Indietro
menu
Iniziativa simbolica

Un dpcm che così non va. Flash mob di Cna per chiede correttivi

In foto: Ortalli (CNA)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 26 ott 2020 19:31 ~ ultimo agg. 19:47
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulle ricadute del nuovo Dpcm, CNA ha organizzato una serie di flashmob che si terranno, nella massima sicurezza e nel rispetto delle regole, in tutta la regione martedì 27 ottobre alle 12, coinvolgendo simbolicamente il solo gruppo dirigente dell’Associazione.

Le richieste di CNA partono dal ristoro totale e a fondo perduto e con tempi certi stop immediato alle chiusure “indiscriminate” intensificando i controlli, il prolungamento della cassa integrazione, la messa a disposizione di compensazioni economiche per gli affitti, una “tregua fiscale” in accordo con l’Agenzia Entrate.


L’intervento di CNA Rimini:

Ci troviamo davanti ad un nuovo Dpcm con effetto fino al 24 novembre e che fa seguito ai due precedenti del 13 e del 18 ottobre. Quindi, senza ancora avere riscontri sull’efficacia delle disposizioni dei primi decreti, il Governo ha deciso di imporre nuove restrizioni.

“Durante l’illustrazione del decreto in conferenza stampa – commenta il Direttore di CNA Rimini Davide Ortalli – il Presidente del Consiglio ha ammesso che questa nuova impostazione che ci porta verso un lockdown parziale è frutto dei dati sull’andamento dei contagi. Il che da una parte significa l’ammissione di un grave errore di valutazione dei dati quotidianamente a disposizione della politica e della comunità scientifica, dall’altro ci insinua una grave preoccupazione sull’emanazione di futuri Dpcm portatori di ulteriori restrizioni. Se misure così importanti vengono imposte senza guardare un orizzonte lontano ma navigando a vista, diventa concreto il timore che fino alla prossima primavera possano arrivare nuove misure di “aggiustamento” destabilizzanti per i nostri sistemi economici e, ci auguriamo di no, anche sociali”.

Un futuro dai tratti incerti non fa bene a piccole imprese, artigiani, professionisti. Una grande comunità di persone e di famiglie, che a stento sono sopravvissute alla “fase 1” della scorsa primavera e che oggi hanno davanti agli occhi lo spettro di un’altra chiusura. Per questo è difficile comprendere la logica della chiusura alle 18 delle attività di ristorazione e lo stop totale a palestre, centri benessere, attività fieristiche, cinema, teatri e relative filiere: stiamo parlando di imprese che hanno propri protocolli di riferimento e che hanno investito sensibilmente, nonostante un anno non certo facile, per rispettare tutte le procedure di contrasto all’epidemia.

“Con molta franchezza – sottolinea Mirco Galeazzi Presidente di CNA Rimini – ci sentiamo di affermare che le chiusure e le limitazioni imposte a queste aziende siano un errore. Si tratta di imprese che rispettano tutti i protocolli, tutte le prescrizioni, tutti i divieti indicati in ogni Dpcm. La chiusura anticipata al pubblico di ristoranti e pizzerie rappresenta un ulteriore colpo in primis per la ristorazione, poi per la filiera della produzione e trasformazioni e dell’agricoltura”.

La chiusura anticipata rappresenta un provvedimento grave che mette in ulteriore difficoltà le imprese della ristorazione, le palestre, i centri benessere, e altrettanto grave è il sostanziale stop totale alle attività fieristiche e a gran parte delle filiere legate al mondo del cinema e della cultura.

Le richieste di CNA sono molto chiare, a partire dal ristoro totale e a fondo perduto e con tempi certi. Il Governo ha annunciato misure di ristoro per oltre 300 mila aziende soggette alle restrizioni del Dpcm spiegando che i contributi, superiori a quelli già erogati in precedenza, dovrebbero arrivare entro metà novembre.

Conclude  Ortalli CNA chiede con forza che questi contributi arrivino a tutte le imprese a cui è stata imposta la chiusura, senza più ricorrere a coefficienti di fatturato o discriminazione su codici Ateco. Ogni settore della ristorazione, ogni palestra e centro benessere, ogni cinema e teatro, ogni operatore delle rispettive filiere deve avere la certezza di ricevere in tempi brevi il contributo dello Stato. Tutti sono colpiti in egual misura. Ci attendiamo, infine, altrettanta attenzione al ristoro dei costi sostenuti dalle imprese per la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali che, in conseguenza alle disposizioni del Dpcm, non potranno essere organizzate”.

La “ricetta per l’emergenza” di CNA prevede inoltre ulteriori misure per la sopravvivenza delle piccole imprese da attuare il prima possibile, quali: stop immediato alle chiusure indiscriminate ponendo più attenzione all’intensificazione e all’efficacia dei controlli, il prolungamento dello strumento della cassa integrazione, la messa a disposizione di compensazioni economiche per gli affitti, una “tregua fiscale” in accordo con l’Agenzia Entrate.