di giustizia”.
L’autore del post, che risiede in un’altra regione, ovviamente potrà decidere di opporsi nei termini previsti dalla legge.

Il commento del sindaco Gnassi su Facebook:
“Accadono fatti, apparentemente secondari, che però indicano snodi e punti di svolta importanti. E’ accaduto, ad esempio, nei giorni scorsi quando il Parco del Mare di Rimini si è aggiudicato il premio di miglior progetto green in Italia, doppiando l’analogo successo dello scorso anno sul Piano di Salvaguardia della Balneazione e facendo sponda con i riconoscimenti internazionali per il Galli, per il Fulgor, per il Part. Testimoniano la traiettoria complessiva che ha preso la nostra città, al di là di progetti spot o estemporanei.
Adesso arriva anche la notizia che il Tribunale di Rimini ha emesso un decreto penale di condanna per diffamazione nei confronti di una persona che sui social aveva scritto ‘Rimini ha un mare di merda’.
Una sentenza da rimarcare perché tutela la comunità riminese, i suoi operatori turistici, l’amministrazione comunale, che sul risanamento ambientale hanno investito e stanno investendo come nessun altro nel Paese. Perché è con il PSBO e con il Parco del mare che si valorizza e si difende la nostra risorse naturale primaria, e non con altre proposte che non c’entrano nulla con le nostre spiagge e quei luoghi straordinari.
Quindi, adesso, giù il cappello e rispettate il nostro mare.
Voglio ringraziare pubblicamente la presidente dell’AIA, Patrizia Rinaldis, e l’avvocato Maurizio Ghinelli per avere portato avanti le ragioni della città e della categoria di fronte a frasi false e offensive, ottenendo una vittoria che rappresenta anche legalmente uno spartiacque, quasi configurandosi come una sorta di class action. Grazie davvero Patrizia e Maurizio”.

 

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