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Tutelare la salute

Alunni diversamente abili. ADL Cobas: garantire presenza in istituti

In foto: Adl Cobas
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 2 nov 2020 12:10 ~ ultimo agg. 12:12
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Il futuro prossimo della scuola preoccupa ADL Cobas in merito in particolare all’assistenza educativa per gli alunni diversamente abili. Un servizio che deve essere garantito in presenza ma in spazi tali che tutelino anche la salute degli operatori: non si può quindi pensare di svolgerlo a domicilio, spiega Adl Cobas, ma va svolto nelle strutture scolastiche in condizioni di sicurezza.


L’intervento di ADL Cobas:

NON VOGLIAMO SCEGLIERE TRA SALUTE E LAVORO. l’assistenza educativa per gli alunni diversamente abili DEVE ESSERE in presenza negli Istituti scolastici della Provincia di Rimini.

L’anno scolastico è iniziato da poco più di un mese e il nuovo DPCM, nonostante ribadisca l’attività didattica in presenza per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia, riporta la Dad nelle scuole superiori.

Una didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, che pone importanti quesiti agli educatori e alle educatrici che lavorano quotidianamente con la disabilità.

In caso di un nuova chiusura delle scuole quale sarà il destino del servizio educativo scolastico?

Ci troveremo ancora una volta a lavorare da casa utilizzando i nostri strumenti digitali e per un monte ore dimezzato rispetto a quello affidato all’inizio dell’anno scolastico?

Ci troveremo a dover scegliere tra vivere con pochi euro di FIS, tutelando però la nostra salute e quella dei nostri cari, o recarci a domicilio degli assistiti consentendo così di cambiare totalmente la natura dell’intervento educativo scolastico?

Non possiamo e non vogliamo essere costretti a scegliere tra salute e lavoro e chiediamo che gli enti locali, le istituzioni scolastiche e le cooperative sociali, che gestiscono il servizio, siano pronte a reggere un eventuale altro lockdown, assicurando il diritto all’assistenza e all’istruzione anche agli studenti diversamente abili.

Il DPCM del 25 ottobre non fornisce chiare indicazioni sul comportamento da adottare a scuola con la disabilità ma si limita a ribadire all’art 10, denominato “Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità”, che «le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista».

È chiaro a tutti gli operatori e le operatrici che è difficile il mantenimento del distanziamento quando si lavora con la disabilità, ma ciò che ci preoccupa è di non sapere come verranno riorganizzati i servizi e le nostre prestazioni in caso di una chiusura più ampia delle scuole.

Crediamo che il diritto all’istruzione e all’assistenza per tutti i soggetti fragili e diversamente abili, così come sanciti dalla l.104/1992, debbano essere assicurati mantenendo fermi la sicurezza e la tutela della salute degli operatori e degli stessi assistiti.

Crediamo che la didattica in presenza sia irrinunciabile per permettere percorsi inclusivi e non lasciare indietro nessuno, pensiamo però che debba essere svolta in sicurezza e in spazi che assicurano standard igienico-sanitari idonei e conformi ai protocolli di sicurezza.

Pertanto ci troviamo nuovamente a ribadire che trasformare il servizio educativo scolastico in domiciliare non è per noi una strada percorribile.

Pensiamo sia necessario iniziare a ragionare in termini di messa a disposizione delle strutture scolastiche per la didattica in presenza con gli studenti diversamente abili e di pieno riconoscimento del monte ore affidato in caso di DAD per gli studenti certificati con i quali è possibile praticarla e ri-chiesto dalle famiglie.

La possibilità di continuare all’interno degli Istituti scolastici gli interventi di assistenza educativa per studenti diversamente abili permette innanzitutto la prosecuzione per tutti gli studenti certificati dell’intervento educativo e il supporto alle famiglie.

Ma permette anche di svolgere il servizio in sicurezza in quanto luoghi sanificati e con gli spazi e gli strumenti necessari per portare avanti i progetti educativi e l’inclusione nelle lezioni a distanza con la classe grazie al sostegno degli educatori in presenza che rendono possibile l’interazione con gli insegnanti e gli strumenti per la DAD.

Una riorganizzazione del servizio educativo scolastico che assicuri per gli utenti diritti e servizi di qualità, per gli educatori ed educatrici reddito, lavoro e salute.

Diamo il 100% per fornire servizi di qualità, chiediamo il 100% del riconoscimento del nostro ruolo.

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di Simona Mulazzani