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Accordo Regione e farmacie

Test sierologici gratuiti per studenti e genitori in farmacia

In foto: Bonaccini-Donini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 6 ott 2020 13:58 ~ ultimo agg. 7 ott 16:36
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Dal 19 ottobre una novità importante in Emilia Romagna per la lotta al coronavirus. La regione e le associazioni di categoria delle farmacie sia pubbliche che private, hanno firmato un accordo, primo in Italia, che permetterà agli studenti e ai familiari di eseguire test sierologici gratuiti in farmacia, con l’assistenza dei farmacisti. L’esito arriva in 15 minuti. La possibilità riguarda bambini e ragazzi dai 0 ai 18 anni (e maggiorenni se frequentano la scuola secondaria superiore), genitori, fratelli e sorelle e altri familiari conviventi, e sarà attiva fino al 30 giugno del 2021. In caso di positività del test sarà subito effettuato il tampone per capire se il virus è ancora attivo e in questo caso ci sarà la presa in carico da parte della sanità pubblica. La possibilità si estende anche agli studenti universitari che risiedono in regione o con domicilio sanitario in Emilia-Romagna. In totale si tratta di circa 2 milioni di persone e la speranza è di raggiungere il 20% degli interessati. Sul sito dalla Regione saranno elencate tutte le farmacie aderenti e già dai prossimi giorni sarà possibile prenotarsi.

Da Piacenza a Rimini, sono 1.366 le farmacie convenzionate, pubbliche e private, operative in Emilia-Romagna. Quelle che, in base all’accordo, hanno deciso di aderire alla richiesta della Regione di effettuare i test dovranno attuare idonee misure idonee di sicurezza. Per il Servizio sanitario, il test in farmacia avrà un costo unitario pari a 16.76 euro, ma sarà assolutamente gratuito per l’utente.

Il 26 ottobre sarà un’altra data importante. Arriveranno in Regione due milioni di test rapidi (si potrà arrivare a 3 milioni) che in venti minuti rilevano la positività all’antigene del virus, che necessita, in caso di positività della verifica del tampone tradizionale, ma è comunque molto affidabile. I test rapidi saranno in particolare rivolti al mondo della scuola e del lavoro,  usati come screening tempestivo negli attuali protocolli della scuola. Soprattutto quando l’indagine epidemiologica riguarda non solo i contatti stretti che vengono posti in quarantena ma anche i contatti ampi che alunni e docenti possono avere avuto. Ciò permette una accelerazione dell’indagine. Sia per aumentare ancora – ha spiegato l’assessore regionale Raffaele Donini – la capacità di screening sia per poter svolgere velocemente verifiche estese (per esempio a un’intera classe) in presenza di positività e quindi ridurre al minimo possibili quarantene o i tempi di avvio di qualsiasi misura di tutela.

La prima data da prendere in considerazione è quella del 12 ottobre, con la partenza della campagna della vaccinazione antinfluenzale, anticipata di circa un mese rispetto agli anni passati. Nel 2019 si sono vaccinate 850mila persone. Quest’anno le dosi vaccinali disponibili per la regione sono 1,2 milioni, estendibili ad 1,4 milioni, a copertura di circa un terzo della popolazione regionale. Per le categorie a rischio il vaccino è gratuito. A fronte delle carenze delle farmacie, la Regione ha ceduto a libero mercato, quindi per le fasce non protette, il 3% delle dosi (a livello nazionale l’1,5%), circa 36mila. Le farmacie del territorio riceveranno i vaccini dopo le consegne al Servizio sanitario regionale. Le persone sane possono infatti comprare in farmacia il vaccino e farselo somministrare dal medico di fiducia (costi variabili a proprio carico); oppure richiedere la vaccinazione antinfluenzale ai servizi vaccinali regionali (costo 22 euro) che la somministreranno però solo dopo aver garantito le vaccinazioni alle categorie che ne hanno diritto.

A fine novembre – ha detto l’assessore regionale Raffaele Donini – faremo il punto per evitare che nessuna dose destinata alla regione vada sprecata ed eventualmente valutare una nuova cessione al libero mercato. E’ stata richiesta anche cabina di regia tra regioni, sempre con la stessa logica”. 

Vogliamo aggredire il virus nel modo migliore e più rapido” ha confermato il presidente Stefano Bonaccini. E’ una attività di contenimento in attesa del vaccino contro il coronavirus, noi cerchiamo di fare del nostro meglio“.

Hanno diritto alla vaccinazione gratuita persone di età uguale o superiore a 60 anni con o senza patologie; donne in gravidanza o nel post partum; adulti e bambini (a partire dai 6 mesi di età) con patologie croniche; medici e personale sanitario e sociosanitari; addetti ai servizi pubblici essenziali (per esempio, forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari che operano nel settore sanitario); donatori di sangue; personale degli allevamenti e dei macelli. Tutte queste persone possono richiede la vaccinazione al proprio medico di medicina generale o ai servizi vaccinali regionali (Pediatria di Comunità e Servizi di Igiene e Sanità Pubblica), essendo appunto competenza del sistema sanitario pubblico, quindi di quello regionale, garantire la copertura vaccinale alle categorie a rischio.